Libera
CE N'è? Un po' per tutti, su tutto.
Marzo 2010

-31 mar 2010 Libera-
Tutto confermato per la sei giorni di passione. Venerdì 2, Sabato 3, Domenica 4 si terrà una tre giorni Benefit per i 4 denunciati allo Sgombero di Libera all'Ex Caseificio in via San Martino di Mugnano tra Modena e Montale.

-Mercoledì 7 Aprile ore 18.30/19.00 in Piazza Grande ricordo dell'Eccidio del 1920

-Mercoledì 7 Aprile ore 19.30 Piazza S. Agostino CORTEO Antiproibizionista contro le leggi comunali sul consumo di alcoolici con Furgone Musicale.

-31 mar 2010 Argentina-



-30 mar 2010 Colby-

Campagna Astensionista 2010.
Oserei dire niente male, alcune cose sono andate proprio bene; l'aumento degli astenuti e la delegittimazione dell'apparato politico è evidente, i numeri iniziano ad essere importanti, su 40 milioni e ottocentomila aventi diritto 14 milioni e seicentonovemila si sono astenuti, un buon 36,4% più di uno su tre.
Ribadiamo che l'astensione dovrebbe essere accompagnata non dalla passività ma dal desiderio di tornare a decidere in prima persona delle cose della vita, quindi una pratica che si incammina verso l'autogestione.
Noi abbiamo rivendicato pubblicamente con più di un documento ed una Cena Astensionista la nostra scelta e quindi ci sentiamo legittimati a fare un'analisi sul Non Voto locale: assommando le astensioni+ schede bianche+schede nulle nel comune di Modena per la prima volta con 41.169 non voti si supera il serbatoio PD che invece si ferma a 40.287 unità.
Quando si gira per Modena bisogna iniziare a pensare che attorno a noi ci sono 39.339 non votanti e quindi una buona possibilità per dialogare su di una riflessione sulla rappresentatività e partecipazione.
Modena ha 180.000 abitanti e chi ha votato valido sono stati in 98.314.
Altro dato molto interessante uscito dallo scrutinio è che le forze che hanno sostenuto lo sgomberatore Pighi adesso non hanno più la maggioranza in consiglio comunale, anzi sono in caduta libera e continueranno.
I cementificatori del PD più i cementificatori della partecipazione di Sinistra Per Modena non raggiungono il 48,5%, (la nostra demolizione nei loro confronti deve continuare).
Per questo Pighi ha già dichiarato che con l'idv e la lista a 5 stelle ci saranno contatti per cercare di collaborare in futuro ma questo se non rispunta la politica politicata potrebbe essere possibile solo se cambia l'approccio urbanistico dello sgomberatore Pighi.
Siamo sempre meno soli e con sempre più terreno a disposizione, piano piano chissà se riusciremo a mandarli a casa tutti e a rendere la partecipazione e l'autogestione collanti indispensabili e irrinunciabili per una convivenza sociale libera ed egualitaria, chissà.

-26 mar 2010 Colby-
3 PERCHE'
L'importanza di partecipare alla tre giorni di aprile ed ai presidi prima del processo.
Lo sgombero di Libera è stato infame, sia nella forma che nella sostanza.
Nella forma perché è avvenuto l'8 di agosto quando a Modena non c'era nessuno, nella sostanza perché si è trattato di usare una forza militare per dare terreno pubblico ad una ditta privata.
Libera in questo anno e mezzo ha organizzato tantissime iniziative ma non ha ancora presentato il conto ai burocrati del partito.
Lo farà, lo farà perché è necessario, lo farà perché i podestà al governo della città stanno pensando che rimarranno impuniti.
Il processo a chi ha difeso Libera l'8 agosto del 2008 inizierà a rappresentare per gli sgomberatori l'inizio di un atto di accusa che li schiaccerà ad un muro, che li stritolerà alla prova della storia di questa città, che svelerà l'impostazione fascistizzante dei controllori del territorio, che rivelerà l'essenza della pochezza dei detentori del controllo sociale.
La guida capitalista ed autoritaria, mascherata con termini che non gli sono comprensibili, darà la misura del loro grigiore.
Libera è stata un'esperienza dal basso, partecipata, ecologista ed egualitaria, Libera è stata ed è stata vissuta liberamente da migliaia di persone.
Libera è stata sgomberata da chi dice che berlusconi è il male e mentre lo dice ne ricalca in tutto e per tutto il senso.
Libera vive e questa sarà la loro sconfitta.
Il processo inizierà il 13 maggio e noi già alla 3 giorni di aprile ed ai presidi dell' 8 e del 13 maggio daremo un segnale chiaro, talmente chiaro che oscurerà le menti di chi vorrebbe un mondo grigio e privo del sorriso di noi eterni ribelli.

Perché è importante partecipare al ricordo dell'eccidio del 7 aprile 1920?
Anzi, non importante, ma molto di più.
Quello che è successo il 7 Aprile 1920 e che i vari partiti e governi della città hanno cercato di cancellare è prorompentemente importante.
Una parte importante di Modena era rivoluzionaria, anarchica, antiparlamentare e per l'azione diretta.
Una parte importante di Modena faceva della solidarietà, della cooperazione, dell'antimilitarismo e dell'anticlericalismo un collante di speranze e di lotta per un mondo dove né burocrati né affaristi di partito avessero legittimità.
Una Modena che nasceva dal basso, autoorganizzata, efficiente e determinata. Questa è la nostra storia e questo legame va tenuto vivo, solido, foriero di energia per aprire un immaginario di libertà ed eguaglianza.
Leggendo i giornali pubblicati in quegli anni comprendiamo quanto noi, anche noi, siamo regrediti, comprendiamo come solo la dittatura fascista abbia potuto fermare quegli slanci, quelle energie, così chiare negli intendimenti, così lucide nelle analisi, così forti negli aneliti verso la libertà.
Una libertà piena, una libertà che contempla la libertà di tutti.
Abbiamo una storia che non è quella del potere, che non è quella dei vincitori, ma è quella che ci riscalda il cuore, quella sincera che non vuole né servi, né padroni, che non vuole vivere del lavoro degli altri ma che non è disposta a servire nessuno.
Il ricordo dell'eccidio del 7 aprile è il momento dove comprendiamo meglio quello che stiamo facendo, dove riannodiamo meglio il filo col nostro futuro.


Il Coprifuoco nel Centro di Modena sta arrivando.
E' importante essere in tanti al CORTEO del 7 aprile.
Il comune ha lanciato la campagna mediatica per far accettare i suoi propositi. Come avevamo previsto il centrodestra sta già chiedendo di allargare a tutta la città la delibera che per ora è limitata al centro storico.
L'abbiamo scritto subito: si inizia con una leggina e si arriva a vietare tutto.
Le delibere proibizioniste sono spacciate per contrastare l'abuso di alcool, non si capisce allora perché girare con un bicchiere di birra significa direttamente abusare di alcolici.
Leggi contro l'alcolismo molesto o la guida in stato di ebrezza ci sono già, queste delibere non riguardano questo ma chi si oppone al nostro corteo dice invece che si.
In realtà la nuova delibera stabilisce che ognuno può bere quanto gli pare nel suo locale di fiducia, seduto a un tavolo, poi può mettersi alla guida ubriaco o no (non interviene in questo), ma è vietato recarsi con una birra in un'altra birreria ed è vietato portarsela da casa.
Se all'inizio può sembrare un vantaggio per le birrerie in realtà alla lunga le si danneggia tutte, perché la movida si sposterà da un'altra parte, o nelle case private o fuori città.
La vera "sostanza", essenza di queste delibere, che non risolvono nemmeno il problema dei sedicenni, è quello di avere norme che permettano continui controlli e la possibilità di fermare per strada chiunque ed entrare e reprimere la socialità delle persone.
All'oscurantismo e proibizionismo della sinistra si unisce il parafascismo della destra.
Perché un quindicenne non può bere una birra assieme agli amici in mezzo alla movida?
E' un sorvegliato speciale?
Un camorrista?
E se si ubriaca così giovane sono i genitori o l'autorità che lo devono reprimere?
Io credo che noi, quelli che si incontrano per socializzare, e vediamo qualcuno, giovane o no che abusa di alcool possiamo intervenire e contenere la situazione, possiamo e dobbiamo interagire e prendere impegni precisi senza che l'autorità con la scusa delle delibere arresti qualcuno o lo ricatti con visite dallo psicologo o richiamo ai genitori.
Ci sono tre tipi di persone che si contrappongono al Corteo del 7 aprile:
chi teme gli ubriachi alla guida e gli ubriachi molesti:
chi è militante dei partiti che hanno votato la delibera e i fascistelli che sono convinti che basti vietare tutto per risolvere qualsiasi problema.
Verso chi teme l'ubriaco alla guida, o l'ubriaco molesto sia a livello di violenza che di molestie verso il mondo femminile dobbiamo essere chiari, nessun ubriaco deve mettersi alla guida e nessuno ubriaco o non ubriaco deve molestare né un uomo né una donna né un bambino, punto.
Per quanto riguarda le altre due tipologie di persone che criticano il nostro corteo bisogna essere altrettanto chiari, non sarà un corteo per esaltare l'abuso di alcool ma per la libertà di bere ciò che noi sappiamo bastare a noi stessi, ciò che noi sappiamo assaggiare con piacere, un corteo per la libertà di movimento, un corteo che rifiuta chi crede di sapere cosa è meglio per noi anzi un corteo che combatte chi vuole determinare le scelte delle persone.
Non è un caso che l'amministrazione e i fascistelli si incontrino sullo stesso terreno, entrambi lavorano per il controllo sociale per dirci ogni volta che noi non sappiamo stare bene tra di noi, ci vogliono far credere che senza le loro leggi noi ci sbraneremmo.
La realtà è ben diversa, sono anni che beviamo, che socializziamo in migliaia e i casi di rottura di balle di ubriachi in proporzione al nostro numero sono veramente pochi.
Chi contesta il nostro corteo dice, afferma, che sarà un corteo di ubriachi che esaltano l'ubriacatura, questa è coda di paglia perché le delibere non contestano questo ma il bere una birra per strada o addirittura chi gira sobrio con una birra chiusa.
Queste delibere non contestano l'ubriacatura ma la socialità legata al bere o addirittura chi, da solo, gira con una birra, da solo.
Specifico questo, per far capire bene che queste delibere sono il tentativo di entrare nel profondo delle nostre vite e metterci sotto ricatto.
NO al ricatto antiproibizionista.
NO alle delibere sull'abuso di alcool.
NO al fascismo strisciante.
Partecipate in massa al corteo del 7 aprile, impedite il coprifuoco a Modena ed all'oscurantismo perbenista di chi è alienato e vuole alienare anche noi.
Noi il 7 aprile ci saremo a comunicare gioia e socialità, a divertirci della povertà dei legislatori.

-25 mar 2010-

oggi pubblichiamo 3 interventi:
il primo ci è arrivato per mail e vi consigliamo pure di visitare il sito http://www.acracia.splinder.com/
`ANABASI'
OTTOBRE 1951.
DA QUALCHE PARTE DEI PIRENEI.
I sei uomini si muovevano a fatica, quasi fossero dei  giganteschi calabroni senza le ali, persi nella neve fresca  che arrivava loro fino quasi alla coscia ; ogni passo era una pena.
continua su Modena Libertaria On LIne

Il secondo intervento è la continuazione dell'indagine sulla
Sottomissione Volontaria.

Il terzo è di foto sulla repressione in Canada.
entra

- 22 mar2010 Joy-
La lotta con Joy contro Cie e deportazioni non deve fermarsi!
Quello di giovedì è stato un parziale successo: l'intreccio tra fattori di tipo giuridico e le mobilitazioni solidali hanno fatto sì che Joy, Hellen e Florence non venissero deportate.
Ma ciò non toglie che ieri 25 uomini e donne provenienti dalla Nigeria siano stati/e rimpatriati da Ponte Galeria con il charter organizzato da Frontex, mettendo gravemente in pericolo le loro vite e che quindi rimanga necessario fare di tutto per fermare le deportazioni.
D'altra parte ricordiamo che Joy è comunque stata riconosciuta dall'ambasciata nigeriana e questo significa, senza mezzi termini, che è un ostaggio dello Stato italiano e finché non sarà fuori dal Cie la sua vita rimane nelle mani dei suoi guardiani e del ministero dell'interno, che sicuramente tenteranno di tutto per deportarla e chiuderle la bocca una volta per tutte.
L'invito è dunque quello di moltiplicare in tutti i territori le iniziative che facciano conoscere la storia di Joy e che parlino della realtà dei Cie, delle violenze che vi avvengono e delle deportazioni.
Segnaliamo anche l'iniziativa che si terrà oggi a Firenze contro il progetto di costruzione di un nuovo lager per migranti in una delle poche regioni che ancora non ne avevano.
E intanto prosegue lo sciopero della fame nel lager di Corelli: * Reparto maschile: 12 persone sono in sciopero anche se ci sono evidenti segnali di debolezza fisica dopo 15 giorni di astinenza. Intanto due rumeni sono stati espulsi e si registrano sei nuovi arrivi..
Il reparto è ora al completo e i compagni confidano sulla freschezza dei nuovi arrivati per ravvivare la lotta * Reparto femminile*: Sappiamo per certo che, con i nuovi arrivi di ieri, da oggi sono diventate 10 le prigioniere in sciopero Inoltre è giunta notizia che due di loro (in sciopero della fame) sono state rilasciate negli ultimi 5 giorni (una era incinta, l'altra, a causa dello sciopero, è stata portata in infermeria e quindi liberata) * Reparto trans*: Anche tra le trans prosegue la protesta.
Undici di loro hanno rifiutato il cibo. Tra quelle che, costrette dalle cure ormonali o retro-virali, devono per forza nutrirsi, si segnalano diverse proteste con gli addetti della CRI per la scarsissima qualità del cibo somministrato.
Un caso fra i tanti che ci è stato raccontato è davvero emblematico: una di loro è nel CIE per aver denunciato agli sbirri il suo pappone; la risposta degli sbirri è stato un suo prelevamento immediato e altrettanto immediato trasferimento in Corelli. (Aggiornamento a cura del comitato antirazzista milanese)



-21 mar 2010 Atene-

Ieri un corteo ad Atene ha reso omaggio a Lambros Fountas.
entra (Notizie dal mondo 13)

-20 mar 2010 Roma-
Fascisti a Roma, gravissimi episodi di pestaggi, da "Giù le mani dai centri sociali".
Lunedì mattina, 15 Marzo, Blocco Studentesco e Casa Pound si sono presentati alla facoltà di giurisprudenza dell'università Tor Vergata con il pretesto di una iniziativa, " popoli identitari", autorizzata e finanziata dal rettorato accademico, per imporre la propria presenza all'interno dell'ateneo.
Il collettivo "lavori in corso" di cui fanno parte anche molti compagni anarchici, tra cui alcuni della Federazione, durante l'iniziativa, sono andati dal rettore per chiedere delucidazioni sull'autorizzazione concessa, sul finanziamento, e sul rapporto delle istituzioni con gruppi politici di ispirazione nazi-fascista.
Dopo aver avuto risposte vaghe e insoddisfacenti, hanno avuto il consenso in un volantinaggio all'interno dell'ateneo.
Nel mentre si distribuiva volantini, si sono presentati una sessantina di fascisti appartenenti a Casa Pound e all'estrema destra, che hanno prima strappato di mano i volantini, poi accerchiato una decina di compagn e e compagni e malmenato a calci e pugni.
Due ragazze sono svenute durante il pestaggio, riportando varie ferite, un compagno ha avuto un trauma celebrali, un altro ha il polso slogato, ma la peggio l'ha avuta un compagno della Federazione, che ha riportato una ferita allo zigomo, il naso rotto e quattro denti spezzati, e 30 giorni di prognosi.
Trasferiti di corsa all'ospedale, la polizia li ha raggiunti per identificarne alcuni. Alcuni fascisti si sono dopo presentati ad un altro ospedale, "non frequentato" dalla polizia, dove hanno inscenato qualche dolorino e con la scusa hanno denunciato i compagni come aggressori.
Inoltre, Sandra Silvestri, senatore accademico dell'Universitá Tor Vergata e tra i promotori del meeting, si è rivolta subito alle telecamere apprestandosi a capovolgere carnefici e vittime.
Quest'oggi, 16 Marzo, il collettivo "lavori in corso" ha indetto una conferenza stampa, nella quale sono stati raccontati i fatti di cronaca, elencando e denunciando il connubio tra polizia, neofascisti e istituzioni universitarie. Qualcuno, come una rappresentate del comitato "madri per roma città aperta" ha cercato di fare campagna elettorale per la Bonino.
Per fortuna altri interventi sono rimasti più sul tema.
Dopo la conferenza stampa si è ricordato che nel pomeriggio si riuniva il senato accademico, ed hanno invitato tutti ad organizzare un sit-in mentre alcuni rappresentati in assemblea avrebbero dovuto denunciare la cosa, e costringere il rettore ad assumersi le sue responsabilità oggettive.
Ma, a pochi minuti dall'appuntamento, circa 100 militanti neofascisti e skin-head, armati di bastoni, coltelli e accette, si sono presentati davanti al rettorato, massacrando i primi arrivati (sette compagni sono finiti all'ospedale, dove la polizia li ha identificati ed alcuni trascinati in questura) e facendo fuggire sia gli studenti che avrebbero dovuto partecipare al sit in sia i responsab ili che avrebbero dovuto denunciare l'aggressione del giorno prima all'assemblea del senato accademico.
Ovviamente, come il giorno precendente, si sono apprestati a fare le vittime, consegnado le loro accette alla polizia e dichiarando di averle sottratte agli aggressori di sinistra.
Versione che viene riportata sul comunicato scritto nell'immediato da Blocco studentesco, e riportato in molte testate giornalistiche. Nel frattempo il compagno della Federazione aggredito ieri, oggi è stato trasferito in un altro ospedale, per subire due interventi, uno al setto nalase, l'altro ai denti.

-20 mar 2010 Grecia-

Altre dalla grecia dopo l'assassinio di Lambros.
(da PeaceReporter)
Marios è un giovane 27enne arrestato con l'accusa di aver lanciato molotov contro la polizia.
Testimoni dicono che stava solo camminando.
E' il capro espiatorio della polizia?
Marios Z. ha 27 anni e da giovedì 11 marzo 2010 si trova rinchiuso in un carcere greco.
Marios è accusato di aver lanciato bombe molotov contro le forze di polizia della capitale Atene durante le manifestazioni di protesta contro la manovra economica voluta dall'amministrazione Papandreou. Marios, che non ha alcun precedente penale e non è "conosciuto" dalle forze di polizia nella vita quotidiana insegna nuoto ai bambini di età compresa fra i 2 e i cinque anni e si dichiara innocente.
Anzi, è innocente come dicono molti dei testimoni presenti durante i momenti concitati del fermo di Marios.
Il ragazzo, infatti, non si è reso protagonista di nessun reato, tanto meno del lancio di bombe incendiarie.
Lui alla manifestazione c'era. Gridava ad alta voce il suo dissenso, come si dovrebbe poter fare in una democrazia moderna.
Insieme alla sua fidanzata e a un amico stava seguendo il corteo da posizione defilata e comunque in modo assolutamente pacifico.
Marios è un ragazzo tranquillo. La sua personalità, il suo carattere, non gli consentono di andare mai sopra le righe. Marios è un ragazzo tranquillo. Insieme a lui quel giorno sono stati fermati dalla polizia altre dodici persone. Oggi, purtroppo, solo lui resta nelle patrie galere con accuse infamanti che rigetta totalmente. Ma ha paura Marios.
Ha paura di essere condannato da uomo innocente. Ha paura che la mano pesante della legge cerchi un capro espiatorio. Ha paura che le testimonianze degli agenti di polizia, che lui ovviamente ritiene false, lo possano far condannare.
Dalla sua parte alcune fotogrammi (nella foto) che lo ritraggono a volto scoperto, e non coperto come sostiene la polizia. Nel suo zaino non ci sono oggetti atti a offendere. Non ci sono sassi e nemmeno una minima traccia di bombe incendiarie. Nello zainetto che indossa ci sono solo indumenti da lavoro: un costume da bagno, accappatoio e shampoo.
Lui lavora, come detto, in una piscina. Una fonte di PeaceReporter presente alla manifestazione a pochi metri dall'accaduto racconta i fatti delle ultime ore. "Oggi il giudice per le indagini preliminari e l'avvocato difensore di Marios si incontreranno per vedere come procedere in questa situazione.
L'incontro non vedrà la presenza di testimoni che a quanto sembra saranno chiamati in un secondo momento. Marios per ora si trova in una cella del carcere di Korydassos, nei pressi di Atene.
Sappiamo che la sorella ha potuto fargli visita e ha descritto Marios abbastanza tranquillo e di buon umore. Buono è anche il suo stato di salute.
L'avvocato punta ovviamente alla scarcerazione immediata per poi attendere il processo da fuori. Di sicuro in ogni caso il processo si svolgerà. Il rischio più grande adesso è quello che Marios rischi di restare in carcere da innocente in attesa di giudizio.
La notizia del suo fermo è davvero clamorosa perchè come dicevo non ci sono prove che lo inchiodano. Le emittenti televisive nazionali, alcuni programmi satirici e molte trasmissioni radio stanno dando molto risalto alla vicenda che è chiara per tutti tranne per la polizia e per il governo" racconta P.L. al telefono con PeaceReporter. "La situazione dei fermi è stata grottesca in ogni sua parte. Il primo fermato era un ragazzini di 17 anni che poco dopo è stato rilasciato.
Altri cinque manifestanti sono stati liberati nella giornata di venerdì. Cinque, poi, sono stati interrogati dal giudice e poi rilasciati. Solo per Marios è stato convalidato il fermo di polizia.
Ora siamo in attesa che i giudici si riuniscano e decidano ciò che si deve fare. Potranno rilasciarlo in attesa di giudizio oppure farlo restare in carcere e poi processarlo.
In ogni caso c'è stata anche una grande mobilitazione in suo sostegno. I genitori dei bambini della scuola di nuoto dove insegna, per esempio, hanno firmato una petizione per la sua liberazione.
Tutti stanno chiedendo ai rappresentanti dell'esecutivo di liberare Marios".

-19 mar 2010 Libera-
Giovedì 11 marzo ad Atene è stato ucciso dalla polizia l'anarchico Lambros Fountas.
<
continua in Notizie dal Mondo 12

-18 mar 2010 Joy-

Presidi in corso a Roma e Torino contro le deportazioni
A Roma le compagne sono sotto l'ambasciata nigeriana. A Torino compagni/e sono sotto la sede della Croce Rossa.
Ricordiamo che Massimo Chiodini, responsabile della Croce Rossa nel lager di Corelli, ha testimoniato contro Joy ed Hellen e a favore di Addesso.
Qualche ora fa nel Cie di Ponte Galeria hanno cominicato a portare via donne e uomini per deportarle/i con un volo Frontex in Nigeria, ma ci risulta che Joy, Hellen e Florence siano ancora nelle loro celle.
Tutti gli aggiornamenti su radio onda rossa e radio black out FERMIAMO TUTTE LE DEPORTAZIONI! noinonsiamocomplici.noblogs.org

-17 mar 2010 Joy-
da: noinonsiamocomplici.noblogs.org
Vogliono espellere Joy entro un paio di giorni!
Ieri Joy è stata trasferita dal Cie di Modena a quello di Ponte Galeria.
Sappiamo bene cosa significa questo: che entro un paio di giorni la vogliono espellere.
Pare che proprio ieri a Ponte Galeria sia entrato qualcuno dell'ambasciata nigeriana per fare i riconoscimenti di una decina di nigeriane - tra cui anche Hellen, testimone del tentato stupro - azione che prelude sempre all'espulsione a brevissimo termine.
Dunque le voci che giravano riguardo alle pressioni della questura di Milano perché Joy venisse espulsa - nonostante avesse intrapreso un percorso per ottenere l'articolo 18 come vittima di tratta - sono confermate.
Non è bastato alla questura di Milano 'far sparire', nella notte fra l'11 e il 12 febbraio, le cinque ragazze dalle carceri in cui erano rinchiuse per riportarle nei Cie.
Pur di proteggere Vittorio Addesso, i suoi colleghi sono disposti ad agire nelle maniere più vili.
La storia di Joy ci dimostra come gli apparati repressivi e di controllo dello Stato esigano soprattutto che i ricatti sessuali che ogni donna e trans subisce dentro i Cie rimangano taciuti.
La forza che hanno dimostrato Hellen e Joy fa paura, perché è la forza che smaschera la verità di quello che accade dentro le mura di quei lager per migranti.
Gli aguzzini che li controllano stanno facendo di tutto per impedire che questo precedente apra un varco o una breccia in quelle mura.
E che nessuno/a ci venga più a dire che in Italia ci sono leggi contro la violenza sessuale e lo stalking e che è necessario denunciare. Chiunque, da oggi in poi, ancora lo pensa si ricordi bene questo: le forze dell'ordine hanno licenza di stuprare anche grazie alle coperture di cui godono e di un apparato istituzionale connivente.
Ci troverete dappertutto, più che mai inferocite e schifate dalla vostra miseria e dalla vostra viltà!
NESSUNA PACE PER CHI STUPRA E MOLESTA LE DONNE, TANTO PIU' SE LO FA FORTE DELLA DIVISA CHE INDOSSA E DELLE CONNIVENZE DI CUI GODE!!!

-16 mar 2010 Colby-
Se le elezioni cambiassero qualcosa sarebbero abolite.
Nel breve articolo che ho pubblicato sabato ho scritto che il vero qualunquismo è quello di andare a votare, cioè perdere 4 o 5 minuti del proprio tempo, eleggere il nuovo padrone e tornare per 5 anni a subire le sue decisioni.
Qualunquisti siamo sempre stati definiti noi che ci asteniamo e che proponiamo la lotta sociale e non elettorale.
I contrari alla mia tesi possono obiettare a mio avviso in due modi: il primo che guardando alla Francia "hai visto? Non ha votato il 53,6% ma il resto del 46,4 invece si e chi è stato eletto anche se da una maggioranza governerà lo stesso. Secondo che ci sono formazioni nuove e movimenti sociali giovani e partecipati che sperano di portare un modo di fare politica nuovo condiviso dai cittadini.
Alla prima obiezione ho sempre risposto che è vero che chi governa se ne frega di quanti non lo hanno votato ma almeno io non l'ho legittimato a governarmi e lui non sapendo questa enorme massa di non votanti (come in Francia) cosa pensa e cosa fa deve temerne la reazione se sforna leggi che la gente non condivide.
Al secondo punto dico che ho rispetto dell'energia e delle convinzioni che tanti "in mancanza di alternative" in buona fede investono ma gli dico anche che già in passato ci sono state liste uguali e che è tutto trito e ritrito, lentamente si affosseranno e come diceva Rino Gaetano: "partono tutti incendiari e fieri ma quando arrivano sono tutti pompieri".
Quello che è da cambiare non è chi è seduto sulle poltrone ma l'intero meccanismo della rappresentanza e della delega. In definitiva o riusciamo a cambiare il meccanismo decisionale e ad aprirlo alla partecipazione reale della gente o rimarremo sempre schiavi di Lobby, Massonerie, Corporativismi, Multinazionali e Banche.
Se la stragrande maggioranza dei cittadini della Val di Susa non vuole la TAV quella è la famosa volontà popolare e i politici lobbisti troveranno sempre un motivo sovrastrutturale per non rispettarla.
Chi vota, elegge chi comanderà anche te, digli di smettere, costruiamo dal basso relazioni sociali ed economiche che rispettino le persone e l'ambiente.

-13 mar 2010 Colby-
La Bretella Modena Sassuolo si farà, questo è il brutto regalo che si trova oggi sui giornali locali, il modello di sviluppo è rimasto quello che devasta l'ambiente, le popolazioni locali non hanno un susssulto d'indignazione ma si preparano alla scelta più qualunquista che è quella di andare a Votare.

-12 mar 2010 Chiapas-
Da soli o sole? Mai!
Dal sud del Messico giungono notizie allarmanti:
l'attacco alle comunita' zapatiste prosegue incessante e su tutti i livelli;
da parte dei media che spacciano la notizia di un'eventuale resa delle Giunte di Buon Governo zapatiste;
da parte del governo statale e federale, moltiplicando i progetti assistenzialisti tesi a rompere il tessuto sociale comunitario ed a barattare per qualche briciola la dignita';
da parte dei corpi repressivi, legali o meno, con l'incremento e l'osteggiamento quotidiano di militari e paramilitari mandati a sgomberare le terre recuperate dalle lotte contadine;
dalle multinazionali, con i numerosi progetti (che definiscono) ecoturistici in costruzione, che privatizzano la natura e promuovono opere devastatrici come l'autostrada San Cristobal-Palenque.

Riceviamo con dolore e rabbia le denunce di Bolon Ajaw (in resistenza contro l'invasione e la speculazione turistica di Aguas Azul), di Laguna San Pedro (distrutta con uno sgombero nella Riserva Naturale di Montes Azules), di Santo Domingo (minacciata da un imminente sgombero da parte dei paramilitari dell'OPDDIC) ed anche di Mitziton (comunita' aderente all'Altra Campagna promossa dall'EZLN, attaccata costantemente dai paramilitari dell'Esercito di Dio).
Le comunita' indigene organizzate del Messico e, piu' specificamente le
comunita' dell'EZLN, sono sempre state, in questi lunghi anni di resistenza, oggetto della repressione della guerra a bassa intensita'.
Noi sentiamo su di noi ogni colpo inferto ai compagni ed alle compagne zapatiste e facciamo nostra la loro tenace resitenza, perche' l'autonomia che si sta costruendo nelle valli e nei boschi del Chiapas e' parte del nostro sogno: una societa' autorganizzata, dal basso, il piu' possibile orizzontale, giusta, dettata dai tempi ciclici della natura e non da quelli perversi del denaro.
Questo mondo per cui lottiamo, gia' si sta costruendo, nelle comunita' zapatiste e in mille altri spazi e territori autonomi sparsi per il pianeta.
Per questo, oltre ogni frontiera e differenza imposta, ci aggiungiamo al coro di migliaia di altr* compagn* che oggi in tutto il mondo stanno gridando:
GLI ZAPATISTI E LE ZAPATISTE NON SONO SOLI!

-11 mar 2010 Colby-
Sono passati 33 anni ma il ricordo è ancora nitido.
Un compagno è stato ucciso, Francesco Lo Russo, i Carabinieri, c'entra anche Comunione e Liberazione
Ma che è successo?
La leziomi sembra chiara, ne hanno ucciso uno ed erano pronti ad ucciderne quanti ne servivano, quel movimento andava fermato. Cossiga, PCI, qualsiasi alleato andava bene ma il movimento andava fermato Ciao Francesco.

-9 mar 2010 M. L.-


-8 mar 2010 giovanni-
Non una festa ma un pensiero a tante donne che ancora oggi vengono mutilate nell'intimità, violentate ed uccise dall'uomo-padrone di turno, vendute ed umiliate dalla società dell'apparire, a cui si continua a negare la libera scelta della sessualità e procreazione.
Dedicato a tutte le MADDALENE che dai lati della vita incrociano il nostro sguardo.

-7 mar 2010 Libera-







Oggi a Modena in piazza dell Torre (dietro la Ghilrlandina) si è tenuto il presidio, organizzato dai compagni e dalle compagne di Libera e del Collettivo degli Agitati insieme alle compagne di "Noi non siamo complici", contro i CIE.
La manifestazione è stata partecipata da una trentina di attivisti e ha richiamato l'attenzione dei numerosi passanti impegnati nella consueta vasca del sabato in via Emilia sulle condizioni di vita dei migranti e delle migranti che sono incarcerati nei cie dallo stato italiano e sulle lotte portate avanti dai reclusi in prima persona.
Lotte che possono portare ad una forte repressione da parte del potere come nel caso di Joy ed Hellen, le due ragazze nigeriane rinchiuse nel cie di via Corelli di Milano e che si sono ribellate ai tentativi di violenza sessuale perpetuati da Vittorio Adesso, dirigente della polizia meneghina.
Per avere osato alzare la testa e ribellarsi sono state prima tenute per mesi in carcere e poi di nuovo rinchiuse in cie di diverse parti di italia (da Milano a Bari, passando per Modena).
Attualmente altri migranti rinchiusi nei cie sono in sciopero della fame per protestare contro l'abominio del pacchetto sicurezza che prevede una detenzione fino a sei mesi.
E per protestare contro la repressione che si è abbattuta su chi, come i sei compagni torinesi arrestati, è attivo nelle lotte antirazziste.

-4 mar 2010 M.L.-
Oggi 3 nuovi articoli su
Modena Libertaria On Line.
entra


-4 mar 2010 NdM-
E' stata aggiunta la diciasettesima pagina di Notizie dal Mondo con decine di foto, notizie e foto da:
Inghilterra, Messico, Grecia, Cile, USA, Indonesia e Giappone
entra

-3 mar 2010 Colby-
Da una parte sola.
Sono sempre stato un partigiano e dalla parte antifascista.
Sono dalla parte degli anarchici, degli arditi, dei ribelli che negli anni '20 si scontrarono da subito coi fascisti.
Sono dalla parte di chi ha la consapevolezza che se i fascisti trovano casa sono "cazzi" per tutti.
Come Libera l'abbiamo scritto e ribadito, chi ha legittimato l'arrivo di casapound è responsabile di tutto quello che succederà.
Barcaiolo, Pighi e l'albergatore dell'Astor hanno una responsabilità gravissima, oggi rincarata da gioventù democratica che ribadisce la puttanata degli opposti estremismi.
Malatesta diceva che di fronte ai nostri sfruttatori siamo sempre in legittima difesa e aggiungo io che contro il ritorno dei fascismi abbiamo il diritto dell'Autodifesa Preventiva.
I fascisti tolgono la libertà agli altri, noi non vogliamo toglierla a nessuno ma neanche farcela togliere.

-3 mar 2010 Libera-


-2 mar 2010 Libera-

Anche per questa tornata elettorale (come sempre) Libera e Gli Agitati si asterranno.
Abbiamo preparato una pagina con nostri manifesti e altri trovati in rete, per questo ringraziamo Stefano Raspa.
clicca sulla foto


-1 mar 2010 Libera-
foto di Libera, per alcuni giorni non commentabile.