La primavera dell'Anarchia

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bar Tranquillidad

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La rivolta di Barcellona del 1909Barcellona veniva chiamata la “Rosa de foc” la rosa di fuoco in quanto conosciuta per la sua bellezza e per lo spirito ribelle dei suoi cittadini. Nel 1901 quando il bar la tranquilidad si trovava ancora nella sua vecchia sede all’angolo tra l'Avenida del Paralelo e la calle Conde del Asalto, Francisco Ferrer fondò a Barcellona la Scuola moderna, che si ispirava al Naturalismo Scientifico.

Essa mirava alla liberazione dell’individuo e alla formazione di uomini e donne capaci di trasformare la società. Esaltava la coeducazione dei sessi e delle classi sociali, per attaccare alla base i pregiudizi e preparare generazioni future di menti lucide. Pensava ad una scuola laica per i figli dei lavoratori, dove non c’era rapporto autoritario tra maestri e discenti. Un progetto che gli costò la vita: venne infatti accusato di essere l’ispiratore di una rivolta, quella del luglio 1909 e fucilato nel fossato del castello di Montjuic scatenando manifestazioni di protesta in tutta Europa.

Nel 1910 fu costituita la Confederaciòn Nacional de Trabajo (CNT), come un organismo che raggruppò confederalmente i sindacati e le società operaie di tutto il paese.
Nello stesso anno il bar  La tranquilidad si trasferì al n°69 de l’Avenida del Paralelo, al lato del teatro Vittoria in un locale un po’ più spazioso del precedente e si aprirono molte scuole razionaliste sull’esempio di Ferrer. Il sindacato si faceva carico dell’onere dell’affitto dei locali e di pagare un maestro razionalista. Alla mattina andavano ad istruirsi i figli dei lavoratori e la sera i lavoratori stessi. Le scuole duravano finchè c’erano i soldi del sindacato o finchè non venivan proibite e quindi chiuse. In quasi tutti i paesi della Catalogna c’era una scuola razionalista: è stato come creare nidi di anarchici un po’ ovunque.

Il bar La tranquilidad  era diventato un punto di
incontro abituale di anarchici e sindacalisti che forse l’avevano scelto proprio per il suo nome, parodia di una situazione sociale tutt’altro che tranquilla. Gli anni che vanno dal 1918 al 1923 infatti, sono forse quelli a più alto scontro  sociale a Barcellona. Mentre gli operai si organizzavano, il potere preparava infatti la sua controffensiva  e lo faceva con la Federaciòn Patronal de Catalunya attraverso la quale la borghesia intensificava la repressione nei confronti dei lavoratori. Usava come strumento principale i cosiddetti Sindicatos libres, dei sindacati obbligatori ai quali nessuno voleva iscriversi spontaneamente, così si crearono delle bande armate: i pistoleros. Questi ultimi avevano il compito di liquidare i lavoratori politicamente attivi di Barcellona e tenere in un continuo stato di terrore  la popolazione. In soli tre anni più di 600 anarchici furono uccisi dai pistoleros del libre.


Il 10 marzo 1923 anche il noto anarcosindacalista  Salvador Seguì, conosciuto come “el noi del Sucre” , viene massacrato per strada da alcuni pistoleros. Circa un mese dopo, il 23 febbraio 1923  il bar La Tranquilidad si presentava più affollato del solito; Garcia Oliver in una riunione con i delegati dei vari gruppi di affinità anarchica, espone ai presenti al sua tattica di “ginnastica rivoluzionaria”. Nasce in questo momento il gruppo de Los Solidarios con l’obiettivo di rispondere colpo su colpo agli attacchi portati dai pistoleros ed organizzare una rete di autodifesa degli operai. Aderirono al gruppo tra gli  altri Francisco Ascaso, Buenaventura Durruti e Garcia Oliver, il trifoglio nero, l’ombra nera del popolo.

Ricorda così Garcia Oliver quei giorni: “il nostro gruppo anarchico si formò nel 1923 in circostanze molto  tristi per tutta la classe lavoratrice. […] La polizia aiutava l’opera di distruzione della nostra organizzazione e dei nostri uomini. Era stato ucciso Salvador Seguì, colosso dell’anarcosindacalismo, erano stati uccisi vecchi militanti [….]

Il matrimonio di Alfonso XIIQuando comprendemmo che probabilmente poteva arrivare il momento nel quale potevano essere completamente vinti, noi unimmo, in quel momento, ciò che non ho vergogna do dire, ciò che ho orgoglio di confessare: i re della pistola operaia di Barcellona! Ma facemmo una selezione: i migliori terroristi della classe operaia, quelli che meglio potevano rispondere colpo su colpo. Ci unimmo e formammo un gruppo, anarchico, un gruppo di azione, per lottare contro i pistoleros, contro la patronal e contro il governo. Arrivammo al nostro obiettivo, vincemmo”

Si intensifica, in questo periodo, lo scambio di “pipas” tra la clientela de La Tranquilidad. Las pipas erano pistole semiautomatiche STAR, conosciute come le “sindacaliste” , erano pistole che si potevano comprare o affittare per pochi soldi e che servivano per difendersi dai mitra “Browning” utilizzati dai pistoleros.

Los solidarios assaltarono banche, comprarono, fabbricarono e distribuirono armi, assassinarono pistoleros dei Sindicatos libres e allo stesso tempo fondarono riviste, diedero soldi per sostenere scuole gratuite, appoggiarono lavoratori in sciopero, aiutarono a costituire la libreria internazionale di Parigi e contribuirono alla edizione dell’enciclopedia anarchica.

La notte tra il 12 ed il 13 settembre 1923, con il beneplacido della patronal il re Alfonso XIII chiama, il capitano generale della catalogna Miguel Primo de Rivera per schiacciare qualsiasi forma di opposizione organizzata. Primo de Rivera fece occupare militarmente Barcellona ed altri centri. Inviò poi un  messaggio al paese per esporre i motivi che lo avevano spinto a quel passo: Il colpo di stato era inevitabile, assolutamente giusto, poichè soltanto in esso poteva trovarsi il rimedio per la patria agonizzante".
Con la soluzione autoritaria si pensava di porre rimedio ad un situazione economica e sociale allarmante.

Alfonso XII e il generale Alfonso de RiveraDa una parte c'era un'aristocrazia latifondista parassitaria, una ricca borghesia che aveva fatto fortune con la prima guerra mondiale e il clero e dall'altra gli operai che affollavano le malsane periferie delle città o i contadini  che a stento sopravvivevano nelle campagne.
Per dare un'idea delle sproporzioni che esistevano nella Spagna di inizio secolo basta pensare al dato che l'1% della popolazione possedeva il 42% delle terre coltivabili.
Pochi mesi dopo la marcia su Madrid AlfonsoXIII e primo de Rivera si recarono a Roma in visita ufficiale; il borbone presentò il primo ministro a Vittorio Emanuele con queste parole: "Ecco il mio Mussolini".
In effetti , così non era, la Spagna era troppo differente dall'Italia di quegli anni, ma la dittatura le rese simili per una caratteristica: il fuoriuscitismo. Uno dei primi provvedimenti del dittatore fu quello di mettere a morte due anarchici e dichiarare fuori legge la CNT. Molti decisero allora di riparare in Francia come fecero gli stessi Garcia Oliver, Durruti e Ascaso.