Ce n'è un po' per tutti su tutto.
novembre-2008
23/11/08 Erika
Articolo tratto dall'ultimo numero di Rikreazione, giornale dell'omonimo gruppo studentesco.
Ogni mattina ognuno di noi si sveglia e si chiede se riuscirà mai a realizzare uno dei suoi tanti sogni, poi, un giorno, " TAK!" succede!
Ecco qui una casa, una bella casa in campagna, da ristrutturare, ma pur sempre bella.
Era quello che cercavi Grazie alla tua fantasia la trasformi in qualcosa di vivo, vivace, colorato.
Così decidi: questa sarà la mia casa, dove ognuno sarà benvenuto purchè abbia rispetto per gli altri e sia aperto alla diversità.
Una casa dove ognuno potrà sentirsi libero dalle restrizioni della società, una casa dove si potrà non pagare l'affitto, colorare i muri in modo diverso, scrivere tutto ciò che ci passa per la mente, attaccare manifesti, mangiare, bere, suonare musica, parlare, ascoltare, dormire, divertirsi, cucinare. Questa casa sarà "Libera" .
8 anni fà alcune persone hanno avuto questo sogno, la maggior parte erano anarchici o libertari, sono stati alcuni dei pochi privilegiati che nella loro vita hanno realizzato un sogno, un'utopia in cui loro credevano e ai più pareva impossibile da attuare nel mondo reale ed è invece diventata possibile grazie a loro e alla forza dei loro ideali.
Questa casa in campagna a Marzaglia è stata occupata, ristrutturata, resa vivibile e magicamente portata alla vita in tutto il suo spendore.
Si trovava nelle vicinanze di Modena Grazie al grande fermento di attività che vi sono state organizzate si è fatta presto conoscere, fino a diventare un simbolo importante per chi ancora crede in un mondo più libero e giusto, per chi non si fida delle leggi imposte e ha sempre voglia di pensare con la propria testa, per chi crede in una società diversa e in una vita migliore, con più solidarietà e meno individualismo.
A "Libera" mano a mano con il procedere degli anni si sono susseguite serate di musica di ogni genere, conferenze, dibattiti e filmati su ambiente e sostenibilità, energie alternative, politica, anticlericali e tante altre tematiche oltre alle diverse manifestazioni di piazza e cortei che l'hanno fatta conoscere ai più come una realtà attiva e interessata a cambiare concretamente qualcosa per ottenere un mondo migliore e sensibilizzare l'opinione pubblica.
Una realtà di questo tipo però non poteva che spaventare lo Stato che nascosto e organizzato dalle sue assiomatiche regole si è sentito messo in discussione, minacciato, allo scoperto, nelle sue attività spesso più a favore dei propri interessi che di quelli dei cittadini...
Come ben sapete, infatti, il governante preferisce il cittadino stupido, ignorante, indifferente, disinteressato, passivo perchè è più facilmente manipolabile rispetto a quello acculturato, critico, interessato e attivo.
Perciò, ben presto sono state messe in atto iniziative di sabotaggio nei confronti delle attività portate avanti da Libera e sempre più spesso il diritto di espressione è diventato difficile da esercitare se non grazie a dure lotte come anche il diritto di possedere la casa.
Dopo diversi tentativi di sgombero da parte di polizia, carabinieri e digos, a cui Libera ha resistito coraggiosamnente per diversi anni, appoggiata anche da tanti/e compagni/e provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo, Libera in seguito a pesanti minacce e processi è stata sgomberata e distrutta l'8 agosto 2008 con l'abuso della forza da parte della polizia che ha caricato, nonostante la resistenza pacifica : atto volto a simbolizzare l'imposizione dell'autorità a discapito della giustizia ( infatti il contratto della casa non era ancora scaduto..).
Libera , il sogno realizzato di tante persone, nonchè una delle poche isole in una società malata dal consumismo è stata distrutta con il pretesto della costruzione di un Autodromo inutile e costoso che non solo inquinerà le falde acquifere di Marzaglia, ma anche l'aria che noi respiriamo ogni giorno che ha già livelli di inquinamento spaventosi..
La cosa scandalosa è che sia governi di Destra che di Sinistra hanno approvato questo progetto incuranti delle politiche ambientaliste che loro stessi dicevano di sostenere..
Direi che il mio articolo parla da solo su quanto l'idiozia, il materialismo, l'economia e il cinismo della società siano ormai le guide indiscusse di questo mondo dove o abbassi la testa e ti rassegni alle ingiustizie e ad accantonare tutti i tuoi sogni e ideali o devi lottare strenuamente contro chi, già conformato alle regole, ti vuole impedire di seguirli.
Erica

13/11/08 Colby

La mattanza messicana è lecita.
Ecco la democrazia,
ecco lo stato,
ecco la giustizia.
A genova la sentenza è chiara la polizia ha licenza di picchiare selvaggiamente persone inermi e innocenti, i due poliziotti che hanno introdotto le molotov per dare la colpa ai manifestanti lo hanno fatto come iniziativa personale.
In una struttura gerarchica come la polizia c'è l'iniziativa personale, capite.
Ci pigliano per il culo, ci umiliano e si assolvono.

(Diaz, l´ultima immagine dello scandalo ecco l´uomo che porta le molotov In una ricostruzione della Bbc si vede un uomo che introduce nella scuola le bottiglie incendiarie).
Mi ero detto, ma guarda sti deficenti che portano dentro le molotov e si fanno anche riprendere, siamo proprio in italia. Eh si, si fanno riprendere perchè tanto tutto passa e vedrai che nessuno paga, ecco l'italia.
Dalle stragi di stato, col segreto di stato, dai doveri di stato e le verità di stato.
E chi è stato? I servizi segreti deviati.
Deviati da chi?
E poi parma, i vigili che difendono la gente, i vigili di notte, quelli di quartiere, ora polizia municipale:

(otto agenti, un ispettore capo e un commissario capo della polizia municipale Parma: pestaggio ragazzo ghanese, 10 agenti indagati per percosse e calunnia. Il 22enne venne fermato il 29 settembre con la falsa accusa di essere il "palo" di uno spaccciatore).
E i poliziotti che fanno le rapine?

12/11/08 Colby

Il golf al parco
della Repubblica .
Ho perso, mi ritiro, ammetto la sconfitta.
Ogni giorno qualche assessore vuole costruirecementificare, distruggere aree verdi in nome della libertà di costruire.
La città è ingessata, secondo loro, e quindi si inventano riabilitatori, fisioterapisti e sanno che attraverso progetti di autopista, piscine, campi da golf si riabilità la città, e gli si toglie il gesso.
Ma la cura è la stessa, quella della grande germania e della grande russia, sport e repressione, tutti i grandi governi sanno che il consenso si ottiene con lo sport.
Corse con l'accademia e privatizzazzioni, corrimodena e cementificazione, piste, golf e urbanizzazzioni.
Che dire.... dove non sono arrivati i bombardamenti c'è arrivato il piano cave.
Ho perso, mi ritiro, l'importante era partecipare, cosa ho vinto? buoni coop?
Con 200 punti si vince mezz'ora di golf al parco dei partigiani?
E si gioca solo in staffetta?
Battuta pessima, ho perso, ho perso.

10/11/08 Libera

Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica sono succubi e funzionali al PD.
Non ci eravamo mai permessi prima d'ora di entrare nel merito delle scelte strategiche dei gruppi che come noi facevano parte del Coordinamento contro l'autopista di Marzaglia.
Qualcun altro invece si.
Frieri, assessore di Rifondazione infatti ci consigliò di accettare uno dei tre posti che a suo dire c'erano in cambio dello spazio di Libera e ci disse anche che dovevamo accettare una trattativa per non finire e tornare nell'angolo oscuro della storia dimenticati dalla società.
Rifondazione per lungo tempo è stata al nostro fianco all'interno del coordinamento cittadino contro l'autopista di Marzaglia, (Comunisti Italiani e Sinistra Democratica mai, solo la Massamba e i vari militanti di base) la decisione di rimanere in giunta garantendo sostegno dopo il violento sgombero di Libera la riteniamo inaccettabile e non ci sono più i presupposti per continuare una collaborazione.
Addirittura dopo 3 mesi dallo sgombero i lavori non sono ancora iniziati: è possibile infatti che per l'autorizzazione della sovraintendenza ai beni archeologici serva addirittura un anno.
Rileggendo la vicenda in quest'ottica è inevitabile concludere che le motivazioni dello sgombero di Libera siano state la radicalità della sua lotta e la volontà di porre fine a una scomoda esperienza politica e sociale.
Visto che i lavori non erano comunque imminenti, non si poteva aspettare il 12 novembre data di scadenza della delibera?.
Lo ribadiamo ancora una volta se necessario, la responsabilità della giunta e dei partiti che l'appoggiano è pari a chi ha voluto imporre alla città tutto il progetto autodromo, sgombero compreso.
La responsabilità di quelle manganellate è anche dei Frieri, dei Monticelli, degli Orlando e così via per gli altri/altre ed è identica a quella dei Marino/Sitta/Pighi, è del PD come dell'Italia dei Valori. Continueremo ad avere a che fare con i compagni "di lotta", quelli che erano allo sgombero, quelli che hanno preso le manganellate, ma chiudiamo completamente i ponti con i poltronari "di governo".
Siamo convinti che se Rifondazione e gli altri cespuglietti della sinistra non avessero garantito al Pd che sarebbero rimasti in giunta i terreni di Marzaglia sarebbero ancora di Uso Pubblico.
Ogni gruppo politico è libero di adottare le proprie strategie ma un'analisi di queste scelte da parte nostra è dovuta.
Rifondazione è stata superata a sinistra dai Verdi ma si mantiene in buona compagnia con i Comunisti Italiani e Sinistra Democratica.
Uno dei punti inaccettabili è che oltre ad essere o no d'accordo con la Pista di Marzaglia per la tutela ambientale o per contrastare un modello di sviluppo suicida c'è anche una questione fondamentale di "sinistra", ovvero un terreno pubblico "regalato" a dei privati per fare business.
Possiamo comprendere che uno spazio sociale aperto, gratuito e anarchico è pesante da digerire per quella parte statalista e autoritaria della sinistra, eppoi non porta voti, quindi non abbiamo mai chiesto un appoggio solidale ma credevamo ci fosse una condivisione su alcuni temi.
Pensavamo anche che prendere le distanze da uno sgombero dove è stata usata violenza contro mani alzate e si è demolito immediatamente uno spazio sociale fosse un atto di dignità politica, ma abbiamo registrato che non si è manifestata.
Il progetto politico recentemente promosso da Frieri e Mezzetti chiarisce definitivamente quale sia l'obiettivo e l'interesse principale della sinistra istituzionale: non la partecipazione dal basso alle scelte strategiche collettive ma il governo.
Il servilismo al PD, la paura di essere tagliati fuori dalle poltrone e dai finanziamenti pubblici non salverà nessuna delle forze politiche sopra citate dal tracollo visto che sono stati rinnegati i presupposti fondanti di essere espressione di una società più giusta, ecocompatibile e partecipata dalla gente.
"Libera"-"Agitati"

7/11/08 Simona
"La Sinistra per Modena" ....
che dire:
NOI via sant'agata
VOI caffè concerto


5/11/08 Colby

Mah.
Quelli della proposta de "La Sinistra per Modena" hanno detto che fondano un movimento che deve nascere dal basso ed essere espressione della gente. Quelli della proposta erano tutti o assessori o cansiglieri e parlano "dal basso".
Mah. Forse la fotocopiatrice è al piano di sotto.

5/11/08 Riky

Mah.
Stamani leggendo la repubblica: "Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul Corridoio 5: una
minoranza non può fermare un cantiere".
Mi sembra di aver già sentito una frase del genere.
Chissà magari mi sbaglio.
Io non mi sento una minoranza ma il problema è che loro si sentono una maggioranza.
Mah


5/11/08 (USI-AIT) USI Genova - Sindacato Lavori Vari

RIFLESSIONI SULLA "RIVOLTA" DELLA SCUOLA
La protesta del mondo della scuola contro la "riforma Gelmini", che vede insieme studenti, insegnanti, personale non docente e genitori, e che si estende dalle elementari fino all'università, per quanto a prima vista possa apparire sostanzialmente unitaria, presenta in realtà varie facce e offre più di una chiave di lettura, oltre a porre un certo numero di interrogativi.
Proviamo a partire dalla situazione generale della scuola e dei giovani.
La scuola è sempre stata soggetta a riforme, questa non è certo la prima volta.
In passato ha già subito dei tagli e delle modifiche.
Alcune di queste modifiche l'hanno forse migliorata.
Altre sono state sicuramente peggiorative.
Certi problemi non si sono mai voluti o saputi affrontare.
Allo stesso tempo, infatti, pur subendo svariate piccole "rivoluzioni", la scuola ha mantenuto tutta una serie di arcaismi che sembrano del tutto immodificabili.
Basti pensare ai programmi, in particolare quelli della scuola media, inferiore e superiore.
(Un discorso diverso è da fare sulle elementari, come vedremo più avanti).
Ai libri di testo.
E poi l'edilizia scolastica, la conformazione delle aule, il sistema educativo che mantiene di fatto un'impostazione gerarchica e autoritaria e una logica basata sul "premio-castigo" (logica che, se andiamo a vedere, informa anche i luoghi di lavoro e l'intera società).
Contemporaneamente, la si assimila e la si ingloba all'interno dell'altra logica che da tempo è dominante, quella del "management", quella del "marketing", cioè del prodotto, del profitto e quindi della merce, logica anche questa che si estende su tutta la società, una società che ha mercificato ormai ogni cosa, anche i diritti minimi ed essenziali (la casa, il reddito, la salute?).
L'attuale assetto sociale-politico-economico nel suo complesso, da alcuni anni a questa parte, esclude i giovani, precarizzando il lavoro e quindi la loro stessa vita, il loro futuro (che è il futuro di tutti!), sembra volergli negare la possibilità di diventare adulti, di avere una famiglia propria, una propria abitazione.
E' una società che ritarda il pensionamento dei lavoratori anziani, che è restia pertanto a far entrare i giovani nel mondo del lavoro, nel mondo della ricerca, dello studio applicato e messo a frutto e non fine a se stesso, nel mondo della politica, e ovunque si prendano decisioni o si possa interagire in qualche modo con i vari aspetti e problemi che compongono la realtà.
Le decisioni che riguardano i giovani, vengono prese totalmente senza di loro.
Del resto questo è altrettanto vero per le decisioni che riguardano tutti, anche se il sistema delle rappresentanza e della delega dissimula molto bene questo fatto e lascia credere che in realtà tutti si partecipi e si possa decidere, in questo tipo di assetto socio-politico, delle proprie vite e delle cose che ci riguardano.
Potremmo allora chiederci: si tratta forse di una presa di coscienza e di una protesta nei confronti dell'intero impianto socio-politico, di una ribellione a questo mercato globale a cui tutti siamo asserviti?
Ci troviamo di fronte ad una lotta per un futuro diverso?
Un futuro migliore per tutti, non dedicato soltanto a soddisfare gli interessi e i profitti di pochi?
Un futuro più giusto, più equo e più libero?
Tutto ciò potrebbe avere un senso, e la "rivolta degli studenti" dovrebbe allora sorprendere piacevolmente, anziché essere criminalizzata, come avviene da parte di alcuni.
Anche qualora si trattasse di una lotta non volta necessariamente a un cambiamento radicale e profondo, ma limitata a vedersi riconoscere perlomeno le stesse possibilità che sono state offerte a generazioni precedenti, sarebbe in ogni caso positiva.
L'esistenza in sé del resto sta diventando sempre più difficile e incerta un po' per tutte le classi di età e per sempre più ampi strati sociali.
E i giovani potrebbero aver deciso di farsi carico, come in altre epoche è già avvenuto, con più o meno consapevolezza, di una messa in crisi o di un tentativo di capovolgimento dell'assetto e dei dis-valori attuali.
Potrebbero volerlo fare solo a proprio nome, in contrasto quindi con il mondo adulto o una sua parte, o forse invece a nome di tutti.
Ci può stare? Può trattarsi di questo?
O riguarda invece soltanto i punti specifici della riforma della scuola?
Questa "riforma" - che riforma non è - è semplicemente l'applicazione delle direttive contenute nella finanziaria Tremonti, direttive che sono già note da alcuni mesi, per cui appare per lo meno singolare che la protesta esploda soltanto ora.
E' una "riforma" che investe particolarmente la scuola elementare, quella che in misura maggiore aveva beneficiato di cambiamenti profondi che si sono poi rivelati nel corso degli anni molto positivi.
Come tutti ben sanno, si vuole tornare al maestro unico e ridurre di fatto drasticamente il tempo pieno (questo perché si vogliono ridurre i posti di lavoro), quel tempo pieno che aveva offerto invece un insegnamento di buon livello, e non si era trattato soltanto di un "parcheggio" per i figli delle madri lavoratrici, oltre a questioni obiettivamente meno importanti come il voto o il grembiule.
(In sostanza si tratta di risparmi, di tagli mascherati da riforma, con piccoli "correttivi" su questioni marginali, anche se non del tutto prive di significato).
In grande rischio appare poi l'università, indirizzata alla totale privatizzazione (proponendo di trasformarla in fondazione), all'esclusione del prezioso lavoro svolto dal personale precario, mentre non si toccano di certo le caste e i privilegi di sempre.
La scuola secondaria è meno coinvolta, per quanto sia comunque prevista una riduzione delle ore di insegnamento.
Che di una riforma vera e seria della scuola ci sia bisogno, così come di utilizzare al meglio le risorse, questo nessuno lo nega.
Ma ciò che questo governo ha deciso unilateralmente di fare, con scarsa competenza e coscienza, è ben altro! Non sono solo tagli, è di peggio e di più, o per meglio dire è molto meno, si tratta infatti di un grave arretramento e impoverimento, in tutti i sensi, che va a colpire in primis gli studenti più giovani e alla fine un po' tutti.
L'opposizione contesta, e sembra non voler ricordare né a se stessa né agli altri i suoi precedenti interventi sulla scuola e l'università, non tutti lodevoli.
L'adesione alla protesta dei partiti di centro-sinistra e dei sindacati di stato desta più di un interrogativo.
La si vuole trasformare nel solito scontro tra governo e opposizione?
Tra "progressisti" e "conservatori"? E' una semplice questione sindacale da risolvere con uno dei tanti accordi sulla nostra pelle?
E' una lotta da cavalcare per fini elettorali?
Gli studenti in realtà sono scesi in lotta in modo autonomo e indipendente, questo è ciò che appare e che dicono, e non vogliono dare una coloritura partitica, alla loro protesta.
Ma è inevitabile che ci sia già, o ci sarà presto, chi si attrezzerà per farlo.
Infine, questo movimento è un qualcosa che può farci ricordare - anche se con tutte le dovute differenze - il Sessantotto?
C'è una voglia autentica di rinnovamento?
Una critica profonda dell'attuale società? O è solo incertezza, paura del futuro?
Oppure quello che circonda questo movimento ci ricorda piuttosto le asprezze del settantasette, gli scontri di piazza, le provocazioni e l'ambiguità dei poteri dello Stato?
E' possibile vedere studenti e lavoratori lottare insieme per migliorare le condizioni e le prospettive di vita, e darsi sostegno l'un l'altro?
La storia non si ripete mai uguale, ma la storia insegna, soprattutto a riflettere.
E ora è di certo presto per avere tutte le risposte, è prematuro trarre delle conclusioni, dobbiamo ancora vedere come andrà a finire, specialmente ora che la "Gelmini" è diventata legge.
Dobbiamo ancora capire fino in fondo i contenuti del movimento, riconoscere cosa c'è - se qualcosa davvero c'è - che ha la possibilità di mettere delle radici, la capacità di non essere contaminato o disperso in fretta da una folata di vento né il rischio di estinguersi da sé.
C'è la possibilità di non ricalcare vecchi schemi, di non ricadere in vecchie trappole, di non darsi per vinti.
C'è la possibilità di non sprecare questa situazione così ricca di premesse.
C'è la possibilità, anche e soprattutto, di riprendere in mano le proprie vite, agendo in piena coscienza e autonomia, di appropriarsi in qualche modo di ciò che di fatto ci appartiene.
C'è la possibilità, a partire dalla scuola, di lottare contro tagli, privatizzazioni e logiche di mercato, ma con la consapevolezza di non dover delegare tutto allo Stato, iniziando a pensare ad una società profondamente diversa, fondata sulla cooperazione e la solidarietà di liberi ed uguali.
Se il futuro è ancora da scrivere, dietro l'angolo potrebbe attenderci una svolta.
Potrebbe esserci un'occasione da cogliere. E questo dipende da tutti quanti noi.

4/11/08 Colby

Frieri e Rifonda.
Da un po' di giorni sui quotidiani locali si parla del travaglio interno a Rifondazione, travaglio che come

Da un po' di giorni sui quotidiani locali si parla del travaglio interno a Rifondazione, travaglio che come ho avuto modo di sottolineare sia ieri che in articoli precedenti non coinvolge assolutamente il "partecipativo" Frieri.
Frieri con l'articolo, sofferto, in cui pregava Libera di accettare le ipotetiche proposte del comune in cambio della sede di Marzaglia stava di fatto dando via libera allo sgombero dello spazio sociale poi avvenuto e metteva al sicuro la poltrona equosolidale futura da eventuali piogge.
Frieri per quel che mi riguarda è sempre stato lineare.
Quello che non capisco invece è il travaglio di Rifondazione rispetto al fatto di restare o no all'interno di questa maggioranza di centro destra.
E' logico che sono affari di rifonda e a me non riguardano, infatti io non parteciperò a nessun voto interno, ma intervengo solamente perchè ho condiviso con Rifondazione un percorso all'interno del Coordinamento contro l'autopista di Marzaglia e mi chiedo come facciano a restare in giunta diventando di fatto legittimatori dello sgombero e delle manganellate che abbiamo preso.
Manganellate tra l'altro che hanno preso anche militanti di rifondazione.
Tra l'altro dopo aver imparato che il comune non ha in mano neanche tutte le autorizzazione e il cantiere non può partire, legittimare quello sgombero è inaccettabile.
Spero che Rifondazione esca al più presto dalla giunta e che continui con noi la battaglia ambientalista di Marzaglia che noi crediamo si possa ancora vincere.


3/11/08 Colby

Eccolo qua Frieri.
Hasta la poltrona Siempre.

Una poltrona equo solidale ed ecocompatibile ovviamente.
Domani (martedì)viene presentata
"La Sinistra per Modena", un nuovo progetto politico che vede Frieri protagonista e che secondo me sarà la stampella del PD nel caso (auspicabile) Rifondazione uscisse dalla giunta di Modena.
La sicurezza con cui Pighi in passato spiegava che non ci sarebbe stato nessuno strappo a sinistra partiva da una garanzia che probabilmente il nostro assessore al bilancio aveva dato prima dello sgombero di Libera.
Ed ecco che dopo aver perso la maggioranza all'interno del partito il vendoliano Frieri si sgancia e al grido di "berlusconi non vincerà" si ricandida ad un posto di assessore nel prossimo governo della città. Se per portare avanti questo nuovo percorso bisogna sopportare un autodromo al posto di uno spazio sociale, sgomberi e botte, un CPT bello e funzionante, la privatizzazione del atcm e dell'acqua, un aumento della cementificazione del territorio fa nulla, sempre meglio che le puttanate le faccia il centrosinistra e non il centrodestra.
Dal mio canto spero che questa nuova operazione politica calata dall'alto fallisca e se il vero intendimento fosse quello di un profondo rinnovamento questo non può certo partire dai poltronari ma dalla base della società.

3/11/08 Milano
Il liceo artistico Caravaggio il giorno 3 novembre 2008 occupa l'istituto sclastico per i seguenti motivi: 1.contro la legge Gelmini e la legge finanziara Tremonti, che a causa della crisi economica del paese, taglierà i fondi alla scuola pubblica privandoci di accedere ad un 'istruzione libera, gratuita e ricca di contenuti. 2.contro la militarizzazione della città (in particolare di via padova dato che la nostra scuola si trova proprio lì!) 3.contro ogni forma di razzismo fomentata dall'attuale governo 4.dare piùvalore all'arte che verrà duramente penalizzata dalla riforma scolastica in quanto verranno tagliate le ore di indirizzo (da 40h a settimana a 32h). Attualmente l'occupazione procede senza la partecipazione degli insegnanti, la scuola è nelle mani degli studenti. Domani si svolgeranno attività artistiche, verranno proiettati film a tema con le varie assemblee. Cercheremo comunque una cooperazione con i docenti interessati alle attivita dell'occupazione. GLI OCCUPANTI DEL LICEO ARTISTICO CARAVAGGIO