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Associazione Internazionale dei Lavoratori

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U.S.I-A.I.T. di Modena ha sede in via del Tirassegno 7.

La Bandiera degli Sfruttati

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Associazione Internazionale dei Lavoratori

Sezioni e Settori

SOLIDARIETA'
INTERNAZIONALE

Cari lavoratrici e lavoratori della COOP
di Nonantola,
Cari compagne e compagni della USI di Modena,
Noi aderenti della FAU di Lipsia abbiamo appreso cosa é succeso nella COOP di Nonantola in questi giorni, come i dirigenti si comportano nei confronti dei dipendenti. Pensiamo che é un avvenimento scandaloso senza rispetto per i socie lavoratrici e senza rispetto per la grande idea della Cooperazione.
Noi lavoratrici e lavoratori dobbiamo essere uniti contro gli attacchi dei padroni, per un futuro in cui non dobbiamo più defenderci, per una società realmente cooperativa.
Auguriamo molta
forza per la lotta contro i provvedimenti! Freie Arbeiterinnen- und Arbeiter-Union - Unione Libera dei Lavoratrici e Lavoratori - Sezione di Lipsia


Questa è la lettera di risposta alla mail di solidarietà che l'USI sezione di Modena tramite il proprio segretario ha inviato agli occupanti dello stabilimento Visteon di Enfield GB

Daniele,
grazie per il sostegno,
la corte suprema ha emesso un'ingiunzione contro di noi per l'occupazione dello stabilimento Visteon. Tuttavia continuiamo
a lottare contro queste grandi imprese che non si fanno scrupoli
a gettare gente per strada Saluti Bob Benham Rappresentante sindacale Visteon Enfield
 
Buone Notizie dalla Germania.
10 giugno 2010 La FAU-Berlin ha vinto il processo per la libertà sindacale Il Tribunale Regionale Superiore ha revocato la misura cautelare che impediva a FAU-B di definirsi sindacato o sindacato di base, sorta dal conflitto con il cinema Babylon, in cui FAU-B era il sindacato più attivo e come tale aveva proposto un contratto collettivo come base di negoziazione.
Durante il processo il giudice Neuhaus ha sottolineato l'importanza della libertà di espressione come diritto fondamentale. Ha inoltre messo in dubbio che la gestione del Babylon abbia subito danni certificabili a causa dell'azione sindacale della FAU-B. La capacità di stipulare contratti collettivi, caratteristica importante nella legislazione del lavoro tedesca,non è stata presa in considerazione per la sentenza. "Siamo soddisfatti che non sia stato possibile espellere il sindacato più forte e attivo nel cinema. Questa sentenza rende possibile l'azione di sindacati combattivi. Ha dimostrato inoltre che una misura cautelare non basta per fermare un conflitto sul lavoro". - Lars Röhm, segretario FAU-B
Storia dell'USI Modena
clicca sulla foto e goditi il dossier sul Congresso di Ancona del 10-11 aprile 2010
20 aprile 2010 FERMARE LA REPRESSIONE CONTRO LA F.A.U.-AIT
Lo scorso 7 aprile militanti della CNT-AIT Tolosa si sono concentrati al di fuori del "Goethe Institut" dove avrebbe dovuto essere proiettato un film. In questa occasione, abbiamo tirato fuori dei cartelli per informare i passanti sul motivo della iniziativa. I compagni anarcosindacalisti di Parigi hanno scritto e distribuito un volantino che è stato distribuito e molto ben accolto dai presenti. Alcuni attivisti hanno quindi avuto l'opportunità di parlare con il pubblico, (...)

martedì 20 Aprile 2010 Minacce di morte agli anarcosindacalismi serbi (da CNT-AIT-F) RINVIATO AL 23 APRILE IL PROCESSO CONTRO GLI ANARCOSINDACALISTI SERBI
Il 23 marzo è ripresa la seconda fase del processo agli anarcosindacalisti serbi, inizialmente accusati di terrorismo internazionale. Questa volta l'udienza si è tenuta a porte chiuse e neanche i famigliari degli accusati hanno potuto raggiungere la stanza dove ha avuto luogo l,udienza del processo. In questa udienza procuratore ha confermato che l,accusa è stata riqualificata, i compagni sono ora accusati d,aver "causato un pericolo generale." L'udienza è stata interrotta per alcune ore per (...)

L'USI sezione di Modena e lo Spazio Sociale Libera sono felici di apprendere la liberazione dei 6 anarcosindacalisti serbi. 
Riportiamo dalla CNT Parigi:
Oggi ha avuto luogo la prima udienza del processo che vede coinvolti i compagni Serbi, accusati di "terrorismo internazionale".
Essi sono stati rilasciati questa sera. Siamo stati in grado di parlare con loro per telefono e anche se ci sono sembrati molto affaticati sembravano felici di aver ritrovato le loro famiglie, gli amici cosi come per il sostegno giunto numeroso e talvolta da molto lontano (Italia, Germania, Polonia, Bulgaria, Slovenia e Croazia...) .
L'accusa di terrorismo non ha tenuto, e il capo di imputazione è stato riqualificato con una accusa meno grave. Il processo è stata sospesa e riprenderà prossimo 23 marzo.
In Tribunale, tangibile è stata la solidarietà portata dai molti amici venuti numerosi per esprimerla. Consistente anche la presenza dei giornalisti e della TV.
La polizia non ha lasciato entrare il pubblico all'interno del Tribunale. Tre compagni, di cui almeno uno croato, che ha cercato di distribuire Manifesti di solidarietà all'interno dell'aula di Tribunale sono stati arrestati e sono attualmente in carcere prima di essere portati in giudizio immediato.
Senza entrare - per il momento - nei dettagli di questa prima giornata (lasciamo la parola ai compagni per esprimersi, in seguito e, per il momento, celebriamo solo la loro ritrovata libertà) non possiamo però esimerci dal segnalare che sembra che Ivan Savic sia stato torturato dalla polizia per estorcergli una confessione.
Per ora ci uniamo ai ringraziamenti dei compagni verso tutti coloro che hanno espresso, con messaggi, azioni, donazioni, la loro solidarietà. La lotta continua fino alla completa libertà dei compagni! Evviva la solidarietà! I compagni della CNT AIT Parigi
Storia dell'USI Modena
Attacco alla libertà sindacale in Germania
La parola "ricorsi", in italiano, ha significati ben noti sia nel campo della storia che in quello della giurisprudenza.
Non so se in tedesco esista una parola con la stessa polisemia, ma il tribunale regionale di Berlino ha recentemente emesso una sentenza che, per un attimo, mi ha indotto nella tentazione di intitolare questo articolo con qualche banale gioco di parole.
Vinta la tentazione vado al sodo, cioè a un episodio che, comunque, in qualche modo scomoda la storia, in particolare quella della Germania nazista degli anni '30. Per la prima volta dal 1933, infatti, in Germania un tribunale censura un sindacato. Quale? Ma la FAU-AIT, ovviamente.
Nel giugno 2009 la FAU-Berlino inizia una lotta con l'azienda che gestisce il cinema Babylon di Berlino, la Neue Babylon GmbH.
La rivendicazione è quella di un Accordo Collettivo che migliori le condizioni di lavoro e faccia uscire i dipendenti del cinema dalla condizione di precari perennemente sottoposti all'arbitrio del padrone.
La lotta FAU, autogestita e comprensiva di azioni di boicottaggio, ovviamente non è piaciuta per niente all'azienda, la quale ha pensato bene di avviare un'azione legale contro FAU-B senza nemmeno informarla! La sentenza che rende di fatto illegale la FAU, confermata il 5 gennaio, era arrivata l'11 dicembre dopo un'udienza a porte chiuse (altro dettaglio nauseante).
Il giudice di turno ha deciso che la FAU non può fare attività sindacale e nemmeno chiamarsi sindacato. Questa scandalosa interdizione poggia sul fatto che, secondo la giurisprudenza tedesca, la qualifica di sindacato sarebbe subordinata al riconoscimento ufficiale dell'organizzazione in questione.
Se si considera questa sentenza alla luce della situazione sindacale in Germania non si può che leggerla come il risultato della connivenza tra i sindacati maggioritari (ufficialmente riconosciuti), il padronato e il governo.
Ciò è ancora più evidente quando si viene a conoscenza di un ulteriore dettaglio: nel momento in cui la dirigenza del cinema non poteva più sottrarsi a una negoziazione con FAU-B (sindacato maggiormente rappresentativo nell'azienda), è intervenuto il sindacato Ver.di, aderente alla DGB (associazione di sindacati tedesca) e del tutto assente dalla ditta! È evidente che si tratta di una sentenza mirata a tagliare fuori ogni alternativa alla DGB, un attacco feroce al diritto più elementare dei lavoratori: quello di occuparsi degli affari propri. La sentenza ai danni di FAU-B, teoricamente estensibile a tutta la FAU, crea un precedente che mette a repentaglio l'agibilità sindacale alla radice, rendendo legittima soltanto quel sindacalismo che passa attraverso una rappresentanza che, di fatto, spoglia i lavoratori dei propri diritti per consegnarli a chi fa del sindacalismo un lavoro e uno strumento di potere.
La sentenza contro la FAU-B è una sentenza contro il sindacalismo, per questo i compagni tedeschi invitano a protestare con manifestazioni di fronte alle sedi diplomatiche tedesche, con lettere e fax a queste, al tribunale regionale di Berlino e alla Neue Babylon GmbH.
Portare questo scandalo sotto i riflettori, diffondere la notizia e chiedere il ritiro della sentenza è una risposta necessaria.
Maggiori informazioni per l'invio di lettere/e-mail/fax di protesta su www.fau.org/verbot (in tedesco, inglese, francese e spagnolo) e su http://fau.zsp.net.pl/category/italiano/ (in italiano).
Corrispondenza da Modena: Coop Estense costretta a reintegrare dipendente licenziata
Ottobre 2008: una socia coop cede il proprio tesserino, sul quale è registrato uno sconto che non intende utilizzare, a una cassiera, perché qualcun altro possa avvalersene.
La cassiera, fuori dall'orario di lavoro, utilizza lo sconto per fare la spesa. Secondo l'azienda ciò costituisce una violazione del regolamento, un danno economico, in sostanza un appropriamento indebito di denaro dell'azienda stessa. In seguito a pressioni psicologiche, successive alla contestazione del fatto, la coop ha mantenuto la dipendente attiva nel negozio, adibendola, oltre che alle operazioni di cassa, alle vendite pilotate del periodo natalizio: in pratica a promuovere prodotti, ruolo in cui, di fatto, il dipendente costituisce l'immagine dell'azienda di fronte alla clientela.
Dopo due mesi dalla contestazione, nel gennaio 2009, la coop licenzia la dipendente, con la motivazione che è venuta a mancare la fiducia dell'azienda nei suoi confronti.
Di fronte alla mancanza di tutela da parte del sindacato a cui era iscritta, la cassiera licenziata si rivolge a un avvocato esterno all'organizzazione, facendo ricorso. Contestualmente accetta anche la solidarietà e il sostegno della sezione USI modenese, conosciuta attraverso un collega.
È bastato fare un volantinaggio un sabato (mattina e pomeriggio) di fronte al negozio in cui lavorava la ex-dipendente coop, per sollevare il "caso" e allertare parte della sezione soci coop del luogo: nulla del genere era mai avvenuto a una azienda che in provincia, nel campo della distribuzione, non solo non ha rivali, ma che si vanta di fronte ai consumatori di esercitare un'etica ineccepibile.
L'azione, per quanto modesta nelle proporzioni, ha creato certamente imbarazzo all'azienda: di fatto l'episodio è diventato immediatamente tabù all'interno del negozio. All'inizio di aprile il giudice che si è occupato della vicenda ha annullato il provvedimento e imposto il reintegro immediato della dipendente licenziata nel posto di lavoro.
Ha riconosciuto innanzitutto l'assenza di informazione ai dipendenti, all'interno della coop, riguardo il corretto uso delle tessere soci, smentendo la tesi dell'azienda, secondo la quale tutti conoscono il regolamento, e confermando invece quanto sostenuto dai lavoratori, cioè che nessuno ha mai visto alcun regolamento specifico che potesse prevenire la condotta contestata, indicandola come scorretta.
Il giudice inoltre ha esplicitamente dichiarato l'incongruenza tra la mancanza di fiducia, motivo del licenziamento, e l'impiego della dipendente nei due mesi successivi all'episodio del tesserino, sottolineando infine che il licenziamento è stata una sanzione decisamente eccessiva rispetto all'accaduto. Conclude poi la sentenza con queste parole: "perdere il lavoro, quando ciò avviene sulla base di un atto illegittimo, è causa di lesione irreparabile alla dignità del lavoratore e al suo ruolo sociale ed è questo danno che esige una immediata riparazione specifica".
La sentenza in sostanza conferma quanto da noi sostenuto nella campagna in solidarietà alla lavoratrice ora reintegrata: la coop non informa adeguatamente i propri dipendenti sui regolamenti aziendali e usa episodi del tutto discutibili come pretesti per licenziare (in fase di conciliazione era emerso che altre 12 persone hanno perso il loro lavoro in coop in circostanze simili).
Lo scambio di tessere fra soci è prassi del tutto normale e accettata da coop stessa, la quale non pretende, come testimoniato di fronte al giudice, alcun vero controllo sull'uso delle tessere.
Inoltre, considerando l'utilizzo di uno sconto alla stregua di un furto, coop falsifica palesemente la realtà: gli sconti offerti ai soci dall'azienda rientrano nel bilancio e non costituiscono per essa alcuna perdita. Infine, per chi ha solo il reddito dato dal proprio lavoro, perderlo oggi, a cinquant'anni, apre prospettive disastrose, materialmente e psicologicamente.
Questa vicenda è soltanto una fra le tante che si potrebbero citare per parlare del "discutibile" trattamento che coop riserva ai propri dipendenti.
Molto rimane sommerso, ma di fatto, l'immagine pubblica di azienda eticamente immacolata che coop si è costruita nel tempo non corrisponde più nemmeno parzialmente alla realtà.
Se in passato si poteva riscontrare una certa attenzione al personale, ora la sua gestione è informata da criteri decisamente manageriali, che non la distinguono più da qualunque altra grande azienda privata. USI Modena  

Ricreazione Cineforum

Per i quattro sabati di maggio, il collettivo studentesco Ricreazione propietterà al Dopolavoro di via Sant'Agata i seguenti film:

  • 5 maggio: L'odio
  • 12 maggio: Bowling for Colomine
  • 19 maggio: Full metal jacket
  • 26 maggio: Arancia meccanica

Tutte le proiezioni inizieranno alle ore 16 e termineranno intorno alle ore 18. Seguirà regolare apertura del Dopolavoro.

Storia dell'USI Modena

Storia dell'USI

Storia dell'USI Modena


7 aprile 2007

Straordinario pomeriggio per l'anarchismo modenese, per i liberatari, per i ribelli, per gli antagonisti. Assieme ai familiari dei caduti ed a tanti cittadini abbiamo ricordato l'eccidio avvenuto 87 anni fa. Abbiamo raccolto le firme necessarie per richiedere l'istallazione della lapide. Siamo contenti per avere riallacciato il legame con quel periodo storico e aver tolto dall'oblio le storie di quei ribelli uccisi. La forza che abbiamo tratto da questa giornata ci servirà per continuare a combattere tutti i fascismi. Ringraziamo il teatrante, Claudio Silingardi dell'istituto Storico della Resistenza di Modena e la A Band.

7 Aprile

Iniziative antisegregazioniste

Si è svolto un ciclo di iniziative antisegregazioniste al Dopolavoro "7 aprile 1920":

Venerdì 2 marzo Incontro-dibattito sui soprusi e le costrizioni inglitte dalla psichiatria in Italia

Venerdì 9 marzo Incontro-dibattito sull'incarcerazione animale e lotte animaliste

Sabato 17 marzo Incontro-dibattito partendo da Focault: spunti di riflessione contro segregazione e incarcerazione

Venerdì 23 marzo Incontro finale sulla segregazione dell'essere umano e degli animali, dove cercheremo di stendere un documento sui dibattiti da noi affrontati nel mese di marzo

Ricordiamo che il Dopolavoro si trova in Via Sant'Agata 13.

La Bandiera degli Sfruttati

E' ora attiva la pagina internet della Bandiera degli Sfruttati, il giornale dell'USI Modena.

Si trova QUI.

Apre il Dopolavoro USI

Sabato 24 Febbraio in via S. Agata 13 inaugurazione del Dopolavoro USI "7 Aprile 1920". Dalle ore 19 musica, mostre, materiale informativo.

Domenica 25 Febbraio Cena Sociale su prenotazione (max 40 posti). Per contatti Mail: usi.mo@inventati.org Tel: 3396352969

In solidarietà a Mauro

Lunedì 18 dicembre
dalle ore 9.00 presidio di fronte al
Centro per l'impiego di Modena
in via delle Costellazioni 180

Martedì 12 dicembre
dalle ore 11:00 alle 13:00
presidio in via Galaverna
sotto la sede del Comune di Modena

Già nel presidio del 14 avevamo denunciato i metodi che gli assistenti sociali usano per controllare il disagio. Denunciavamo anche la situazione di Mauro, che ancora non si è risolta. Mauro ha bisogno di lavorare, è stato licenziato dopo 32 anni di lavoro perchè la fabbrica ha chiuso, gli assistenti sociali gli hanno proposto un percorso psichiatrico.


Sabato 9 dicembre 2006

L'USI Modena in collaborazione con lo spazio sociale anarchico libertario Libera organizza

una cena in sottoscrizione al giornale anarcosindacalista

LOTTA DI CLASSE

  • Ore 20:30 Cena
  • Ore 22:00 presentazione dei progetti attuali e futuri dell'USI Modena
  • Ore 24:00 DJ Matteo Borghi

Ci si può prenotare per la cena inviando una mail a usi.mo@inventati.org

Ven. 7 Aprile 2006
Ore 17 Piazza Grande porteremo fiori alla Lapide che ricorda l'eccidio del 1920
Ore 18 Comizio Astensionista con Andrea Papi collaboratore di SenzaGoverno

Eravamo più di 200 a manifestare la solidarietà ai 19 denunciati per l'occupazione della casa cantoniera, e ribadire il diritto alla casa per tutti.
In Piazza Grande, abbiamo "murato" l'entrata del Comune di Modena, sede di chi continua a garantire gli interessi degli speculatori d'immobili, proponendo delle false soluzioni ai tanti lavoratori e cittadini in stato precarietà abitativa
.



LA CRISI FINANZIARIA
I SOLITI PERDONO,
I SOLITI
GUADAGNANO..

Un po' di storia recente La società Fanny Mae fu istituita, durante il New Deal, dal governo federale allo scopo di agevolare la concessione di
mutui a chi intendesse comprare una casa. Nel 1968 Fanny
Mae fu privatizzata. Nei tardi anni '90, sotto Clinton, le regolamentazioni sui prestiti furono rese meno strette allo scopo di rendere più facile l'ottenere mutui. Il meccanismo di base era semplice: Fanny Mae acquistava i mutui (detti sub-prime) dai creditori che li avevano emessi (diventando quindi essa stessa il creditore), e li confezionava in pacchetti azionari garantiti da mutui; questi pacchetti (prodotti derivati) potevano essere acquistati da chiunque desiderasse investire sul
mercato secondario dei sub-prime.
La dilatazione della concessione dei mutui anche a chi non aveva garanzie da offrire, la gran mole di prodotti derivati immessa sul mercato, l'insolvenza crescente di molti debitori a seguito dell'incalzante crisi economica hanno provocato l'esplodere della "bolla speculativa" sub-prime, coinvolgendo, l'una dopo l'altra, le maggiori istituzioni finanziarie americane. La crisi finanziaria La crisi dei prodotti derivati dei sub-prime americani sta producendo oggi tutti i danni che era possibile immaginare. I più grandi istituti finanziari americani (banche d'affari, istituti di credito, compagnie assicurative, ecc.) stanno crollando, uno a uno, come in un castello di carte. Fallimenti (Leham Brothers) e salvataggi disperati (Freddie Mac, Fannie Mae, Bear Stearns, Merryll Linch) da parte del tesoro americano (vere e proprie statalizzazioni) o della Bank of America, un piano federale da 850 miliardi di dollari (il piano Paulson, che scaricherà i suoi costi sui contribuenti americani) per riassestare la situazione finanziaria, la dicono lunga sull'entità del tracollo. L'Europa stessa comincia a subire i contraccolpi della crisi, propagatasi con i prodotti derivati e alimentata dalla mancanza di liquidità. A parte il crollo a picco delle varie borse (contagiate dall'andamento disastroso di Wall Street), anche potenti istituzioni bancarie e finanziarie europee (persino l'insospettabile UBS svizzera) subiscono perdite secche (ultima vittima, in odore di fallimento, la tedesca Hypo Real Estate). Così come la nostrana Unicredit, spacciatrice dei titoli e prodotti Merryll Linch. Alcune riflessioni Al di là della drammaticità della situazione, della quale non è facile prevedere gli sviluppi e l'impatto che avrà sulla nostra situazione, vengono spontanee alcune riflessioni: il rapporto finanza-economia reale non è totale, tuttavia le crisi finanziarie si traducono inevitabilmente in crisi generali. Anche in questo caso gli effetti del crack finanziario, in particolare la crisi di liquidità e la stretta creditizia si sono riversate su un'economia già in fase recessiva e ne hanno amplificato la tendenza alla stagflazione (inflazione + stagnazione). Questo negli USA, come in Europa e, potenzialmente, nel resto del mondo, compreso gli iperproduttivi giganti asiatici (India e Cina). il liberismo selvaggio si è suicidato. Le teorie della libera iniziativa e del libero mercato come unici regolatori dell'economia mostrano tutti i loro limiti e la loro impotenza ad arginare le crisi cicliche del capitalismo. Si ricorre perciò alle nazionalizzazioni e all'intervento diretto dello Stato nell'economia, che sembravano ormai solo un retaggio del socialismo reale. Il capitalismo però sopravvive... alla faccia di quelli che vedevano nel neoliberismo il nemico assoluto e non c'è motivo di pensare che diventerà più "umano". la mondializzazione mostra - in negativo - tutte le sue potenzialità di volano di crisi devastanti. Alla libera circolazione delle merci si possono opporre dazi protettivi; a quella degli uomini, confini militarizzati, a quella della forza-lavoro, leggi; a quella dei capitali, regole; ma a quella delle crisi nulla si può opporre... vera e propria merce virtuale globale, viene esportata in abbondanza. La nostra crisi Ma veniamo alle cose di casa nostra. Chi colpisce la crisi? Innanzitutto gli speculatori e gli affaristi colpiti dalla crisi borsistica (non quelli grandi, che anzi troveranno ulteriori occasioni di guadagno), ma ciò non può che rallegrarci; poi i piccoli investitori e i risparmiatori strappati alla loro illusione di trovare la "nicchia giusta" per tutelarsi dall'inflazione; infine la gran massa dei lavoratori che subisce (e subirà) attacchi sempre più pesanti e da molteplici direzioni. In maniera diretta, con la polverizzazione di eventuali piccoli risparmi, oppure con il crollo dei fondi a cui il 30% dei lavoratori ha affidato il proprio TFR (grazie agli interessati consigli di delinquenti di ogni sorta) e che negli ultimi tempi hanno perso dall'1 al 3% (a fronte di una rivalutazione del 3% dei TFR lasciati in azienda). In modo indiretto, ma egualmente dirompente, sui salari e le condizioni di lavoro. Marcegaglia, presidentessa di Confindustria, lancia l'allarme e annuncia che le aziende italiane non "crescono" perché patiscono per la crisi di liquidità e, soprattutto, per la conseguente restrizione del credito alle imprese e chiede aiuto al governo (alla faccia del liberismo e del rischio d'impresa!). Comunque finisca, quello che è certo è che la crisi delle imprese, la loro mancata crescita e il ristagno degli utili verranno scaricati (come è sempre successo) sui lavoratori, per garantire la continuità e la crescita dei profitti. Ciò vuol dire legare sempre più strettamente i salari alla produttività, magari, come nel caso Alitalia, addirittura tagliandoli con una vaga promessa di recupero. Ciò vuol dire colpire ancora l'occupazione, tagliando gli organici e bloccando il turn-over a favore di un'estensione ancora maggiore del lavoro precario e di quello in nero. Ciò vuol dire ritmi di lavoro sempre più alti e in condizioni sempre peggiori a scapito di ogni più elementare norma di sicurezza. Ciò vuol dire tagliare sempre di più i servizi pubblici, impoverendoli a favore di quelli privati, come sta facendo la ministra Gelmini nella scuola. Ciò vuol dire assumere come unici interlocutori i compiacenti e collaborativi sindacati di stato (Cgil, Cisl, Uil, magari con l'aggiunta dell'Ugl), negando ai sindacati di base, ma soprattutto ai lavoratori in prima persona, la possibilità di essere realmente rappresentati. Come difendersi? Opporsi a tutto questo è sempre più necessario. Sono in gioco, sempre più, le condizioni di vita nostre e di milioni di lavoratori, se non addirittura quelle di una semplice sopravvivenza. Non possiamo dunque che ribadire gli obiettivi minimi di una lotta generalizzata che più volte abbiamo enunciato: DIFESA DEI SALARI TRAMITE AUMENTI SGANCIATI DALLA PRODUTTIVITA' E DALLO STRAORDINARIO DIFESA DELLE PENSIONI E GRATUITA' ED EFFICIENZA DEI SERVIZI SOCIALI SICUREZZA SUL LAVORO AFFIDATA AL CONTROLLO DIRETTO DEI LAVORATORI E NON A LEGGI FANTASMA ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO PER TUTTI I LAVORATORI PRECARI E IN NERO che sono la nostra piattaforma rivendicativa per lo: SCIOPERO GENERALE DEL 17 OTTOBRE INDETTO DAL SINDACALISMO DI BASE MA CHE NON DEBBONO ESSERE DISGIUNTI DALLA PRESA DI COSCIENZA CHE UN'ALTRA SOCIETA' E' POSSIBILE; UNA SOCIETA' DOVE FINANZA E CRISI, PROFITTI E SPECULAZIONI, SFRUTTAMENTO E MISERIA, CAPITALISMO E AUTORITA' NON ABBIANO CITTADINANZA; UNA SOCIETA' DI LIBERI E UGUALI, FONDATA SU UNA ECONOMIA DEI PRODUTTORI, SULLA SOLIDARIETA' E SUL MUTUO APPOGGIO. CERTO OGGI PUO' SEMBRARE UTOPIA, MA SE LA CONSAPEVOLEZZA DELLA SUA NECESSITA' SI ESTENDERA', GIA' DOMANI POTREBBE NON ESSERLO PIU'. USI Liguria
 
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