La primavera dell'Anarchia

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alla Ceka

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Collare metallico usato dai comunisti come strumento di torturaBarcellona era cambiata così rapidamente come lo aveva fatto in quei primi giorni del luglio 1936. Si respirava una strana atmosfera ed erano tornati a comparire lustrascarpe, donne con cappello e tutta una serie di personaggi che per un pò sembrava si fossero eclissati. 
La ragnatela di Stalin sulla Spagna si stava facendo sempre più fitta ed alla fine, nel mese di maggio quello che tutti temevano si realizzò.

Tra il 3 e l’8 maggio 1937 gli stalinisti decisero di assoggettare al potere dello stato quello che il popolo aveva conquistato. Fu attaccata la Telefonica (centrale delle comunicazioni di Barcellona) in mano al sindacato della CNT.

In un attimo, come era successo tante volte, la memoria delle pietre tornò a galla così come tornarono ad erigersi barricate ovunque. Gli anarchici assieme a quelli del P.O.U.M (partito operaio di unificazione marxista) cominciarono a combattere per le strade mentre già la notizia di un battaglione di soldati da Valencia chiamati per reprimere la rivolta degli insubordinati, faceva venire alla mente vecchi ricordi.

Il 4 maggio in tre entrarono nell’abitazione di Camillo Berneri a Barcellona, chiesero a lui ed a Barbieri di seguirli, perché entrambi in arresto.

Il giornale "Martillo", censuratoTra il 5 ed il 6 maggio i corpi dei due italiani vennero trovati per le strade di Barcellona crivellati di pallottole, uccisi con un  colpo alla  nuca. Berneri con i suoi articoli sul giornale “Lotta di Classe” aveva dato fastidio a qualcuno smascherando la politica di Stalin in Spagna.

Il 17 maggio il governo di Lago Caballero considerato dai comunisti troppo indulgente verso le istanze rivoluzionarie e inefficace nella condotta della guerra, è costretto alle dimissioni.

Subentra Juan Negrin.

Dopo solo due giorni il P.O.U.M venne dichiarato  illegale ed il suo leader sequestrato ed ucciso.
Qualcuno diceva che i pistoleros erano tornati in città, ma non bisognava tornare così tanto indietro, al bar tranquilidad magari, per capire cosa stesse succedendo, bastava essere in un qualsiasi bar dell’Unione Sovietiva  il 17 dicembre 1936 e leggere il giornale La Pravda che scriveva così:
In Catalogna è iniziata l’epurazione degli elementi trotskisti e anarcosindacalisti. Un compito che sarà condotto in Spagna con la stessa energia con cui è stato portato avanti nell’Unione Sovietica.
In calle Zaragozza si aprì una Ceka, un carcere dove morirono negli anni a seguire centinaia di anarchici, membri del P.O.U.M. o chiunque non dimostrasse simpatie per il nuovo modo di governare la Spagna. La tortura divenne pratica giornaliera.

Inquadramento della gioventù stalinistaPer realizzare una delle Ceke di Barcellona all’interno di un ex campo di lavoro si sarebbe dovuto spostare il cimitero del campo, e quando già i lavori di dissotteramento erano iniziati, agenti di Stalin fecero fermare tutto ed utilizzarono le tombe  aperte come celle dentro le quali rinchiudere i prigionieri.
Il governo eliminò anche con l’uso della forza le collettivizzazioni. Alcune riuscirono a resistere in armi, agli attacchi delle truppe staliniste per poi essere completamente annientate dall’arrivo dei fascisti. L’industria passò automaticamente in mano allo stato.
Quello che successe dopo il 1939 poi fu una sorta di tragica perpetuazione di tutto questo. Ancora dittatura, torture e silenzio.
 


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