AGITARSI FA BENE

Dopo 2 anni di assemblee e di iniziative pubbliche il collettivo anarchico/libertario degli AGITATI riesce ad impossessarsi di uno stabile sito nella campagna Modenese ,vicino alla frazione di Marzaglia, per realizzare lo spazio sociale libertario/anarchico LIBERA.

Il collettivo è composto da una trentina di anarchici/che e libertari/e, molti dei quali hanno già una lunga esperienza di attivismo alle spalle e quasi tutti sono tra i fondatori della biblioteca libertaria/anarchica UNIDEA.

Il collettivo fa riferimento alla storia ed al pensierodell'anarchismo ed ha contatti con innumerevoli gruppi anarchici. Dei tanti compagni che vanno e vengono salutiamo Macca che non è riuscito ad aspettare l'arrivo del nuovo spazio e che tutto il resto gli stava stretto.

Sono stati anni difficili e belli. Difficili perché la situazione in città è estremamente complessa e pericolosa; oltre a questo la mercificazione, il militarismo e l'autorità stanno permeando tutti gli aspetti del vivere sociale compreso quello che in uno spazio sociale ha più possibilità di essere vissuto, ovvero la cultura.

Belli perché nonostante la mancanza di uno spazio abbiamo continuato ad organizzare decine di iniziative e ad allacciare centinaia di contatti; a questo proposito dobbiamo ringraziare per l'enorme disponibilità le ragazze ed i ragazzi del centro sociale Aquarius di Reggio, quelli di Nonantola e molti altri.

Un discorso particolare, sempre di ringraziamento,va fatto per tutte quelle individualità comuniste che ci sono state vicine, senza mai voler entrare nelle nostre scelte e decisioni etiche e di azione.
Siamo sempre stati allergici alle "falci e martello" e, anche per esperienza storica, abbiamo sempre fatto attenzione ai gruppi comunisti organizzati.
In questi due anni abbiamo conosciuto delle individualità del mondo comunista che in fatto di libertarismo e di ricerca sincera di un percorso verso la libertà non hanno nulla da invidiare ad alcuni anarchici DOC.

Al nostro interno il dibattito se occupare o richiedere uno spazio al comune è sempre stato acceso.
Abbiamo optato per la seconda ipotesi sostanzialmente per le specifiche e particolari condizioni che stiamo vivendo in città. Occupare era meglio anche se ci teniamo a specificare che di per se l'occupazione non garantisce che quella che si andrà a vivere all'interno dello spazio sia vera autogestione, cosa a cui per ora stiamo dando più peso.

L'11 giugno 2000 abbiamo iniziato i lavori di pulizia esterna del fabbricato, il 20 abbiamo fatto l'allacciamento della luce e sabato 8 luglio abbiamo inaugurato. Nel primo mese più di cento individualità sono state coinvolte nella ristrutturazione dei locali, siamo partiti con oltre 2 milioni che una trentina di compagni hanno sottoscritto.
Se tra gli intenti del collettivo c'era la costruzione di uno spazio di cultura e godimento libertario/anarchico, l'obiettivo è stato raggiunto subito, cultura non mercificata e tanto godimento.

Gli AGITATI si sono riproposti l'apertura di questo spazio non per creare un ghetto usufruibile solo per i "nostri" ma per confrontarsi e collaborare con le più disparate individualità dell'arcipelago libertario; unico compito del collettivo è garantire la continuità con i presupposti originari.
L'assemblea si riunisce settimanalmente e può essere partecipata da chiunque voglia interagire con noi.

VOLANTONE SU COS'E' LIBERA
06.02.2002

LIBERA è uno spazio sociale, è autogestito assemblearmente, da libertari, anarchici, liberi pensatori.

Libera è nata per la volontà di un collettivo anarchico e libertario composto da una ventina di persone. Abbiamo fatto molte iniziative nei luoghi più disparati e prima di pensare allo spazio sociale abbiamo costruito la biblioteca UNIDEA. Il collettivo anarchico "degli AGITATI" si portava già dietro anni di contatti e di storia in città.A libera nell'aprile 2001 si è sviluppata l'idea di un'abitazione sociale, in primo luogo per difendere lo spazio, in secondo luogo per sperimentare forme di convivenza comunitaria, gli attuali abitanti pagano le loro spese e non vivono degli introiti dello spazio, esiste un'assemblea dell'abitazione.Abbiamo anche dei progetti legati alla città di Modena.Con l'apertura della biblioteca Unidea, il 26 settembre del 1998, oltre che aprire uno spazio di cultura e di diffusione del pensiero anarchico, volevamo affrontare il problema dello svuotamento del centro storico. La biblioteca doveva essere in centro storico, per farlo rivivere in termini di comunicazione e socialità, e toglierlo al predominio dei bottegai dei commercianti e delle banche. Proposte ce ne sono tante: spazi riservati ai banchetti di tutte le associazioni o individui che hanno qualcosa da dire, piazze dove gli artisti di strada possano liberamente esprimersi, spazi per i piccoli artigiani creativi o per il commercio equo e solidale. Il progetto è ambizioso ma necessario. Un altro progetto è relativo al Palazzo Ducale; perché al suo interno c'è un'accademia militare?, nel centro della città?, si preparano a fare la guerra? E occupano 1/3 del centro storico? Il problema che poniamo è grosso ma è grosso anche il problema che pone un obiettivo militare come l'accademia nel centro del centro storico di una città; sia di pericolo, che di vivibilità per i cittadini. Al posto dell'accademia militare ci vediamo bene un centro mondiale antimilitarista dotato di una sauna, una sala per la degustazione dei vini e di tutti i cibi di tutte le parti del mondo, una biblioteca pacifista, un archivio di tutti i film contro la guerra e un'immensa banca dati di tutti i crimini commessi dagli eserciti, dagli stati (e relativi servizi segreti), dalle religioni, dalle ideologie autoritarie, dall'ideologia del denaro, dal libero mercato dalla banca mondiale e da tutti i terroristi della finanza e dello sfruttamento. Altri progetti sono in corso.Abbiamo anche noi delle date e delle ricorrenze a cui teniamo molto, non sono quelle religiose o dei potenti, sono quelle dei singoli, dei popoli, dei lavoratori in rivolta. Difficile che ci dimentichiamo del 19 luglio 1936, giorno in cui iniziò la rivoluzione anarchica in Catalogna, il 29 luglio 1900 quando Gaetano Bresci uccise il re, il 15 dicembre 1969. Difficile che ci dimentichiamo del 19 luglio 1936, giorno in cui iniziò la rivoluzione anarchica in Catalogna, il 29 luglio 1900 quando Gaetano Bresci uccise il re, il 15 dicembre 1969 Il 23 agosto 1927 nel Massachusetts quando gli anarchici Sacco e Vanzetti vengono uccisi sulla sedia elettrica. Dal 18 marzo al 28 maggio 1871 la "Comune" di Parigi. Il 23 marzo 1921 quando l'armata rossa massacra gli insorti di Kronstadt. ecc, ecc ecc. Per entrare a Libera non servono tessere, si ha la certezza di non incappare nella presenza di Partiti e si può verificare in qualsiasi momento dove vengono riutilizzate le eventuali risorse.Il collettivo di Libera si riconosce nella storia e nelle aspirazioni dell'anarchismo, non aderisce a nessuna Federazione Anarchica nè a progetti Insurrezzionalisti.
Di fatto, non per accordi decisi in precedenza, ma per sensibilità che si sono verificate in divenire, il collettivo si ritrova concorde sulla diffusione delle idee anarchiche e libertarie e sulla raccolta di fondi per i compagni e le compagne colpiti dalla repressione.
Dopo la creazione di Libera il Collettivo "degli AGITATI" si è aperto alle varie collaborazioni di gruppi e individualità, questo ha fatto sì che ora le assemblee di Libera non siano solamente composte da anarchici.
Non solo da anarchici si diceva ma sicuramente da persone che tendono verso la libertà, cioè liberi pensatori, libertari, persone sensibili a temi come l'animalismo, l'ecologismo radicale, l'incontro e la conoscenza di altre culture e popoli, la sperimentazione di forme relazionali e comunicative diverse, ecc, ecc.Non crediamo nella delega che si da nelle varie elezioni, anzi pensiamo che sia veramente pericoloso smettere di credere che la vita non sia nelle nostre mani. Non si può credere che ci sia qualcuno di cui fidarsi e che questo qualcuno possa pensare ai nostri interessi, questa è follia è la nascita dei politicanti di professione. L'autogestione parla di partecipazione e responsabilità personale, gli spazi autogestiti sono nati con uno slogan chiaro: contro la mafia dei partiti, spazi sociali autogestiti. Che ci fanno allora i partiti come Rifondazione Comunista o come i Verdi nei social forum o fiancheggiando le occupazioni?
Fuori dai parlamenti, nelle piazze, nelle strade, torniamo all'autoorganizzazione.
Abbiamo da dirvi questo: NO alle elezioni, NO ai partiti. Autogestione.In questo anno e mezzo Libera ha raccolto euro 103,29 per un progetto in Chiapas, 413,16 per alcuni anarchici denunciati a Firenze per aver protestato contro le biotecnologie, 154,93 per il Comitato Liberazione Animale di Bergamo, 619,74 per il CSA Pinelli di Genova e per il Comitato in solidarietà ai repressi del G8, 1652,66 per la Biblioteca Unidea, 542,27 per Silvia di Bergamo obbligata agli arresti domiciliari per la sua militanza anarchica.STELLANERA è il giornale che un collettivo nato all'interno di Libera sta autoproducendoMolti spazi sociali sono diventati delle discoteche alternative, dei luoghi gestiti da gruppi chiusi, altri si sono spinti verso le istituzioni. Avere un progetto politico e sociale e rimanere aperti a tutta la società non è facile ma fa parte dei presupposti del perchè siamo quì. La serata in cui abbiamo ricordato Fabrizio De Andrè
eravamo in più di cento, a discutere con Pino Cacucci con fuori un nebbione cane in novanta. Nel ricordo di
Pino Pinelli eravamo una cinquantina, per raccogliere soldi per gli arrestati del G8 di genova in ottocento, al corteo per il disertore contro la guerra con presidio finale un centinaio. Al GoaTrance in più di duemila. Nella due giorni del primo compleanno in più di mille e in millequattrocento nella serata per antenna 1 rock station, c'è sempre un casino di gente.

Nel nostro spazio non importa come sei vestito, qual è la tua età, il colore della pelle, il sesso.
Interessa il rispetto per lo spazio, per gli altri e la disponibilità a mettere in discussione il sistema di dominio.
A noi interessa molto che non si paghino le iniziative e che comunque i prezzi siano il più basso possibile.
A volte si fanno delle cose in sottoscrizione e in solidarietà e tutti possono verificare che i soldi raccolti arrivino a destinazione.
Chi non ha soldi può entrare e ha diritto a mangiare gratis.
La gente a Libera si trova molto bene perché siamo riusciti a dare molta importanza alla comunicazione.
La società esterna con i modelli culturali e comportamentali imposti sta disgregando il tessuto sociale, noi invece stiamo risocializzando, cioè creando uno spazio dove ognuno va bene com'è, dove non è importante da dove vieni ma il fatto che stai contribuendo, con la tua presenza, a consolidare uno spazio con dei contenuti forti dove ognuno può esprimersi e socializzare.
Pensiamo che uno spazio di libertà sia un luogo aperto alla conoscenza e alla sperimentazione di qualsiasi diversità. Non temiamo i singoli individui. Siamo pronti ad opporci culturalmente alle forme organizzate e gerarchizzate, come le bande, i branchi che scimmiottano le forme della violenza istituzionalizzata degli Stati.Libera è in via Pomposiana 271 a Marzaglia Modena, ha un sito: www.libera-unidea.org, l'assemblea settimanale è il martedì alle 21,30, a Libera ha sede anche la biblioteca Unidea. Oltre a essere la sede del collettivo "degli Agitati" a Libera si riunisce la redazione del giornale "Stellanera" ed esiste anche una distribuzione di materiale informativo. L'autogestione funziona, chi ha detto che senza padroni "come si fa"? Libera è un progetto concreto. E' nata da poco ma ha già fatto cose grandi. E' evidente che l'energia di molti è stata messa in questo spazio. La cosa che più funziona è la socialità, a Libera ci si stà bene. Libera ha anche una visione del mondo, e crede anche di avere delle proposte.
La musica riveste un'importanza particolare, ha sbaragliato come forma comunicativa e collettiva le altre forme artistiche. A Libera è possibile esprimere tutte le forme di comunicazione La musica riveste un'importanza particolare, ha sbaragliato come forma comunicativa e collettiva le altre forme artistiche. A Libera è possibile esprimere tutte le forme di comunicazione ma anche noi dobbiamo riconoscere che viviamo molto di musica; il samba rappresenta la festa e la sensualità, il reggae il "viaggio" l'altrove, esattamente come la trance. Poi ci sono i concerti: ska, punk, hc, metal, crossover; a volte li organizziamo per il divertimento, altre per i contenuti,
altre per il piacere oppure per il bel rapporto con i gruppi.A Libera si fa tanta musica: di tutti i tipi, di tutti i generi sia dal vivo che non. A noi piace molto organizzare serate musicali, sia per il puro divertimento, che per i messaggi che la musica può contenere e diffondere facilmente, senza contare che concerti e serate dj rappresentano assieme alle sottoscrizioni, il mezzo per finanziare le nostre iniziative politiche e lo spazio sociale stesso.

Questo spazio è nato per diffondere un diverso modo di impostare i rapporti umani, quindi è normale che la scelta se dare o meno spazio ad un gruppo musicale non sia tanto legata a demotape, curriculum, successo più o meno commerciale, ma essenzialmente dal rapporto che si instaura tra noi di Libera e il gruppo, oltre al fatto che chiaramente il gruppo ci deve piacere, se no finisce il divertimento.Siamo antimilitaristi, siamo per la liberalizzazione delle "sostanze", vogliamo salvaguardare la memoria storica delle lotte "verso la libertà" e sopratutto diffondere ovunque l'autogestione.

I RISULTATI DELL'AUTOGESTIONE

2008
2007
 
 

2000