CE N'è?
Un po' per tutti, su tutto.
Gennaio Aprile 2005
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Ali 6 aprile 2005
Neanche un giorno hanno aspettato! Come ci si poteva ben immaginare, i D.S., dopo poche ore dalla fine elezioni, hanno già fatto sapere, sempre tramite i giornali, l'importanza e l'immediatezza del progetto dell'autodromo. Ci dobbiamo aspettare una bella lettera di sgombero da un giorno all' altro? Beh, non ci sono elezioni da qui a un anno?quindi?tutto è possibile! Intanto oggi è stato portato via tutto dalla vicina comunità per ex-tossicodipendenti, liberata per far spazio all'autodromo?tanto ora per i tossici c'è il carcere di Castelfranco Emilia. Tutto prosegue come di programma, e forse anche meglio. 35 mila persone a Modena non votano, e migliaia di immigrati non hanno nemmeno il diritto di voto, ma questo NON ESISTE. Non esistono le migliaia di persone che hanno firmato contro l'autodromo, non esistono le migliaia di persone che hanno partecipato ai cortei contro lo sgombero. Niente, non esiste niente, tranne quello che LORO ( i D.S.) vogliono che esista. Quelli che esistono però siamo Noi! Che non li abbiamo votati e che rimarremo dentro a Libera fino alla fine?e chissà quanto ce lo faranno pagare, il fatto di esistere, in quel momento. Dovranno almeno prendersi la responsabilità della loro arroganza, dovranno mostrare il bastone e si riveleranno uguali a coloro che dicono di voler cacciare: fascisti. Quello che mi consola è che Noi siamo Felici?che ripartiremo e continueremo a insinuare dubbi in questo mondo e a proporre un modo di vivere diverso?mentre Loro marciranno nella società che hanno voluto e creato, portandosi dietro tutti quelli che, accecati dall'idea della democrazia, subiscono le scelte degli "eletti". Continuo a credere, in cuor mio, che non ce la faranno mai a distruggere Libera, e lo crederò fino al momento in cui le forze "dell'ordine" mi porteranno via di peso (almeno faranno fatica!). 03/03/05 spazio sociale Libera Bravi! Soldi pubblici per gli interessi di pochi.Sitta e pighi hanno assicurato in varie assemblee pubbliche che il comune di Modena non avrebbe sborsato un euro per realizzare l'autodromo di Marzaglia e che sarebbe stato interamente finanziato da privati. Blondi di Confcommercio invece ci rassicura che la pratica non è cambiata e che i nostri coraggiosi e avveduti industrialotti riusciranno a far partire i progetti della "Motor Valley" non per le loro conosciute (anche in Cina) doti imprenditoriali ma con un finanziamento da parte della regione Emilia Romagna di 2 milioni di euro. A parte il fatto che ciò avvenga in piena campagna elettorale, ciò che bisogna sottolineare è che questi soldi sono stati sottratti alla scuola e alla sanità pubblica e sono stati utilizzati per finanziare un sistema di sviluppo con il fiato corto. Nel momento in cui, in tutta europa, c'è un'emergenza legata alle polveri sottili ed all'inquinamento da smog, la dirigenza DS ed alcuni imprenditori vogliono imporre un sistema di sviluppo turistico e culturale legato al motore.QUESTA E' UNA SCELTA CRIMINALE. La passione per i motori di una piccola parte della città non può pregiudicare il futuro e la vita dei modenesi. Modena non è la città dei motori! Ci opponiamo con forza a questo tentativo pseudo- culturale di ridurre le diversità di una popolazione ad un unico simbolo commerciale. Modena dovrà distinguersi per la mobilità non inquinante, per l'ecologia, per la partecipazione collettiva alle decisioni che riguardano tutta la città. ragno 26/02/05 assemblea Ascom! Impagabile la riunione dell'altra sera all'Ascom-Confcommercio. Lo spettacolo dei ricchi che ne vogliono di più. Viene in mente quel che scriveva Paolo Nori a proposito dei modenesi: "Non darmi un consiglio, dammi un milione". E' il Blondi che tira le fila, ma i più pittoreschi, come sempre, sono i personaggi minori. C'è quello che a stento trattiene la bava quando solo nomina il gonzo cinese che, commosso dal pistone geminiano, dilapiderebbe entusiasta il patrimonio personale in carabattole gialloblu e tortelloni alla Nuvolari. C'è quell'altro, che gli tocca sedersi tra il pubblico perché un destino veramente cinico e baro gli ha assegnato solo un assessorato scialbo come quello della Cultura. Ma lui, il Lugli, è pronto a rifarsi di questa infamia. Giura e stragiura pubblicamente che l'unica autentica cultura modenese è il grasso di porco aromatizzato alle polveri ultrafini e annaffiato dal Lambrusco all' Anidride Carbonica di Modena dop, che se non ti piace puoi comunque lubrificarci la macchina. Profetizza felici scampagnate dei concittadini tra l'asfalto della pista di Marzaglia e il verde metallizzato delle lamiere dei box. E poi c'è il gonzo cinese. Solo evocato - è vero - ma è l'autentica novità della serata. Perché finora pensavi al pirla del motore e ti veniva in mente il teutonico panzone, tutto birra,crauti e tubi di scappamento cromati. Sciacquetta. Le vere prospettive della nostra città vanno ben oltre. L'ha detto Blondi e non c'è motivo di dubitarne: il muso giallo non capisce il Duomo. Non ci arriva. Non ci può arrivare. Ma tu fagli solo intravedere il rosso Ferrari e lo vedrai trasformarsi in un toro di Pamplona, in un Alvaro Vitali dopo che ha spiato la professoressa della classe dei ripetenti sotto la doccia. Altro che modenesità: a trionfare nella vicenda autodromo è l'italica furbizia. L'essenziale per vivere è avere sempre un pollo da spennare. A Napoli gli farebbero il gioco delle tre carte e lo chiamerebbero tirare a campare, sotto la Ghirlandina gli venderemo l'autentica maglietta sudata di Schumacher per 30 euro e lo chiamiamo "fare sistema". ivo 23/02/05 Nevica, respirate forte! Gli industriali ed i DS hanno deciso che noi vivremo nella TUMOR VALLEY, hanno deciso che questa sia la terra dei motori, la terra dove chinare il capo ed aspettare tempi migliori. Mentre nel resto del mondo si cercano soluzioni pratiche per arginare o risolvere il problema inquinamento, qui si fanno danze della pioggia per abbassare i limiti di polveri sottili nell'aria. L'ass.Orlando li chiama metodi naturali!A modena si muore ancora di "progresso", si muore per fare 100 metri in 3 secondi con una automobile che nessuno userà mai, si continua a morire perchè qualcuno ha deciso così.Pighi si è detto comunque sereno riguardo il pericolo di incorrere in sanzioni legali per aver esposto la popolazione a limiti di inquinamento dannosi. Ali 15/02/05 "Ecologia e Sostenibilità. In un contesto cittadino in forte sviluppo economico e di considerevole impatto sulla natura, il convegno intende affrontare le problematiche ambientali?" Se Pighi, prima di scrivere la sua relazione di apertura, avesse letto almeno l'invito del convegno, forse, avrebbe detto qualcosa di più credibile, invece di presentare una città democratica ed ecologica che non esiste! I bei discorsi li sanno fare in molti, ma riuscire a esaltare l'esatto contrario di quello che sta accadendo nella città da Loro amministrata non è da tutti... Uno sproloquio sull' amministrazione coinvolta dai temi ambientali, che sta portando avanti politiche che seguono le direttrici dello sviluppo sostenibile, che sta applicando a livello locale tutti i punti di Agenda 21, o sul rapporto con la natura come condizione imprescindibile per garantire un futuro ai cittadini e alle generazioni future?era scontato, e non penso che ci sia qualcuno che ci riesca a credere?basta pensare all'assesore all'ambiente che dice che il catrame protegge le falde più della terra o alle innumerevoli iniziative volte a disincentivare l'uso dell'auto vista la qualità dell'aria al limite dell'avvelenamento. La parte migliore è quando ha parlato di "percorso partecipato e condiviso" che avrebbero intrepreso con i cittadini, cosa alquanto bizzarra se si pensa alle migliaia di persone che hanno manifestato la loro contrarietà all'autodromo: scendendo in piazza, firmando per portare in Consiglio Comunale una delibera di iniziativa popolare, opponendosi agli stessi assessori negli incontri pubblici, come è avvenuto ben due volte a Marzaglia, partecipando al Comitato di cittadini per trovare soluzioni alternative a questo devastante progetto ecc ecc Lo stesso Pighiha parlato anche della necessità di attivare i cittadini in processi di sensibilizzazione rispetto alle tematiche ambientali?perché allora continuano ad esaltare una cultura dei motori e della velocità? I cittadini che sono già sensibili alle tematiche ambientali e che si oppongono agli scempi ci sono e sono tanti, solo che sono dall'altra parte, a cercare di evitare scempi che proprio l'amministrazione porta avanti come grandi opere che porteranno progresso, ricchezza e orgoglio alla città . E' stato addirittura detto che serve Maggiore attenzione per il bene comune?Ma chi è che il 24 gennaio ha votato la delibera con la quale il diritto di superficie dei terreni comunali di Marzaglia è andato a una ditta privata che ne trarrà profitto ricoprendola di cemento? Non se ne può più di sentire menzogne?almeno che abbiano il coraggio di difendere le proprie decisioni senza nascondersi dietro parole come democrazia, partecipazione, sostenibilità, pace?O che non parlino proprio! Qui l'aria è irrespirabile?bisogna cambiare cultura, non targa! 13/02/05 Ali In questi giorni i giornali parlano principalmente dell'inquinamento dell'aria causato dalle polveri fini...come se fosse una novità che questo modello di sviluppo ci sta avvelenando. Le citta italiane vengono paragonate a camere a gas...e di conseguenza non è un errore che i loro amministratori siano paragonati alle SS (di conseguenza a Modena: DS-SS, non fa una piega!). Sembrano tutti molto più preoccupati di dover fermare le macchine un giorno (con la terrificante prospettiva, paventata dai più arditi, del blocco delle autostrade per un giorno) rispetto al fatto che undici persone al giorno muoiono per effetto dell'inquinamento. E chiaro che bisogna ripensare al modo di vivere su questo pianeta, ma è altrettanto chiaro che chi ha soldi e interessi in gioco non voglia nemmeno metterlo in discussione. A Modena, poi, parlare di una cultura diversa da quella dei motori diventa pericoloso, tanto che, venerdì sera un assessore avrebbe detto a Beppe Grillo di stare attendo a quello che avrebbe detto nel suo spettacolo! Grillo era stato invitato dai cittadini che hanno scritto sul suo blog, ad affronare, nel suo spettacolo modenese, tematiche ambientali come Autodromo, inceneritore e targhe alterne...temi che hanno creato in città, forse per la prima volta, un opposizione dal basso. Questo episodio, riportato dai giornali locali, è gravissimo perchè significherebbe una vera e propria minaccia... I D.S. a Modena fanno il bello e il cattivo tempo e sono sempre stati i padroni della città; controllori e controllati, sindacalisti e padroni, giocano una partita in cui ci sono solo loro. Ma è arrivato il momento che qualcuno li fermi...e quel qualcuno sono tutte le persone che non accettano più questa politica.In questo senso, anche oggi, la gazzetta di Modena riportava una bella lettera firmata da tre cittadini che non vogliono accettare le politiche avvelenatrici dei D.S modenesi...e martedì ci sarà una nuova Assemblea del Coordinamento contro l'Autodromo, perchè questo progetto "non s'ha da fare". Mentre a Milano parte il Bit 2005 nel quale Modena lancia il turismo dei motori (lamentando una crisi economica che non permette di avere profitti inimmaginabbili)...una bella fotografia accompagna l'annuncio dell'entrata in vigore-il 16 febbraio- del protocolo di Kyoto: un cartello con la scritta: "il vostro sviluppo è devastante" 06/02/05 giovanna Caro colby e cara libera! il corteo del 29 è stato bellissimo, è quasi incredibile come in questo mare di squallida "pace terrificante", tanto per ricordare il vecchio faber, si possa sentire ancora, dentro e fuori, la possibilità di farcela! vedendo bene davanti a sé sentieri che nessuno potrà rubare o devastare, sentendo bene nelle proprie orecchie parole e canzoni che nessuno potrà far tacere e sapendo bene che il nostro "farcela" e resistere, non sarà mai come il loro "vincere". quindi grazie e ancora come sempre, solidarietà forte dalla mag 6, cooperativa e associazione e da Pollicino gnus! 05/02/05 ivo E' stata molto importante la giornata di oggi, vuoi perchè si colloca in una dimensione di continuità con il coreo di sabato scorso, vuoi perchè stavolta a dire No all'autodromo assieme a noi c'erano gli studenti delle scuole modenesi.Una bella festa con spettacoli teatrali improvvisati per strada e diversi gruppi musicali che si alternavano su di un camion.I ragazzi hanno contestato la scelta degli affaristi DS di cancellare la zona verde di Marzaglia e con essa la realtà autogestionaria di Libera.Al pomeriggio poi, biciclettata(critical mass) per le vie del centro, ancora un altro segnale su come realmente la città si ponga nei confronti di questa questione. Due settimane splendide, due settimane di grande partecipazione e di lotta contro una metodologia mafiosa di imporsi, di affollare l'orizzonte di nuove costruzioni, di faraonici progetti di dubbia utilità collettiva.E si faccia bene attenzione a non fare confusione, la nostra non è pura avversione ai motori o ai loro amanti. Quel tipo di livello è solo il giocattolo per i quotidiani locali, a caccia di superfluo, in affanno nel cercare livelli di conflittualità da soap opera, e può diventare momento di strumentalizzazione da parte politica. Occhio! A marzaglia l'autodromo non va fatto in quanto tale decisione peggiorerebbe la qualità della vita dei modenesi.Non stiamo parlando di pure battaglie ideologiche, o di odio viscerale per bielle e pistoni ma di una reale necessità di salvaguardia ambientale in una zona dove i vari progetti con il marchio DS stanno deteriorando l'unico ed ultimo polmone della città.I DS pensavano che la gente sarebbe stata lì pronta a calare le braghe.Non conoscendo loro stessi dignità ed onestà,son così avvezzi al potere della menzogna ed alla facilità della sopraffazione da spingerli a dire: non mi aspettavo una partecipazione, critica, e così vasta sulla questione Marzaglia ( Daniele Sitta durante un incontro con i cittadini di Marzaglia) Beh, sei cascato male! 30/01/05 I NON-LUOGHI E LA PISTA DI MARZAGLIA Quando cultura e politica s'incontrano non si riconoscono e non si salutano. E credo che quel piccolo gesto Zen di Vittorio Balestrazzi, presidente della Consulta ambiente, che ha aperto i lavori del Consiglio comunale sulla Delibera per la Pista di Marzaglia regalando a ogni Consigliere una poesia di Gianni Rodari, potesse essere l'invito cifrato a ricomporre una dissociazione e all'uso leggero e sapiente della "grammatica della fantasia". E, davvero, gli ingredienti per una "Filastrocca" o per una storia stralunata e grottesca di Marcovaldo sembrano esserci proprio tutti. Gatti sfrattati, la casa dei ragazzi di Lilliput sotto le ruspe, migliaia di metri quadri di asfalto su fonti e falde acquifere, boschi di pini minacciati e gufi chiurli cuculi che fuggono dall'assordante rombo di auto da corsa che sfrecciano e ammorbano nell'Iper Luna-Parc tecnologico. E non c'è bisogno di scommettere per sapere da quale parte sarebbero stati i due grandi scrittori Rodari e Calvino. Nello psicodramma in due puntate ravvicinate per la rapida approvazione della Delibera, gli Assessori che si alternavano per magnificarne il progetto facevano anche con cinica franchezza, fatalmente, l'involontaria contabilità del disastro con l'astrattezza di un linguaggio tecnico che sempre l'autore di "Palomar" ci raccontava essere la vera lebbra della lingua che si riverbera nelle cose che facciamo, sul circostante. Sono sempre i poeti a insegnarci che l'espropriazione dell'esperienza è parallela a quella della parola e potevo indovinare in quelle presentazioni la perdita dell'orizzonte come ormai lo vediamo da un treno che s'allontana: una vigna trasecolata tra brettelle, alta velocità, cantieri, capannoni e tra città e città senza soluzione di continuità una lebbra parallela del territorio che è ancora sottrazione di campagna, di orizzonti, di sguardi, di spazi ? sono tornate allora come il lampo di una minima epifania le " Poesie della fine del mondo" e il presagio di Antonio Delfini di dover essere spettatore di una fine del mondo e quei versi scritti sul rapido da Roma a Milano nel 1960 ?"?Solo Emilia e Romagna hanno i colori della sera/ anche gli altri paesi li hanno/ ma l'accentrarsi dei centri a poco a poco/ e da Bologna il diradarsi dei centri/ per Imola Modena Reggio e Forlì/ (è il nostro supremo inganno e disinganno/ di nascere di vivere e di tornare qui)/ fa solo unico al mondo quel richiamo/ della sera che dice sempre `io t'amo',/ anche se il mondo è morto e le colline / ricordano al Sovrastante le antichità bambine./?". L'"accentrarsi" e il "diradarsi" verso la campagna di quelle ultime case disperse, mi ripetevo, ormai riposano solo nei suoi versi insieme a quelle "antichità" così vicine a noi, nel tempo, e così fragili innocenti e bisognose di protezione da essere "bambine"? è forse così che il paesaggio abitato si avvicina all'uomo e gli permette di abitare poeticamente e di vivere l'architettura non come organizzazione astratta dello spazio ma come riscoperta del mondo, in termini di rispetto e di cura di quel che ci sta accanto: la vita, la memoria, le cose. "Le cose ci chiedono aiuto e si fidano di noi" . Tra questa filosofia dell'abitare, che credo sia nel cuore e nella mente di tanti e ispiri in gran parte le 55 Associazioni che rappresenta la Consulta ambiente, i giovani ambientalisti e anarchici di "Libera" e la pianificazione mercantile e commerciale delle politiche territoriali, la divaricazione non può essere più radicale ? e gli argomenti grevi e contraddittori a difesa della "pista" non prevedono sintassi della fantasia e della leggerezza ma neppure l'ombra di quell' ecologismo di cui la sinistra si è sempre fatta paladino. Uno strabismo e una schizofrenia che peseranno perché fatti in nome di interessi indecifrabili o impronunciabili. Chi porta prove inoppugnabili contro il progetto-pista per i danni irreversibili all'ambiente, alle falde, al verde pubblico, al paesaggio, agli universi sociali e animali che in quell'area si sono creati e vivono, viene accusato di usare toni apocalittici e massimalisti e vengono ricordati con simmetrico minimalismo etico i non meglio definiti e enigmatici "bisogni del territorio" , "il bisogno di restituire ai modenesi la loro identità"(quella motoristica!?), "difendere il glamour dello stile automobilistico modenese nel mondo?" , "?un impatto acustico che, per ora, non è quantificabile?", "?una tutela dell'ambiente ottimista contro una pessimista degli anni '70?", "I serbatoi della benzina per non inquinare le falde saranno sopraelevati(!?)", con il consueto repertorio di parole magiche e propiziatorie di uso semantico ormai sempre più incerto " sviluppo compatibile", modernità, innovazione, occupazione per una pista-prove non richiesta né dalla Ferrari (che ha la sua) né dalla Maserati, ma quali sono le aziende di riferimento rimane ancora un segreto. Tutto questo in una Europa dove le crisi e il declino delle aziende automobilistiche si succedono tra ristrutturazioni e licenziamenti (vedi il caso Fiat) e le grandi città diventate camere a gas dove anche i bambini respirano 10 - 12 sigarette al giorno passeggiando per le strade e dove l'aumento dell'anidride carbonica a livelli esponenziali indurrà l'Unione Europea a provvedimenti drastici nei prossimi anni che modificherà ampiamente il costume automobilistico e le abitudini. E credo ancora che chiunque abbia a cuore ciò che resta e sopravvive del nostro paesaggio, che come ci ricorda Salvatore Settis è fatto di case, borghi ,contrade, centri storici che sono un unicum, dovrebbe concentrare tutti gli sforzi di politiche illuminate per preservarlo, tutelarlo, difenderlo da qualsiasi speculazione, magari rinunciando anche a quel risibile e datato feticcio della modenesità che è l' "identità motoristica" e di cui la "Pista" non sarebbe altro che la sua spettacolarizzazione. Forse gli Assessori che hanno presentato il progetto avrebbero potuto, con sicuro profitto, seguire le lezioni magistrali del sociologo Marc Augé che, invitato dal Comune e dalla Fondazione S. Carlo al Festival della filosofia, ha ricordato che la spettacolarizzazione del mondo è, di per sé, la propria fine, la fine della storia, la sua morte, deprecando il proliferare di tutti i sottoprodotti dell'urbanesimo selvaggio (la "pista ne sarà un ottimo esemplare) invitando a un "ascolto sapiente" e a un buon uso delle rovine, perché possono raccontarci il senso del tempo. Ci sono tante fini del mondo che avvengono ogni giorno quando l' uomo non si riconosce in ciò che accade e in quello che lo circonda. La Pista di Marzaglia e l'aula Consigliare che l'ha approvata sono due non-luoghi perché fuori da un orizzonte morale e da un orizzonte di senso. Perché i non-luoghi non hanno passato e ri-conoscere è conoscere con la memoria. Enrico Forti "salta in piedi, Sancho, è tardi non vorrai dormire ancora solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora" Guccini, "Don Chisciotte" Ciao, è stata un enorme successo, al di là delle più ottimistiche aspettative, la manifestazione di ieri 29.1 indetta dal COORDINAMENTO CONTRO L'AUTODROMO DI MARZAGLIA. Eravamo quasi un migliaio, secondo gli organizzatori e l'unico quotidiano cittadino, la "Gazzetta di Modena"; la cifra è implicitamente confermata dal numero di 500 che circolava nei report della questura. Persino uno degli innumerevoli fogli locali di gossip e annunci economici, il "Carlino Modena", ha dato notizia dell'evento del giorno nonostante la ben più significativa presenza in città della Lecciso (definita anche "signora Albano"), che è venuta a Modena a farsi i capelli. Se ieri il Carlino aveva dato notizie false sul corteo (spostandone il luogo di convocazione e chiamandolo "sit-in di Legambiente"), oggi invece - anche se relegando la notizia nelle profondità di pagine improbabili e dimenticando il richiamo in prima - non ha potuto fare a meno di notare che in centro c'è stato uno dei cortei più partecipati che la città ricordi. Per un foglio che appunto, per vocazione, non si occupa né di cronaca né di società, non c'è male davvero! Ettore Tazzioli non farà più fuoco e fiamme come quando militava in Potere Operaio, ma evidentemente il buon sangue non mente... Al corteo, che ha percorso la via Emilia centro nelle due direzioni concludendosi in piazza Matteotti dopo una sosta per "scaldare i motori" sotto il palazzo comunale, c'erano davvero tutti e tutte. Moltissimi i gruppi anarchici e libertari anche da fuori città (il progetto di svendita delle terre di Marzaglia implica la distruzione dello spazio sociale LIBERA), presente e incazzato tutto il mondo ambientalista, presenti - anche se sparpagliati e "fusi" nella folla - i gruppi e le individualità che si ritrovano nel Forum sociale cittadino. Visibile anche la presenza, pur anonima, di molti volontari e funzionari di un'associazione di rilievo nazionale che potremmo considerare il "braccio associazionistico" del partito di maggioranza relativa, i Democratici di sinistra. Tra la folla anche l'assessore comunale alle politiche giovanile, Elisa Romagnoli, e l'assessore provinciale alla cultura e turismo, Beniamino Grandi. C'erano striscioni e bandiere della Federazione Anarchica Italiana, dell'Unione Sindacale Italiana (una cui sezione si è di recente costituita a Modena), dei vari collettivi studenteschi, dei Giovani Comunisti e di Rifondazione, dei Verdi e forse altri che - se non cito - è solo per lacune della mia memoria. I DS, partito cui fa riferimento la lobby industriale-edilizia che spinge per il progetto dell'autodromo, sono stati tra i principali bersagli di striscioni e slogan. Come inevitabile, più di ogni altro è stato preso di mira l'assessore a Tutto, Daniele Sitta, colui che incarna più di ogni altro il conflitto d'interessi in versione modenese. C'era una grande piovra con lo scettro di "Re Sitta", appesi ai tentacoli della quale stavano i vari intrallazzi e referenti del Danielone: la Bretella, l'autodromo, Coop costruzioni (autori anche del pregevole lager cittadino), Coop estense, Confindustria. C'era poi un Sitta-burattinaio che manovrava le mosse del simpatico cagnolone-Pighi con tanto di fascia tricolore di sindaco (questa la carica formalmente rivestita dal sorridente e ricchissimo avvocato modenese) e uno spaventevole Sitta-condor di cartapesta. Non mancava un cartello che rappresentava la Banda BasSITTA, cioè il citato sindaco Pighi e l'assessore Marino che, guidati dal Danielone Sitta, fuggono con sacchi di denaro. Alla folla divertita sono stati regalati fiori di carta e sacchetti contenenti sementi, a dimostrazione del fatto che "il frumento non cresce in piazza Grande". Sotto il palazzo comunale, sede di un'amministrazione che si fregia (sic!) della medaglia d'oro della Resistenza, è stata intonata "Bella Ciao". Al termine della manifestazione, si è brindato in piazza Matteotti ("piazza Impero" per farci capire dal Carlino): a Libera che non se ne va, a questo vastissimo Coordinamento, alla memoria di Veronelli che proprio pochi mesi fa aveva visitato Libera, espresso la propria solidarietà e "fornito" un raro vitigno già spazzato via dalle ruspe dei DS che dovevano cavare ghiaia per la TAV. Era ormai sera quando si è smobilitato, lasciando in piazza Matteotti un enorme cartello che, cito la Gazzetta, recitava così: "BRAVI, BRAVI, FATE L'AUTODROMO MA DOVE METTEREMO LE LEPRI, LE VOLPI, LE CINCIALLEGRE, I BOSCHI... IN UN CPT?" A quasi due anni dal suo inizio, la lotta è tutt'altro che esaurita e anzi, cresce e continua con la CRITICAL MASS (biciclettata) di sabato 5 febbraio (15.30 in piazza Grande) che farà seguito allo sciopero generale degli studenti + corteo mattutino per le vie del centro. Italia Nostra conferma l'intenzione di ricorrere come minimo al TAR (la delibera approvata l'altro giorno acquista senso pratico solo alla luce di gravi, enormi, imminenti abusi edilizi) e il WWF rilancia, pensando anche ad un referendum consultivo. Una giunta fuorilegge e un consiglio inquinato hanno regalato mezza Marzaglia a una società fantasma, che ne vuole fare un affarone per alcuni di coloro che in giunta siedono e per i loro amiconi di sempre. Gli anarchici, gli ambientalisti, i gatti, le lepri, le volpi, le cinciallegre resistono e la città, ieri, ha risposto come meglio non poteva, nonostante la temperatura glaciale e la disinformazione. Persino il vescovo, nella sua missiva annuale ai cittadini di pochi giorni fa, ha trattato il tema della "etica pubblica". Il Coordinamento invita tutti/e ad unirsi alla lotta e terrà la sua prossima riunione martedì 1 febbraio, presso lo spazio sociale LIBERA sotto sgombero. Un saluto cinciallegro e un grazie a tutti/e coloro che hanno organizzato, partecipato, dato copertura e anche a quelli/e che si uniranno in futuro. Visitate www.libera-unidea.org davide ravera "hd" contro l'autodromo Cri 26/01/2005 Leggo oggi dal sito di Liberazione "un francobollo per Pinelli". Il giornale di Rifondazione Comunista lancia questa proposta in risposta all'annuncio di Gasparri di creare un nuovo francobollo in onore di Calabresi dopo le polemiche suscitate dal costante e duraturo successo editoriale del libro di Camilla Cederna "Pinelli, una finestra sulla strage" del 1971. Già nel 1991, mentre montava Mani Pulite, Vittorio Sgarbi dalle reti mediaset accusava la Cederna di essere "quasi la mandante dell'assassinio del commissario Calabresi." Non credo che a Pinelli appartenga nè questa proposta nè l'articolo, che chiude: "...Calabresi, giovane commissario, molto bravo, con moglie e tre bambini piccoli. Ha perso la vita da servitore dello Stato...vorremmo che si mostrasse la stessa sensibilità per l'anarchico Pinelli. Era un servitore dello Stato anche lui, lavorava sodo." Eh no, questo no..Pinelli non riconosceva alcuna autorità allo Stato, figuriamoci se tantomeno si apprestava a servirlo. Sarebbe come forzarlo ad un altare a cui in vita sua non ha mai creduto. Svolgeva attività politica proprio per deligittimare lo Stato e proclamare la libertà dell'individuo. Vorrei rispondere alla domanda retorica che chiude l'articolo: a me non "sembra giusto che lo Stato risarcisca, seppur con immenso ritardo e con un gesto simbolico, dedicando anche a lui un francobollo". Nè, come diceva Valpreda, interessa ormai pretendere dallo Stato "che sia fattta giustizia " dopo anni di menzogne e segreti. La nostra verità continueremo a denunciarla ad alta voce per rivangare l'orrore di quegli anni, mai terminato e che ancora oggi si perpetua, nella storia di altri Pinelli. 20/01/05 ivo Spero in una imminente fuga di cervelli. Nella disinformazione quotidiana alla quale sono abituati i lettori del resto del carlino campeggia un titolo riferito all'autodromo di marzaglia che fa così: cresce il sostegno all'impianto, con un titolone lungo da qui a qui, che ritorna sul discorso sicurezza.L'intervistato è Gianni Signinolfi, uno degli esponenti di un gruppo di "cervelli" che operano alla B-Engineering di Campogalliano.Questo personaggio, sconosciuto ai più, si dice sicuro dell' appoggio della popolazione modenese a questo progetto, dal suo bell'ufficio si dice certo che è la struttura che tutti aspettavano a Modena.Poi piagnucola per il resto dell'articolo lamentando la scarsità di strutture per poter provare "soluzioni avanzate per la sicurezza".Via via che la vecchia maniera di nescondersi dietro un dito e di portare a sostegno dell'autodromo imprescindibili necessità cade, ecco che si svela tutto.La piste serve a ditte come quella in cui lavora Signinolfi per poter testare autovetture come l'edonis che fa 365 Km orari, un gioiello di tecnologia.Cosa centra questo con la gente, con chi va in fabbrica alla mattina con la sua autovettura "media", che cosa ne sa di questoSigninolfi? Meglio che stia zitto allora, o che almeno sia sincero visto che un po tutti hanno ormai abbandonato la linea dello sviluppo tecnologico legato alla costruzione dell'autodromo e finalmente hanno ammesso che il progetto si basa sul divertimento e sugli interessi di pochi. Ancora Sighinolfi:":Forse bisognerebbe sentire la maggioranza, quelli che vivono e lavorano nel settore, quelli che sanno di cosa si parla". La maggioranza l'abbiamo ascoltata e sembra ripeta le stesse identiche parole, m'è sembrato di sentire Sitta dire quasi le stesse cose, no...forse erano proprio le stesse, forse Sitta e Sighinolfi sono vicini di casa. 17/01/05 Colby Ormai siamo lanciati verso il Corteo del 29. Chi volesse aiutarci nei volantinaggi o avesse idee per arricchire il Corteo ci venga a trovare. Il Corteo cercherà il più possibile di comunicare con la città, perchè crediamo che la maggior parte della città sarà con noi. Stiamo preparando 3 carri allegorici per un carnevale libertario, da portare in corteo, dove primeggia il Polipo Sitta pronto ad accapparrarsi tutte le progettazzioni. 7/01/05 Pubblichiamo volentieri la email che ci è giunta ieri, e assicuriamo chiunque sia preoccupato che il nostro morale è alto, molto alto. Presto pianteremo nuove piante e nessuno di noi ha intenzione di andarsene, buona lettura Egregia associazione sociale Libera, Colgo l'occasione per potervi esprimere una mia idea inerente alla costruzione dell'autodromo in zona Marzaglia. Condivido pienamente le vostre preoccupazioni e timori per le conseguenze negative non solo per la zona da un punto di vista di impatto ambientale causato da inquinamento dovuto all'aumento di traffico, cementificazione, impermeabilizzazione del terreno, e dalle conseguenze nefaste da un punto di vista economico. Da una mia osservazione, non ci sarà nessuna ricaduta economica diretta sugli abitanti, che anzi si devono accollare tutti gli oneri per l'insediamento di questo nuovo impianto. Si rischia di creare una cattedrale nel deserto, lontana dai minimi servizi che può offrire una città. E' un progetto che desidera solo la sinistra ed in particolare modo dal personaggio "ambiguo" come Giorgio Pighi attuale sindaco DS di Modena. Questo progetto faraonico viene fatto passare dalla sinistra come luogo in cui tutte le agenzie di scuola guida possano proporre lezioni di guida sicura per i neo patentati. Anche se l'intenzione è buona, praticamente è irrealizzabile. A una proposta del genere mi viene da sorridere, lascio a voi i commenti. Per quanto riguarda il contorno (alberghi, hotels, parcheggi, negozi, ...) già la Ferrari Automobili S.P.A. ha in progetto di creare un insediamento analogo a fianco della Pista privata di Fiorano per poter far alloggiare i turisti e gli ospiti. E' chiaro che il turista, soprattutto quello straniero, che viene in visita nelle nostre terre per la Ferrari, preferisce alloggiare nelle strutture Ferrari a fianco della pista e della fabbrica Ferrari piuttosto che alloggiare in strutture create in aperta campagna (semmai a fianco del nuovo scalo ferroviario) e lontane dal centro automobilistico di Maranello o Modena città (Maserati). Le case automobilistiche della zona hanno già loro i circuiti di prova, senza che ne vengano creati di nuovi. Vorrei ricordare che ad Adria in provincia di Rovigo, e quindi non molto distante da qui, è stato ultimato uno dei circuiti più moderni a livello mondiale per testare i veicoli o per test di guida sicura, oltre a quelli già esistenti come Imola, Mugello, Varano (Parma), ecc... Anche se non potrò partecipare alle vostre manifestazioni, con questo e-mail volevo esprimere la mia solidarietà per la vostra iniziativa di salvaguardi ambientale contro l'autodromo. Distinti saluti. Rossi Alberto Lia 5/01/05 Oggi sui giornali si elogiano gli operatori che hanno aiutato una donna rumena a partorire. Tutti si affannano a congratularsi per le loro capacità organizzative e per l'efficienza di questa struttura che non è, secondo loro, un luogo di reclusione. Si continua a insistere su questo punto, sul fatto che il CPT è un centro di accoglienza dove vengono garantite assistenza sanitaria, legale e perfino spirituale. Allora, se il CPT non è un luogo di reclusione, perchè una giovane donna partorisce in infermeria e non invece in ospedale dove sarebbe più logico? Mi chiedo quale sarà, per le tstituzioni, il luogo di nascita di questa bambina nata a Modena. Quando, come un pacco, sarà spedita in Romania, cosa dirà alle sue compagne di scuola? Cosa penserà quando le racconteranno quanto le è successo a Modena nel CPT voluto dai DS? A voi le risposte. email arrivataci da: contropotere@inventati.org 1/1/05 Qualcuno Sapeva Nell'isola non ci sono state vittime Maremoto, la base Usa di Diego Garcia era stata avvertita Lo IAC di Ramsey Clark accusa la NOAA di ''criminale negligenza'' per non avere avvertito anche i governi dei paesi colpiti Honolulu, 31 dic. (Multimedia Adnkronos) - La NOAA, l'organismo preposto al monitoraggio degli eventuali tsunami con sede a Honolulu nelle Hawaii, è stata accusata di ''criminale negligenza'' dall'International Action Center, una organizzazione fondata da Ramsey Clark, ex segretario di Stato americano. La NOAA, infatti, avrebbe avvertito immediatamente del maremoto la base americana dell'atollo di Diego Garcia, a sud delle isole Maldive, ma non avrebbe fatto niente di serio per mettere in guardia anche i paesi rivieraschi, in particolare Sri Lanka, India e Maldive, dove l'onda è giunta dopo circa 2 o più ore dal catastrofico terremoto. Nell'isola di Diego Garcia, che peraltro ha un'altezza media compresa tra 1 e 6 metri sul livello dell'oceano, non vi sono state vittime e, secondo lo IAC sarebbero state sufficienti alcune telefonate alle autorità civili dei paesi interessati per salvare migliaia di vite umane. In ogni caso, sottolinea Eddie Bernard, direttore del laboratorio ambientale della NOAA a Seattle, due apparecchiature misuratrici di tsunami, del costo complessivo di 500 mila dollari, disposte in due punti dell'oceano Indiano, avrebbero evitato quasi tutte le decine di migliaia di vittime della catastrofe. www.adnkronos.com/Esteri/2004/Settimana53da27-12a31-12/iac_311204.html Stamani ascoltavo l'ineffabile Jacchia che a proposito della tragedia dell'oceano Indiano sosteneva (come al solito) le ragioni dell'amministrazione Bush. Quando Jacchia parlava, l'Adnkronos aveva già effettuato il lancio che ho riportato sopra, e di cui sono venuto a conoscenza grazie ad Indymedia. I governi del mondo, e in particolare il governo dei governi che è l'amministrazione USA, hanno la capacità di peggiorare in modo incredibile le catastrofi che spontaneamente la natura ci somministra. Come minimo, questa vicenda pone alcune domande, che meriterebbero di essere riprese ed ampliate dagli organi di informazione: 1) perché il governo USA non ha avvisato i paesi rivieraschi - fra l'altro, fedeli alleati nella "guerra al terrorismo? 2) che cosa intende fare il governo USA per riparare i danni causati da questa, per usare un eufemismo, negligenza? 3) che cosa intende fare il governo italiano, per chiedere al governo USA il rimborso delle spese sostenute per il soccorso ai nostri connazionali? La solidarietà è necessaria nei confronti delle vittime della tragedia, ma al tempo stesso vanno perseguite le responsabilità dei governanti. tiziano antonelli |