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Nei primi mesi a Parigi Rivoluzio lavora come sguattero e porta i giornali con un carretto dalla tipografia ai giornalai. Ha solo 17 anni ma riesce comunque a trovare le carte per lavorare e a trasferirsi nel Nord della Francia, a Lens, in un cantiere.
In Francia il padre Onofrio, che lo raggiunge nel 1921, lavora sul cantiere e dorme in stanzoni dormitorio di una ventina di letti. Pensando ai suoi compagni lasciati in Italia sotto il fascismo, escogita il modo per farne venire diversi in Francia.
Insieme a Rivoluzio entra in contatto con una grande impresa edile, la Wandervalle, per ottenere contratti di lavoro per 80 operai .
A Rovereto, intanto, sono già pronti 80 passaporti.
Racconta Siberia dei loro primi anni in Francia:
“Nel 1924 decidemmo di uscire da Parigi. Ci informarono che a Fontanay c'era una vecchia disposta a dare in vitalizio un suo chalet con un bel giardino in un passaggio privato con solo 6 casette, proprio in faccia ad un bar. Appena abbiamo visto questo chalet, noi siamo rimasti meravigliati ed abbiamo subito accettato le condizioni della vecchia che era esigente: 3900 franchi all'anno erano molti ma data la nostra numerosa famiglia era impossibile alloggiare diversamente e ben contenti si fece subito l'affare. Il papà ritornò a Longuea per liquidare tutto e il 24 Maggio arrivarono tutta la tribù ed il mobilio e ci sistemammo qua dove siamo tuttora.
Equo cominciò a lavorare in un cantiere, io in una fabbrica di ombrelli e Libero in una di caramelle. Eravamo molto felici: lavoravamo in settimana, ogni sabato prendevamo la nostra paga e alla domenica andavamo alla scoperta di Parigi.”
LE LEGIONI GARIBALDINE
Nel 1924-25 parte un progetto di spedizione armata contro il fascismo agli ordini di Ricciotti Garibaldi. Tra gli anarchici italiani in Francia si diffonde la ferma convinzione che la rivincita contro il regime di Mussolini è vicina e il rientro in Italia è prossimo.
Parte anche Libero Gilioli ma torna subito a Fontanay quando le Legioni Garibaldine si rivelano una trappola e Ricciotti Garibaldi al soldo del fascismo.
Libero Gilioli però muore poco dopo nell’Aprile del 1927 in seguito ad una crisi di uremia all’età di 22 anni.
“Io ero completamente smarrita perché eravamo tanto uniti,in casa come fuori. Le nostre passeggiate alla festa o di sera erano diventate la visita al cimitero. Fu allora papà a spiegarci più volte l'inutilità del nostro atteggiamento e a consigliarci di reagire meglio. Lui era più forte, aveva molti amici e colla sua politica trovava lo scopo della sua vita."
Siberia Gilioli
La casa di Onofrio diventa un punto d’incontro per gli anarchici emigrati; la frequentano Camillo Berneri, Armando Borghi, Luigi Fabbri ma qui ritroviamo anche i modenesi Filippo Lusvardi (arrivato in Francia nel 1922), Vittorio Golinelli, originario di Mirandola, Ettore Cropalti e tanti altri.
Molti di loro durante la giornata lavorano negli stessi cantieri di Onofrio e Rivoluzio per tornare poi la sera a casa dai Gilioli a discutere di iniziative del movimento come quelle per la raccolta di denaro di un fondo processi e un fondo pro vittime del fascismo.
Camillo Berneri, intellettuale anarchico, una delle figure più importanti del movimento e della cultura per la viva intelligenza e la modernità delle sue analisi politiche.
Nato a Lodi nel 1897, presto si trasferisce a Reggio Emilia dove si avvicina prima al socialismo per poi diventare anarchico. In seguito alle persecuzioni fasciste si trasferisce in Francia dove entra in contatto con i Gilioli. Considerato “anarchico pericoloso”, è sempre circondato da informatori della polizia che ne seguono tutti i movimenti.
E’autore di diversi articoli libertari che fanno il giro del mondo e nei quali propone uno svecchiamento della forma economica anarchica, ovvero aperta a sperimentare la libera concorrenza tra lavoro individuale e collettivista. La collettivizzazione, infatti, funziona solo come libera scelta e non come un’imposizione dall’alto. Vive a Parigi con un piccolo negozio -dove ospita i fuoriusciti italiani più ricercati- e facendo opera di schedatura nelle biblioteche e sui giornali per conto di Salvemini, il suo professore antifascista.
Con la notizia della rivoluzione nel 1936, partirà anche lui in Spagna per entrare nella Colonna Italiana insieme agli altri anarchici modenesi.
Ma la polizia ne segue costantemente l’attività soprattutto utilizzando degli infiltrati, fra i quali spicca l’ambigua figura di Bernardo Cremonini.
Bernardo Cremonini: anch’egli implicato nel furto delle mitragliatrici ma assolto al processo, espatria in Francia nel 1924 dove risiede nella casa dei Gilioli. Qui riprende la sua attività nell’Unione Sindacale Italiana, ricostituitasi a Parigi ma dal 1927, volontariamente, si mette a disposizione delle autorità e diventa un informatore dell’OVRA, la polizia politica segreta del regime fascista. Sempre alle calcagna dei Gilioli e di Berneri, è lui a dare la soffiata di una riunione organizzata a Fontanay in un bar che costò l’arresto di 50 compagni.
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