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Interviste


Intervista - Colby - Modena - 23/05/09

Andrea.: Ma voi ignoravate tutta la faccenda (costruzione dell'autodromo)
Colby.: Assolutamente? noi siamo entrati lì, il posto era vuoto, era del Comune? no, noi non potevamo saperlo e quindi che veniva avanti molto piano la cosa? non c'è mai stata un'ombra di sgombero.
Poi quanto c'è stata la notizia della costruzione dell'autodromo, noi che era tre anni che eravamo a Libera che avevamo rifatto i tetti, che avevamo fatto l'impianto elettrico che passava sotto per collegare le case? cioè che avevamo fatto tutto, anche fatto abbastanza bene, abbiamo deciso: "No, da qua non ci muoviamo"?e ?

An.:? dopo tutto quel lavoro?
Cb.: ? secondo elemento è che abbiamo saputo della costruzione dell'autodromo dai giornali.. a noi non c'è stato comunicato nulla? mentre era stato commissionato un anno prima che è uscita (la notizia). Un anno prima il vecchio sindaco l'aveva commissionato, l'aveva commissionato un anno prima, senza dirci nulla, e nel contempo dal comune di Modena erano arrivate alcune lettere che ci dicevano che alcune iniziative che si facevano lì dentro non erano a norma e si riferivano soprattutto ai mangia-fuoco che animavano le serate.
Questo vuol dire che loro monitoravano il nostro sito, vedevano cosa noi facevamo e si son permessi rispetto alle fiamme libere? quindi sia il riscaldamento per i fuochi a legna e sia per i mangia-fuoco avvertendoci che si stava creando pericolo.
Allora, il nostro ragionamento era: "va bene tu hai comunque commissionato il progetto?ora lì noi possiamo decidere di continuare a lavorare, a ristrutturare un posto che.. avrà quel progetto, però da lì in poi è responsabilità nostra, non è che tu continui a monitorare il nostro sito, vedi tutti i lavori che stiamo facendo che pubblichiamo e impariamo dai giornali che hai commissionato un anno prima il progetto? e lì allora, se già c'erano convinzioni contro il modello di sviluppo e? del fatto che eravamo lì già da tre anni e l'avevamo sistemato? con questa presa per il culo il gioco è già fatto: non esiste che ce ne andiamo".
Poi, vabbe', da subito si era detto?"contrastiamo il modello di sviluppo" ma, tra l'altro c'è una cosa ancora più carina: quando noi abbiamo letto sui giornali la presentazione del progetto dell'autodromo, non sapevamo che era lì. Loro quando l'hanno presentato pubblicamente, in città il progetto autodromo, non hanno detto dove?

An.:?già dall'inizio volevano farlo lì?
Cb.: ? si, si? noi per un anno non sappiamo nulla e tra l'altro il giorno prima della manifestazione antimilitarista di Aviano? che è stata tipo il 5 aprile, noi volantiniamo il 4 aprile, c'è la presentazione, in un'aula del Comune, del progetto autodromo, noi facciamo il volantino senza sapere che veniva sopra Libera ? con il titolo che diceva "Esattamente la città che non vogliamo" che era un attacco al progetto autodromo. Noi andiamo, facciamo volantinaggio, vediamo del nervosismo enorme, secondo noi ingiustificato.
Ad un certo punto uno dei tecnici della ditta che costruirà, o vuole costruire l'impianto, ci da un cd e ci dice: "andate a casa a vedere dove viene l'autodromo" noi andiamo a Libera, lo mettiamo sul computer ed è esattamente lì sopra.
Quindi nemmeno il coraggio di dirti che veniva sopra? eh allora beh! ? quando hai degli amministratori che non hanno il coraggio di guardarti negli occhi e di dire le decisioni che hanno preso? io faccio: "come, qual è il tuo referente un cretino, un idiota, un personaggio che non ha dignità politica" almeno no? Eh già avevamo fatto il volantino "Esattamente la città che non vogliamo" in più tu ci vai sopra? allora. Poi abbiamo resistito cinque anni e questo oggettivamente perché anche una parte dei DS era contraria perché in città i DS sono una forza talmente grossa che se fossero stati compatti noi non avremmo retto così a lungo, sicuro. C'erano vabbè, i cittadini della frazione lì intorno, i contadini lì intorno dalla nostra, c'erano tante sensibilità in città anche trasversali, ma di fatto una buona parte dei DS che era contraria.
E, niente, abbiamo fatto il primo corteo indetto il 10 giugno e noi l'abbiamo imparato il 4 aprile, il 10 giugno c'era il primo corteo e al primo corteo c'erano 450 persone che per noi era sconvolgente.
Cioè noi in città avevamo sempre fatto cortei di 50 se andava bene, 450 persone, un sacco di gente, quello dopo 1500 persone, poi 3000, allora c'è un'opposizione in città?è chiaro che 3000 su una città di 180000 alla fine? il potere economico e politico decisionale è nelle stesse mani non si poteva scalfire? cioè dovevi andare e fare un corteo di 120000 persone? allora? per noi è stato un successo inimmaginabile, abbiamo avuto una legittimità, una forza incredibile? incredibile? e secondo me che abbiamo anche intelligentemente mai forzato, sempre condiviso? abbiamo fatto la giornata invitando la gente a piantare glia alberi lì, la gente è venuta con gli alberi in macchina con la vanga, gente che non aveva niente a che vedere con noi, e quindi non si è neanche relazionata a pacche sulla spalla: "condivido le vostre idee" che però è venuta lì ha piantato il proprio albero e se ne andata.
Una dimostrazione di vicinanza alla lotta che stavamo facendo e? di questi esempi ce ne sono innumerevoli cioè noi da quel punto di vista abbiamo avuto una solidarietà veramente enorme. Cinque anni però sotto sgombero ci hanno ? limato il cervello come dico io, ce l'hanno limato, esci che ?

An.: ma quanti eravate?
Cb.: ?allora ad abitare? Allora l'abitazione andava dai sette-otto ai diciassette-diciotto perché di più era impossibile come spazio? avevamo un bagno su e due giù?una doccia e quella fuori d'estate cioè era un po' limitato? però sì l'abitazione è stata un'esperienza estremamente difficile ma estremamente bella? l'abitazione comunitaria dove il legame, la lotta per la difesa dello spazio, quindi il collante, il legame era militante, era legato a delle idee ha funzionato molto bene? se fosse stato legato alla terra e alla natura ecc. ? non voglio immaginare cosa sarebbe successo? invece quel tipo di legame, quindi anche fare i volantinaggi, andare in giro, sentire i vicini? insomma finalizzato a una? così ad un progetto ecologico e libertario? questo è stato molto piacevole, molto?. E ha evidenziato anche per esempio? se tu venivi lì ad abitare e non c'avevi la macchina, non era un problema perché una saltava sempre fuori? tipo una lavatrice in diciassette e funzionava ? non avevamo bisogno di diciassette lavatrici per? da un punto di vista di critica? all'abuso del capitale, ai bisogni indotti ecc., le risposte erano ? erano a nostro avviso estremamente convincenti?

An.: per cui, in realtà, la cosa iniziale era questo?
Cb.:Era un progetto ecologico e spazio? socialista!... no, spazio sociale e? il venerdì e sabato sera spazio sociale metropolitano e dalla domenica al giovedì, posto di campagna, comune di campagna. ..

An.: La questione dei concerti? in qualche modo ha aiutato rispetto alla questione dell'autodromo?
Cb.: Ah? è stato, forse per la prima volta nella mia storia personale ha aiutato tantissimo. Cioè noi avevamo cortei che erano pieni di gente che venivano alle serate che ? ci sconvolgeva da questo punto di vista? perché tanti avevano la critica: "Ah! Fai serate danzanti. Questi vengono, ballano e se ne vanno via!" beh! Abbiamo avuto un riscontro diverso?abbiamo avuto un riscontro diverso. È chiaro?su 500 che venivano a ballare al corteo erano in cento! Però porta te 100 persone che escono, che vanno a ballare assieme e che gli interessa ubriacarsi, e vengono al corteo! Cioè per noi erano cifre veramente sconvolgenti. No, no! Anche per noi il rapporto con tantissimi gruppi in città, diciamo? non del giro che avevamo conosciuto negli anni '80, militante punk, che vengono gratis, che hanno contenuti ecc? noi abbiamo allargato, siamo stati includenti da questo punto di vista, abbiamo allargato e tantissimi altri gruppi con altre tendenze musicali hanno iniziato ad auto-costruire le serate, ad autogestire la serata, gli davamo il compito di ? contattare i gruppi, di fare i volantini di preoccuparsi? chiaramente dicendo no al razzismo, no al sessismo, eccetera? mantenendo queste cose qua, loro facevano il volantino, si preoccupavano di chi portava la batteria, e tutti pagavano? tutti! Allora il 70% dei gruppi che è venuto a suonare a Libera ha sempre pagato quello che consumavano. Chi non gli andava, noi gli davamo la birra, due birre gratis? però non dicevamo nulla: loro arrivavano al bar, se tiravano fuori i soldi, vuol dire che pagavano, se non li tiravano fuori vuol dire che pensavano che come ? musicisti avevano diritto a? e gli davamo la birra. E questo è stato un altro elemento, perché poi il modo che avevamo costruito, sempre centrato sulla comunicazione eccetera, loro?molte manifestazioni?legate alle espressioni musicali oppure l'ultimo corteo che abbiamo fatto ? il telone di Libera è stato fatto in corteo, per dirti, abbiamo sempre cercato di portare in città quello che c'era dentro a Libera, no? Nelle varie forme espressive. E quindi da questo punto di vista i gruppi sono stati fondamentali. E ci tengono ad essere visibili nella difesa di Libera adesso per un altro spazio. Però anche qua: il corteo l'abbiamo creato con tre gruppi che son andati a suonare e che hanno suonato la sera anche qua e la settimana dopo.. come da attivisti. E qua, c'è un altro elemento: o tu hai uno spazio che sei sicuro che tieni e su cui fai dei progetti e per cui chiami della gente in quella relazione e la gente ti può dare un bene preciso, consigli ? tant'è che pioveva e non si capiva? cosa avremmo potuto farci? la gente non è venuta. E questo è un dato ? oggettivo su cui ? io ormai penso di essere arrivato alla fine dell'analisi, ma dopo 40 giorni che ne parliamo tutti i giorni perché?per quanto riguarda Libera questo ha funzionato tantissimo. Ha funzionato tantissimo? è come ? è come? durante le serate la soluzione del problema ? chi entrava e? e? creava situazioni pesanti? la stragrande maggioranza delle volte è stato risolto anche da chi non era per niente compagno, militante, eccetera?però a Libera no, a Libera non ci son buttafuori, a Libera non ci sono i caschi, i bastoni nascosti in giro, a Libera? ce ne si occupa collettivamente del problema e molta gente minimamente politicizzata andava lì: "ma dai, siamo qua tutti?a divertirci, siamo qua tutti a rispettare gli altri, perché devi venire a fare così?" e poi chiaramente non qua cioè vai a farlo dove ci sono i buttafuori. E questo è stato, diciamo dal punto di vista.. la propaganda riuscita ma anche l'aspetto ecologico è stato molto importante; noi avevamo i pannelli solari e tutti lo sapevano che era uno spazio sociale che funzionava con i pannelli solari. Questo era importante, tutto lo sapevano che noi avevamo gli orti biologici e fuori, davanti più di trecento alberi eccetera. Era visibile. Noi avevamo fatto "il viale dei ribelli" con gli alberi in fila, eccetera, di fianco alla stradina che arrivava?. Io direi che il progetto ecologico, sociale e abitativo abbia funzionato veramente bene infatti è una roba bella pesante? poi, dico, forse lo sgombero ci ha salvato, nel senso che forse anche quella storia lì forse si sarebbe spenta? in realtà lo sgombero è arrivato nell'apice e quindi rimane un segnale forte, molto forte? ma ti dico, non tanto per noi che ? ieri sera quando son passato davanti?vabbe'? ho fatto veramente brutti pensieri? però per quanto se ne continua a parlare, sono passati dieci mesi, c'è la mostra sullo sgombero che continua ad essere richiesta da soggetti non politici, non militanti, che la vogliono esporre in giro ed è stata esposta la scorsa settimana a Carpi, adesso verrà esposta in un atelier d'arte a Modena, eccetera. Alcuni hanno fatto murales al palazzetto dello sport, non so se l'hai visto sul sito: c'è questo grande coccodrillo che si mangia gli alberi e il coccodrillo è fatto di escavatrici e finisce che nella coda ci ha la pista, le macchinine..- e questo sul palazzetto dello sport a Modena? cioè? e continuano ad esserci questi segnali qua in città, ma son continui, cioè quel tipo di esperienza, per chi l'ha vissuta, proprio perché? era?includente? cioè tutti sapevano che noi eravamo anarchici, che avevamo un'idea che ? però a nessuno che entrava gli veniva chiesto nulla, cioè? e ? perché il nostro progetto è stato, sostanzialmente il nostro ragionamento era: fare entrare chiunque a vedere a vedere che l'autogestione funziona, questo è l'unico messaggio che puoi dare; cioè tu entravi dentro e vedevi continuamente le cose che venivano fatte, venivano ampliate, venivano sempre fatte in sicurezza, mai nulla è stato lasciato alla? il posto che veniva pulito, un posto che era sempre? nuovo, cioè c'era sempre tutto quello che ci doveva essere e tu entravi e potevi vedere tutto. Tra l'altro un attivo economico enorme nonostante non abbiamo fatto mai pagare l'ingresso. L'ingresso era per iniziative specifiche: per i compagni arrestati, si alzavano su i soldi per quello, ed era sempre spiegato, cioè noi non abbiamo mai fatto il biglietto per raccogliere soldi per lo spazio? ma perché dalla prima sera nel 2000 c'erano centinaia e centinaia di persone. È sempre stato frequentato da un sacco di gente. E quello ha dato soldi, ha dato forza perché poi abbiamo fatto il pozzo che è costato 9 milioni, abbiamo fatto i cessi fuori cioè? avevamo i soldi per farlo. E tra l'altro, questa è una delle cose su cui ragionare: non abbiamo, perché avevamo sempre dei soldi, mai avuto problemi all'interno del tipo: "Questa cosa non si può fare, non possiamo fare questo?", perché in altre esperienze passate c'era la crisi del biliardino: "non pigliamo il biliardino, facciamo i volantini" Ecco: lì, a Libera potevi comprare il biliardino e fare i volantini? e non poteva essere un elemento di? sfogo. Oppure in alcuni periodi sotto sgombero c'è stato chi ha fatto delle spese? diciamo alla leggera, assurde, ma nessuno si è mai permesso di dire qualcosa perché sapevamo che sotto sgombero eravamo tutti molto, molto nervosi? e quindi avevamo anche la tolleranza di sopportare cose che in altri momenti non sopportavi? potevi entrare e? alterare quell'equilibrio che è favoloso, quello che produceva l'attività in città a livelli nuovi? e avendo soldi alle spalle, questo ti permetteva a comprare una cosa, più grande di quella che entrava nel forno, di tenerlo lì? "cazzo! Ho buttato i soldi!" no! Dai su! Tienila li, la useremo in qualche altro modo? e avere anche questo tipo di? facilità, di? serenità nei rapporti è fondamentale. Quindi, guarda, come esperienza in sé?

An.: Comunque era una situazione in cui tutti lavoravano?
Cb.: Allora, noi avevamo ben chiaro questa cosa qui: ognuno doveva garantirsi il reddito. E ognuno di noi abitanti pagava tutto quello che consumava. E anzi c'era un cartello, al bar, anche perché tanta gente veniva cercando di lavorare al bar, visto che era sempre pieno, quindi pensavano che magari cercavamo...allora, noi abbiamo messo proprio il cartello che non c'era nessuno pagato e quelli dell'assemblea pagavano quello che consumavano. Così si toglieva? perché ci potevano anche essere delle critiche sui prezzi, no? Anche legittime, sui prezzi? quindi noi dicevamo sempre: "Guarda, noi paghiamo così, non è una decisione che abbiamo preso per te, l'abbiamo presa anche per noi, se non sei d'accordo, passi dall'assemblea, un'assemblea aperta? io però dall'altra parte ti dico che i soldi, che secondo te ti rubo, l'eccedente che ti rubo, comunque tutto quello noi abbiamo speso?" era tutto pubblico e uno poteva leggere dove erano andati i soldi: tu puoi anche venire a dire: "io ti pago per questa birra un euro in più di quello che devo pagare i soldi vanno?" io ti dico dove li metto non ti va, portati la birra da casa? però è oggettivo e trasparente quello che sto facendo. E questo c'era, sia nella raccolta dei fondi per i detenuti anarchici, c'era tutta una serie di cose? era tutto dichiarato e tutto andava a finire per il motivo per cui era stato raccolto anche quello era un elemento di trasparenza che chi entrava sapeva ? che cosa stava succedendo, cioè non stavano pagando la villa a qualcuno del posto?anche da quel punto di vista, c'era un riconoscimento di chi non la pensava come noi? ma forte, profondo. Cioè chi non la pensava come noi lo dichiarava?non c'era il problema che lì dovevi fare l'anarchico per forza, capito? C'erano delle differenze, però di fatto?nei momenti di confronto riconoscevano che quelle cose che noi stavamo dicendo, l'idea che?, lì era applicata, lì visibile, stava funzionando, non era?ideologia. Noi stavamo facendo e lì era visibile.

An.: Quanto conta, se conta, il fatto di conoscere? le persone? intorno?
Cb.: prima dell'esperienza o durante?

An.: Prima e dopo?cioè non essendo che ne so Los Angeles? comunque in proporzione? uno si conosce? cioè andava a scuola insieme, andava al bar?
Cb.: Sì? allora, quel tipo di conoscenze, avulso dal posto, sono insignificanti. Nel senso che io conosco un sacco di gente, però?. Se ci fossimo conosciuti fuori da lì, probabilmente un saluto e basta? la conoscenza con quell'elemento che credo ha creato?

An.: ? l'idea che tu stai facendo questa cosa assurda, tra virgolette, però ti conoscono, il che non significa che condividano alcunché?
Cb.: questo è potuto servire per entrare lì e vedere, ma non per il resto? cioè il resto succedeva perché c'era comunque una simpatia e un rispetto a quella cosa visibile, non per un'amicizia? ecco, l'amicizia pregressa, poteva servire a farti venire? a vincere lo scalino? ti faccio un esempio: la persona che è venuta con noi a Epicentro solidale e portato giù il materiale ci ha detto che avrebbe sempre desiderato venire a Libera perché era vicino a noi ma non conoscendo nessuno, non ha mai fatto quel passo? capisci? Allora c'era chi ci appoggiava in tutto e per tutto fuori, senza essere mai venuto, quindi?c'è anche il contrario, quindi? il fatto che noi conoscevamo molta gente ha fatto sì che venisse a vedere, e il fatto che venisse a vedere quella cosa lì ha creato poi la relazione, perché quella cosa lì, era includente? cioè tu ti trovavi delle serate con centinaia e centinaia di persone ed entravano delle persone con la camicia bianca e la cravatta e faceva i cazzi suoi e nessuno l'ha visto mai come elemento estr?: "Ma che cazzo ci fai qua, vattene nei tuoi posti!" no, perché Libera era così? era un posto a 360º aperto, punto. Poi, se tu rompevi le balle e avevi i capelli verdi o la giacca e? era la stessa cosa, cioè se tu rispettavi gli altri non c'era nessun problema rispetto a nessuno. Il che ha fatto la differenza, perché noi a un certo punto, ne abbiamo discusso, però è uscito di far fare le feste di laurea agli studenti, oppure feste di compleanno, queste erano le uniche due feste che avevamo deciso? matrimoni, no. Perché abbiamo analizzato che in realtà erano feste ? dell'individuo della sua vita e aveva fatto qualcosa nella sua vita e chiamava gli altri a festeggiare, punto. Ah be' hanno iniziato ad esserci feste su feste, centinaia e centinaia?ma anche lì qual'era il rapporto? Era: "voi volete qualcosa, perché ho sentito di altri che hanno fatto la festa, volete dei soldi? - No, noi dei soldi non ce ne frega niente, però pulisci, ti preoccupi se qualcuno dei tuoi si ubriaca? cioè autogestisciti la serata - Ah! Solo questo?" noi non davamo vino, per cui gli dicevamo: "porta vino, porta sangria, ecc., il resto: birra, i super-alcolici li prendi da noi e quello? fai venire la gente al bar" ed è stato un crescendo allucinante, tipo la stessa sera, quattro feste di laurea due compleanni e cinque gruppi che suonavano? ma macelli eh! Centinaia e centinaia di persone! Io vado in banca, tipo a pagare l'affitto della biblio, e il bancario che: "Eh! Ma sai che mia figlia è venuta lì!" cioè, alla fine la generazione degli adolescenti, ragazzini modenesi, al 60% è passata da lì, per un motivo o per l'altro. Quindi tu sei una componente della città e una componente che ha quelle idee che erano chiare, che erano lì, esposte, cioè?c'erano sempre esposti, "Senza governo", "Modena libertaria"? non è che entravi ed era asettico e sapevi che chi lo gestiva era? no, no. C'era sempre la distribuzione fuori, sempre le iniziative, chi arrivava, non la pensava come noi, ci rispettava, punto. Però eri una componente della città, perché poi c'è gente che è cresciuta lì, di fatto, tutta la sua socialità eccetera l'ha fatta lì? e veniva ai cortei? che era il secondo passaggio. E quello alla fine a permesso che per 5 anni abbiamo retto contro? il pci.. perché è impensabile qua?

An.: per cui questa storia a reso Libera la "Gerusalemme" degli altri anarchici
Cb.: ? io ho visto veramente, veramente tanti compagni compreso Manuel, che abbiamo chiamato per una chiacchierata sulla Spagna eccetera, estremamente sorpresi dalla quantità di gente normale che veniva in un posto anarchico. Questo era evidente che una parte della società di una città andasse in un posto anarchico, un posto dove non si vendeva nulla. Cioè non è che cambiava, si tagliava i capelli perché tornava a casa e li faceva crescere quando? questo si, questo ha influito tanto e tra l'altro noi abbiamo dato al movimento una quantità di soldi enorme. Enorme, ed era tutta dichiarata: tu entravi a un euro per Sicilia Libertaria, c'erano tutte le copie di Sicilia libertaria, se tu entravi, entravi per quello, un'altra volta per i compagni? un'altra volta per?quindi tu sapevi che c'era questa cosa qui. Adesso ti racconto un episodio. Quando è uscito? è uscito "L'autogestione è possibile", il librettino. Allora appena è uscito, in chiave ma proprio? antiautodromo e quindi per dire che questo posto funziona ? io, mezzo ubriaco, mi son messo all'uscita; e a tutti quelli che uscivano, gli dicevo: "Questo è un regalo, che noi facciamo alla gente che viene qua" Allora intanto, per essere lì, ne ho dati 650 e non l'ho dati neanche a tutti, eh? però l'episodio che ti volevo raccontare è questo qua: c'è uno che lo prende e mi fa: "No, no. Io non lo voglio - ma perché? - Ma perché non la penso come te! - E a me che cazzo me ne frega. - No, ma guarda ho le idee contrarie alle tue? - Va bene, gli ho detto, senti sei tu che sei venuto nel mio posto e non io nel tuo, adesso lo prendi, poi quando sei giù sulla strada lo butti via, lo? ma adesso lo prendi!" gliel'ho dato, l'ha preso ed è andato via. Cioè, voglio dire c'era anche ? eravamo anche pronti a partire, cioè voglio dire, però, di fatto a me che non la pensi come me mi va bene, l'importante - vabbe' se entri come gruppo organizzato e un altro discorso - noi abbiamo sempre guardato all'individuo. Se tu individualmente, entravi lì eccetera per noi non c'era?

An.: ?insomma non era proprio come Carrara, però quasi?
Cb.: Allora? io farei questa distinzione: se tu vai a Carrara e vai a Massa, quando c'è L'anarchia in festa, no? Tu vedi la gente che va lì a mangiare e ? ed è tanta ed è la gente il livello di Libera è stato sui giovani, non sulle famiglie, cioè a dire: a Carrara e Massa vedi? questa cosa che è storica, però che ha un vantaggio, sanno? hanno consapevolezza della storia e quindi e quindi anche dei contenuti profondi, su noi qua, essendo tutti molto giovani, io non sono convinto che tanti abbiano?cioè hanno colto dei messaggi, però ricondurli poi ad una storia che c'è dietro non so in quanti? infatti noi abbiamo fatto l'opuscolo del 7 aprile per dare una spiegazione storica del nostro percorso? e chi l'ha letto si è proprio riconosciuto: "Ah! Adesso è anche più chiaro perché c'è in città una componente così e ha un riconoscimento". Perché noi in città parliamo di autogestione, parliamo di autogestione?non è gli spazi di ? autogestiti dagli anziani o autogestione della scuola ? i due giorni di autogestione? Modena ha questo vantaggio rispetto a tanti altri posti eh? cioè che poi è un vantaggio che ha tirato su tutto il pci e all'anarchismo ha lasciato praticamente nulla, però di fatto quando noi abbiamo ripreso a fare attività usiamo come niente parole come cooperazione, solidarietà, tradite dalla cgil e pci, ma la gente sa cos'erano, sa come sono nate? cioè, qua parli un linguaggio? cioè io non so se vai in alcune province sento tanti compagni dicono: "Vabbe', parliamo di autogestione ma non si sa cosa stiamo dicendo?" qua, un lavoro storico è rimasto?e noi siamo di casa, cioè qua siamo una componente della città riconosciuta e che si sta scontrando con il partito più forte, quindi? quindi oggettivamente adesso siamo in difficoltà, in difficoltà né come numero né come? però oggettivamente gli spazi sono?infatti, infatti il fatto di prendere uno spazio privato da questo punto di vista è stato anche geniale perché il comune secondo me ci avrebbe spazzato via subito, qua invece non ha potuto intervenire, ci sono le elezioni e il proprietario? ci siamo parlati e qua sono due mesi che facciamo i cazzi nostri e non era scontato, noi pensavamo: "Occupiamo tre giorni organizzati bene lì non ci toccano e poi il quarto?" eravamo strutturati così? nessuno pensava ? infatti per quello che al quarto giorno? andava ridefinito il tutto e non è stato ridefinito?

An.: ?per cui paradossalmente, il quarto giorno, quando non siete stati sgomberati, il panico..
Cb.: ? infatti? per me no, c'era la progettualità, però è la lettura che a posteriori ? il panico, ma panico perché: "Se noi, su quel posto dobbiamo farlo arrivare a livello di Libera ed ampliarlo significa che la tua vita, per tre anni è qua, tutti i giorni, perché c'è da rifare tutti i tetti, l'impianto elettrico, fai la ciclofficina, fai là metti a posto?e tanti?io parto? sta roba che mi arriva addosso così? e allora se c'è la possibilità di avere 5 anni a disposizione.. la mia lettura di oggi, i primi due mesi, quiete, tranquillità, non si fa niente poi lentamente si riprende. Allora lì, si. Però i primi due giorni qua noi abbiamo organizzato esattamente quello che avremmo organizzato a Libera? e la sera che abbiamo occupato è come se avessimo fatto l'ultima sera a libera la sera prima, era la stessa cosa, il giorno dopo.. e la prima, la seconda e la terza sera c'era più gente di come se fossimo stati a Libera, a organizzare le stesse iniziative, era già un posto più adulto di quello là, ciò è formidabile, oggettivamente? Libera era nata, c'era tanta gente, però si è strutturata in tutto il suo tempo. Qua il primo giorno era già adulto, eri appena partito e tenere un livello così?è ? infatti il quarto giorno nessuno ha capito quella che era successo? nessuno l'ha capito.

An.: per cui esplicitamente, quando avete fatto le assemblee prima, era una botta breve?
Cb.: Nessuno ha mai pensato che ci lasciassimo. Io credo nessuno?

An.:?Ma questa scelta di fare una botta breve, perché?
Cb.: ?allo sgombero si doveva dare una risposta?cioè Libera non poteva essere morta per uno sgombero, non lo era di fatto avevamo già fatto tante serate in giro in questi otto mesi, e molto partecipate, raccogliendo anche qualche adesione in più?però? allora, il problema è questo: tu occupi e nel 2009 è difficile, molto difficile e? ti potrebbero sgomberare subito, soprattutto un privato, perché lo contatta la polizia subito: "Che fai? - Fuori!", fuori domani. C'è stata un'occupazione in città, fatta da un'altra componente politica è durata sei ore. Sei ore. Dopo sei ore. Fine. Cosa pensi? Che qua sia diverso? No, pensi che sia la stessa cosa. Allora, occupi e ti strutturi nel modo in cui ? fai il presidio? è anche lì: non occupi la mattina presto?no, occupiamo con la serata, che parte. Così, quando la polizia se ne accorge è già pieno di gente, ci sarà un sacco di gente. Quindi, senti i gruppi che devono suonare, i gruppi devono essere militanti, perché c'è la possibilità che perdano tutto, quindi contatti i gruppi, ragioni, che cosa porti, porti la roba che costa meno perché non ti va di perdere tutto? allora, abbiamo costruito tre giorni così. È andata con una partecipazione fuori dal concepibile. Fuori. Passa il proprietario si incazza, da un calcio due al portone? va fuori di testa. Cosa succede dopo? Non lo so. L'ipotesi che lui sia andato dalla pula e loro: "guarda noi fino alle elezioni, non ti diamo una mano, se riesci a mandarli fuori tu, a noi non ci tocca?" lui cambia atteggiamento e viene a parlare con me. Noi avevamo scritto sul giornale che volevamo parlare con lui. Lui viene e ci porta anche il regalo, viene e parla. E lì la cosa è semplice: "Tu questo posto ce lo lasci? Per tre anni! E decidiamo quanto. O hai dei progetti sopra e prima o poi chiederai lo sgombero? - La seconda ipotesi. Io, qua lo rivoglio indietro. A me serve, poi anche stare a te perché mi serve?" Anche se ce l'ha spiegato eh!... però di fatto che cosa c'era? Noi dovevamo comprendere se potevamo stare qua in comodato gratuito, così gli avevamo proposto, o se lui prima o poi sbroccava e ?

An.: ?poi immagino che lui non se l'aspettasse?
Cb.: ?l'occupazione qua?

An.: ? una proposta del genere.
Cb.: ? sì, sì. Comunque lui s'è preso un po' di tempo, noi abbiamo continuato a ragionare poi è venuto qua: "Guarda, io ho la possibilità di?ho la possibilità di ..- l'ok per costruire qua sei villette. Io vendo, non voglio io costruire le villette, però vendo l'edificabilità. C'è un sacco di gente che me lo compera, io voglio quei soldi, e io non vi faccio un contratto in comodato gratuito per tre anni. Quindi mettiamoci d'accordo e quando andate via?" Allora, su quell'ipotesi, tu non puoi più costruire, non puoi mettere a posto il tetto. Tre milioni di catrame?no. La gente non si è più fatta vedere. È questo che secondo me? se noi avessimo quel giorno firmato?lui ci avesse detto: " va be': io ho parlato col mio commercialista, mi ha detto - aspetta tre anni che lo vendi il doppio - ipotesi - io per tre anni ve lo do' in comodato gratuito, perché qua non abbiamo perso nessuno." Il problema è che già nei primi 10 giorni, io, ho iniziato a sentire che non volevo stare sotto sgombero. Cioè io l'ho sentito su di me. E ho detto: "o ci mettiamo d'accordo per un'uscita? lui ci dice ? ok. siamo sicuri fino a? non ce la faccio, non ce la faccio!" io 5 anni che ho rinunciato alle ferie, che ogni volta che mi staccavo da Modena ero lì col cellulare che arrivasse la chiamata e che ha condizionato la mia vita per 5 anni, questo sgombero su Libera? io non ce la faccio. E usciti di qua, adesso andiamo il tre, l'ipotesi, di occupare qualche cosa, l'ipotesi di essere ? poi forse devo riposare tre mesi, bene, cosa che non abbiamo fatto dallo sgombero ad oggi. In cui dire: "bene, ci hanno sgomberato, abbiamo ri-occupato tre mesi e abbiamo fatto vedere che c'è tutto in piedi e che Libera c'è ancora, adesso: tre mesi di riposo almeno" il cellulare rimane a casa e io vado in giro e dopo, forse riuscirò a riprendermi. cosi, io in dieci giorni qua le ho ancora le ? le immagini dello sgombero, i poliziotti che arrivano?no. Probabilmente c'è chi l'ha sofferto molto più di me? e non investe più in un luogo che non sa bene. Perché a Libera abbiamo investito?fino all'ultimo periodo abbiamo piantato alberi, fino all'ultimo periodo abbiamo fatto cose?e tra l'altro non è problema da poco, perché se tu pianti degli alberi che sai che li tirano giù, perché li devi piantare lì? È la domanda che ti fai, perché?devi fare? e prima di fare queste iniziative lì, abbiamo avuto discussioni anche pesanti: "Lo facciamo!" eravamo tutti infervorati? era chiaro che era il nostro?non avevamo mai perso, no? E allora si andava, però oggettivamente abbiamo piantato degli alberi che ?

An.: ?per cui l'orto sinergico è frutto di incoscienza?
Cb.: di affermare un principio, ma non di avere la certezza di raccoglierne i frutti.

An.: Qui hai la certezza che i frutti non li raccoglierai, in realtà?
Cb.: Secondo me potrebbe finire che il tipo, lo mette in vendita, e se c'è della gente dentro, non lo vende. Però dato che noi usciamo, e se qualcuno viene qui a raccogliere va bene?cioè io credo che lui non lo venda veramente, ma che lo tenga in vendita per un anno e tu puoi venire qua d'accordo con lui? tant'è vero che gli si vuole chiedere se una volta al mese possiamo qui fare una serata di autofinanziamento. Questa è l'altra ipotesi.

An.: beh! Sarebbe carino?
Cb.: Adesso per esempio, mi diceva ieri S. che ha sentito il proprietario se può lasciare Jurgen lì?quindi noi usciamo, come spazio sociale, dopo di che il cane rimane lì e l''orto...comunque dovrebbe rimanere un rapporto?

An.: beh, divertente! Coinvolgere il proprietario che ti occupi di alcune tue cose non è male?
Cb.: Sembra che vada, ma è solo un'ipotesi? poi l'altra cosa: noi abbiamo dichiarato sui giornale "se lui ha dei progetti ce ne andiamo" e ci siamo sbilanciati troppo. Il proprietario ha detto che ha dei progetti, noi ce ne andiamo, per tanti è un segnale di serietà forte. Io ho trovato gente che: "Ma voi ve ne andate davvero? - sì, sì"..

An.: beh, non è una cosa ? classica?
Cb.: ?infatti. Quindi stai dando anche una inidcazione etica profonda che non è detto che non abbia dei vantaggi poi in futuro anche in rapporti con altri che dicano: "io ho questo terreno qua, io per tre anni, mi garantite che dopo tre anni andate via, è lì" è sperimentale `sta cosa?

An.: ?comunque, appunto l'idea di? essere, come dire, da stimolo ad altri? ed è vero che questo aveva l'autorizzazione in tasca?
Cb.: e non l'ha tirata fuori, molto probabilmente perché aspetta questa cosa dei comuni con?delle regioni con la possibilità di ampliamento? perché da sei diventano otto e rivendere che ha 8 villette, ti aumenta di un quarto il valore? eh! A saperlo! A saperlo, abbiamo fatto le ricerche eh! Non l'abbiamo trovata sta delibera che? perché questa delibera? anche lì è molto strano, del tipo? c'è stata una variante solamente in tre punti: qua e in altri due punti piccoli, una variante veramente con delle motivazioni quasi?

An.: per cui la disponibilità a negoziare anche per questo?
Cb.: ?un'ipotesi? non lo so, però sta di fatto che quella variante,noi non l'abbiamo trovata prima, ed eravamo sicuri che qua non c'erano progetti. Quindi, quando abbiamo lanciato: "Se hai dei progetti, andiamo via" sapendo che?non ce n'erano!...e quando lui è arrivato con le carte, noi non gli abbiamo creduto subito?qua le ha modificate? [la registrazione si interrompe, lato A finito?]

Cb.: ?non è da anarchici! Non c'è stato? abbiamo recuperato il furgone, abbiamo recuperato l'impianto? era tutto perfetto, non abbiamo sbagliato niente, né nel corteo né nell'occupazione, né nella tre giorni, chi ha detto che veniva è venuto; cioè tutti seri, tutti seri, chi si è preso un impegno l'ha mantenuto?

An.: ? forse da lì uno doveva?
Cb.: già? poi la città ha risposto benissimo, che il posto fosse occupato, legale o illegale, nessuno poneva il discrimine, c'era la scritta "ben tornata Libera!" il giorno dopo, l'articolo de "L'informazione", "Libera è tornata" no, "Torna Libera" mi stavo inchinando? all'informazione cittadina! Cioè ci hanno sgomberato e demolito tutto, tutto dentro, la tua roba eccetera, il sindaco Pighi ha detto: "Bene, la questione Libera è finita" e tu? ti trovi ? torna Libera dopo 8 mesi in un posto molto più grande? con potenzialità molto più? e in periodo elettorale, visto che Pighi aveva dichiarato non tollereremo nessuna occupazione, non tollereremo illegalità, che se ne sta zitto perché ci sono le elezioni, è un figura, veramente! Poi se ne sono usciti quelli di Alleanza Nazionale adesso PDL dicendo: " Ah! Se ne vanno il 2 perché sono già d'accordo col Comune per un altro posto?" E allora siamo usciti col comunicato dicendo: "Non ci può essere accordo con chi ci ha sgomberato" che è una lezione etica del tipo non è il luogo dell'inciucio, questo non sarà mai?tra l'altro pubblicato dai giornali, dove c'è scritto che noi le cose le decidiamo in assemblea è sono pubbliche, non esiste la politica sottobanco, per noi. E il giornale l'ha pubblicato, dandoci? perché questo poi è importante, perché ti da la possibilità di un riconoscimento etico, non solo della notizia, che tu hai fatto o non hai fatto, del livello etico, importante per cui, la raccolta per l'Epicentro solidale la gente che è venuta: "Preferisco voi che la protezione civile" sono delle piccole soddisfazioni politiche?poi tu che raccogli quello che ti hanno portato e lo porti direttamente, quindi puoi testimoniare che non è stato messo da una parte e chissà se arriva, no? Perché succede anche questo. Cioè il mio barista mi ha detto: "Io ti do la roba se tu mi garantisci che arriva - guarda la porto io!" e allora lì vale e funziona?quello è importante, è una questione di fiducia, tra l'altro?a costi veramente ridotti, cioè io mi son preso un giorno di ferie, mi sono fatto un giro, anche molto interessante, molto ricco, pieno e ho portato giù la roba.. voglio dire. E questo è un'altra cosa che i quotidiani locali hanno dato molta risonanza: all'orto, già il terzo giorno con la gente che zappava, eccetera e la questione dell'Epicentro solidale, sono state due grosse vittorie, diciamo. Guarda adesso mi viene da fare una domanda: Come - uso un termine del cazzo - come capitalizzare questa esperienza, come dargli quel respiro che si va a strutturare, che non è personalmente la questione de? la questione umana, del rapporto umano, della simpatia, della condivisione? ma quando inizia a dare risposte sociali, più complesse, quando inizia a strutturarsi, a rappresentare di più, ad essere? è questo il passaggio che anche ? teoricamente manca. Perché, cosa, adesso metto in piedi? Cioè? allora la gente si fida di noi qua e si fida di noi, perché ci sta delegando, di fatto. Come, invece, adesso la gente è ben disposta ad entrare in questo meccanismo, in questa relazione? che ti riconosce?validità, riconosce un livello etico importante a cui potrebbe aderire. Cosa vai costruire con loro? Perché qui è strutturale, dopo diventa la struttura?il coraggio di arrivare a? determinare strutturazione all'interno della società. Questo è un passaggio estremamente difficile; perché: a) ogni volta che? quando noi occupiamo un posto e vogliamo e chiediamo una figura non istituzionale o partitica all'interno della società che garantisca il proprietario, no? È il proprietario che dovrà aver fiducia in noi in questa trattativa?"Ah! State cercando?ah! State legittimando?" cioè o fai una sperimentazione, un tentativo che non è previsto dal ? libretto rosso-nero, sei? è una sperimentazione, poi trarremo le conclusioni, avremo fatto una cazzata, diremo? : " non è andata bene" oppure?appena inizia a mettere in piedi qualcosa? però vabbe' questo è un problema minore nel senso che a noi comunque piace questa forma di sperimentazione, anche il fatto di avere messo in piedi Libera come includente e non come escludente, cioè noi eravamo sicuri delle nostre idee e non avevamo bisogno di fare un ghetto, di fare una riserva, di fare? no. Noi colle nostre idee che ci eravamo fatte ci sentivamo e ci sentiamo parte della società, una società che vogliamo cambiare? però noi siamo parte della società e quindi dobbiamo essere una parte attiva, riconosciuta, attiva e che vada a incidere. Altrimenti ? il tirarci fuori e farci ghetto, credo che se avessimo questa proposta, questo Comune ci darebbe un posto domani, sulle basi del: "Andate là, non tornate in piazza a rompere i coglioni, non rompete le balle" c'è anche domani il posto, anche domani. Perché il discorso è di essere parte attiva della società, parte attiva della società cosa significa? Inizia ad allearti sulle questioni antifasciste, inizi a chiederti con chi ti metti in gioco, cioè ti riconosci?

An.: ?quello è un bel casino?
Cb.: ? quello è un bel casino, però di fatto, di fatto noi siamo parte attiva, completamente interna alla società modenese. Noi siamo una parte della società modenese.

An.: Ma quanti degli altri l'hanno capito secondo te?
Cb.: Gli altri quali? Interni o esterni?

An.: io direi esterni, ma anche interni
Cb.: Allora?

An.: ? perché in qualche modo la storia della delega funziona anche così..
Cb.: ?credo assolutamente di sì, assolutamente. Di fatto la delega conviene cioè? tu stabilisci che uno, più o meno delle tue idee lo fa lui al posto tuo, eh be'?: "Già lavoriamo tutto il giorno per lo stipendio, già? se c'è uno che.. vai! Ti delego, non c'è nessun problema. Mi fido"? poi calcolare che questo può diventare pericoloso, ogni volta che viene data una delega in bianco non verificata bla', bla'? che ognuno di noi è un essere umano e quindi su una poltrona dopo inizi a sfruttare le deleghe ricevute? più o meno tutti sappiamo `sta cosa ma alla fine conviene? di fatto. Quanti ne siano consapevoli, all'interno? io credo che i militanti veri, quelli che ? non mi piace né la parola `militante' né `veri'? cerchiamo?questi attivisti consapevoli, no?questi che elaborato profondamente dentro di sé questi concetti non li subiscono, ma li conoscono. Io credo che diano una forma di delega come?proporzione alla loro ? impotenza. Cioè il fatto che un sacco di compagni sono in realtà sono pochi, non muovono nulla e se c'è in qualsiasi altra parte del mondo qualcosa che funziona gli danno tutta la delega possibile e il massimo di riconoscimento, perché ne hanno bisogno, di fatto di vedere che da qualche altra parte funziona?senza conoscere più di tanto sperando che sia la bella storia e "quelli sono i miei compagni" no? In Grecia c'è tutta la cosa sono diventati tutti?i greci!... poi, nessuno vuole andare a vedere bene dentro niente, perché è meglio di no? però di fatto: "Ah! Glia anarchici non sono scomparsi, hai visto in Grecia!" quindi di fatto c'è una delega data dall'impotenza della gente alla possibilità dell'azione sociale? per noi che lo viviamo dall'interno, non tutti hanno una consapevolezza generale `ste cose? ma secondo me per una non-volontà ?

An.: ?Anche per paura?
Cb.: ?sì, sì?e quindi a tanti nostri compagni sta bene, la simpatia che abbiamo in città, la solidarietà che abbiamo in città, e vedere che ci gira un sacco di gente intorno?poi se stiamo incidendo e come stiamo incidendo?.