28/3/09 Squat
28 Marzo 1998 Edo Baleno Massari.
Il 28 Marzo 1998, nel carcere delle Vallette,
veniva trovato morto impiccato
l'anarchico Edoardo "Baleno" Massari.
Gli anarchici non dimenticano.
27/3/09
Colby
Sitta si deve dimettere.
Il PD come sempre sposta l'asse sul concetto che bisogna fare quadrato per battere le destre.
Il problema vero è demolire i cementificatori, di destra, di sinistra o di centro, e Sitta è l'uomo da togliere di mezzo per il bene della collettività.
Vi ricordate tempo fa quando Libera chiese le dimissioni di Sitta?
Tutti i partiti, ma non le associazioni, fecero quadrato attorno a Sitta.
Lui giocò sporco dicendo il falso quando sbraitò di un funerale fatto a lui (era fatto alla frazione di Marzaglia) ma tutti accorsero in suo aiuto, verdi, rifondazione, destra, sinistra, modena a colori, ovviamente coi vari e significanti distinguo.
Un giornale titolò "Questa volta Libera è da sola".
Titolo che implicitamente diceva che le altre volte Libera sola non era ma che dava la dimensione che quando il partito padrone chiamava i cespugli e i presunti contrari accorrevano in aiuto.
Noi per primi stavamo sperimentando l'arroganza, la falsità, i conflitti di interesse
e la non partecipazione che Sitta portava con sè.
Adesso sarebbe importante che i partiti che si volessero alleare col PD ponessero la questione della cacciata di Sitta come vincolo per continuare la trattativa.
Non importa se Sitta si dichiari di sinistra o sia in una formazione di sinistra, la devastazione del territorio è devastazione del territorio e basta.
Abbiamo sempre riconosciuto ai verdi di modena una coerenza esemplare sulla lotta contro l'autodromo , le voci di possibili accordi con i manganellatori sono perciò ancor più preoccupanti.
Sono i giochi della politica, lo sappiamo, e sono i giochi che a noi fanno schifo e sia chiaro nessuno deve rispondere a noi di nulla.
Noi non votiamo e quindi preferiamo costruire lotte dal basso senza inciuci o ricatti.
Personalmente mi infastidisce che i Padroni del pd riescano a raccattare alla loro politica vergognosamente autoritaria parti della società, chi si allea con loro e questo eugenia rossi lo sta intelligentemente ribadendo o si piega o si piega.
Che senso ha quindi fare una lotta, bella, determinata, eticamente coerente e portare questa lotta nella saccoccia del nemico?
Sitta è un autoritario ma non solo, era presidente di Democenter, che ha progettato l'autodromo, e contemporaneamente l'Assessore che stava dando la licenza per la sua costruzione, impone i suoi progetti prima in divisione acqui, poi in giunta, poi in consiglio e di fatto alla città.
Con cortei di 3.000 persone non si è mai posto il problema che ci fosse una opposizione in città al suo progetto. Sitta e ovviamente non solo lui, ma a lui piace mostrare la faccia, è portatore chiaro di una logica di sviluppo che sviluppo non lo è più, legittimarlo o affidarsi a lui è sbagliato.
Sitta deve dimettersi.
25/3/09 Squat
Torino 25 Marzo 2009
?
alle 6 del mattino è iniziato lo sgombero del Velena squat?
Oggi 25 Marzo 2009, alle 6 del mattino è iniziato lo sgombero del Velena squat, in c.so Chieri 19 a Torino.
Gli occupanti si sono arroccati sul tetto e sono scesi solo dopo alcune ore. 8 denunce per danneggiamento e occupazione, volantini e attrezzi da lavoro sequestrati.
Un nuovo attacco armato dello stato contro la pratica dell'autogestione e dell'azione diretta di iappropriazione del patrimonio comune sequestrato e abbandonato dall'autorità locale, in nome della speculazione (l'edificio è stato messo all'asta - invenduto - dal comune).
Questo avviene mentre il prefetto Padoin dichiara "inutili gli sgomberi se non c'è un piano. Bisogna sapere come usare le case occupate". Ma il piano è chiaro: repressione di ogni percorso diverso da quello imposto.
La sinistra istituzionale suggerisce i centri sociali buoni da salvare (comunisti) e quelli cattivi da sgomberare: gli squat degli anarchici. Il podestà Chiamparino sottoscrive subito lo sgombero. Il tardo-fascista Ghiglia come un disco incantato, ripete sempre lo stesso motivetto "sgomberiamo tutto e tutti".
Morale. Scontri fra immigrati e polizia: sgomberiamo uno squat. Il Cambio si riempie di merda: sgomberiamo uno squat.
Si rivelano così quali sono le esperienze ed i valori che il potere vuole distruggere.
Per loro ed il loro apparato mediatico, qualunque pretesto è buono.
Come annunciato, porteremo in centro le nostre iniziative.
Giovedì 26 Marzo 2009
Ore 20:30
Cena Bellavita del Barocchio squat, spostata in Torino, p.zza Carlo Alberto "nè carne nè pesce".
porta da bere, da friggere e grigliare carne pesce e verdura.
Solidarietà agli sgomberati del Velena.
Fenix x TorinoSquatters
23/3/09 Comunicato Congiunto Coordinamento Ambiente Modena
Modena 2009: una provincia da salvare.
MODENA 2009: UNA PROVINCIA DA SALVARE !
AMBIENTE MINACCIATO - SALUTE A RISCHIO
Comunicato congiunto
Il Coordinamento dei Comitati ed Associazioni ambientali della provincia di Modena, al termine di due giornate di convegno:
DENUNCIA
il grave stato di degrado ambientale del territorio modenese causato da scelte politiche sbagliate. Il raddoppio dell´inceneritore, il progetto di stoccaggio gas di Rivara, l´ampliamento delle aree di cava, il tracciato della Cispadana, l´autodromo di Marzaglia sono solo i più recenti esempi di una amministrazione che, sedicente attenta alle conquiste scientifiche e sociali, alla valorizzazione del territorio e delle tipicità, alla tutela dell´ambiente e della salute dei cittadini, in poco più di un decennio ha retrocesso Modena a far parte, a pieno titolo, della "retroguardia" italiana.
La qualità dell´aria è tra le peggiori dell'alta Italia (oltre 110 sforamenti ogni anno dei limiti di legge per le PM 10, il 3 marzo abbiamo già superato il limite previsto per il 2009), falde acquifere e sottosuolo irreversibilmente intaccati, fiumi cementificati, dissesto idrogeologico, scarichi industriali fuori controllo, asfalto che "mangia" il suolo verde deturpando un paesaggio già compromesso.
Aria, acqua, suolo, biodiversità sono beni essenziali alla vita e, come tali, vanno protetti e difesi da ogni forma d´inquinamento. I medici, invitando alla cautela, avvertono che le patologie respiratorie sono in aumento soprattutto per le fasce più deboli: bambini ed anziani.
Ogni anno nella nostra provincia si registrano più di 4.500 nuovi casi di cancro, con un'incidenza da primato mondiale (dati 2006).
Quanto pesano le nocività ambientali sulla nostra salute? Chi risponde di queste scelte sbagliate?
CHIEDE
Quale idea di futuro sostiene le scelte degli amministratori?
Quale domani stiamo costruendo per i nostri figli?
Quale eredità ambientale intendiamo lasciare alle future generazioni?
Lo sviluppo sostenibile, tanto sbandierato, nel Modenese somiglia sempre più ad una maschera dietro la quale si nascondono politiche ambientali dissennate.
Lo sfruttamento delle risorse naturali, che sono patrimonio comune, è solo un affare lucroso di pochi a danno dei molti. La politica abdica al proprio ruolo e, gli amministratori pubblici, anziché porre al centro delle esigenze collettive uno sviluppo armonioso e una qualità della vita ottimale, con scelte invasive e senza ritorno fa il gioco di gruppi privati di interesse.
Stiamo entrando in una fase economica dura e difficile per tutto il mondo; una fase che si aggiunge ai grossi cambiamenti ambientali e climatici in corso da molti decenni nella distrazione generale e colpevole dei politici. Negli USA (veri responsabili della recessione mondiale), il presidente Obama rompe con il passato e promuove una serie di provvedimenti che ridisegnano il rapporto tra uomo e ambiente.
A Modena, le amministrazioni "di sinistra" perseverano lungo la china del peggioramento della condizione umana dei cittadini. Facendo un bilancio del convegno ci viene spontaneo intitolarlo: Ambiente degradato - salute peggiorata.
PROPONIAMO
ai cittadini, alle associazioni, al mondo della scienza, ai politici, ai sindacati alle forze produttive e sane della società, di aprire un confronto pubblico sul governo del territorio. Contestiamo chi vede con fastidio e interpreta i nostri sforzi come indebite ingerenze, fondate sul "no a priori". Crediamo di averlo dimostrato anche con questo convegno, argomentando in modo preciso le nostre critiche e proponendo soluzioni a nostro parere migliori per rispettare l´ambiente e tutelare la salute. Quello che ci interessa è essere protagonisti di scelte condivise.
Pensiamo che assumere delle responsabilità, partecipare e non subire scelte sbagliate sia un valore. Intendiamo farlo assieme, sostenendo le forze politiche che condividono le nostre preoccupazioni. L´ambiente è un bene comune! La nostra salute non è in vendita!
Comitato Modena salute e ambiente - Comitato Ambiente è salute di Nonantola
- Comitato Baggiovara - Comitato No Cave di Piumazzo - Coordinamento Beni comuni e partecipazione di Carpi - Comitato Tutela del Territorio di Savignano
- Comitato Intercomunale Ambiente e Salute della Bassa Modenese - Ass. Amici di Beppe Grillo - Legambiente Modena - Italia Nostra - WWF Modena
- Comitato Ambiente e Salute di Rivara - Comitato Tutela e salute di Massa Finalese.
22/3/09 Colby
Luanda, il Papa ai giovani: "Non abbiate paura"
Due morti e otto feriti nella calca allo stadio.
"Forse era stanco e troppo lontano davvero lo nominai invano".
17/3/09 Indy
La cooperazione doveva cambiare il mondo, non devastarlo.

La CMC, cooperativa socia di Legacoop che ha vinto, assieme alla CCC, l'appalto per costruire la base di guerra Dal Molin, è stata condannata per disastro ambientale, lo scorso 3 marzo 2009. Essa ha partecipato ai cantieri per la TAV Bologna-Firenze, ed è ora stata condannata.
" Aver drenato e disperso dall'inizio dei lavori la somma complessiva di non meno di 44.933 milioni di metri cubi di acqua nel territorio della Comunità Montana del Mugello": questo uno dei primi capi di imputazione a carico dei costruttori della linea TAV. Ma c'è di peggio.
Dopo la scomparsa di decine di pozzi e sorgenti, e la morte fisica e biologica di preziosi torrenti appenninici, in alcune aree si ipotizza che si stiano intaccando riserve profonde, acque "di lunga circolazione".
L´inchiesta sui danni causati dai cantieri Tav era divisa in due filoni principali: quello della contaminazione dei terreni e delle acque per effetto dello smaltimento delle terre e dei fanghi delle lavorazioni in galleria, e quello del drammatico prosciugamento delle sorgenti e dei fiumi del Mugello, una delle regioni più ricche di acqua d´Italia.
Secondo le accuse, a causa dei lavori in galleria e della intercettazione «selvaggia» delle acque di falda, si sono seccati 57 km di fiumi, la portata di altri 24 km di corsi d´acqua si è drasticamente ridotta, sono state prosciugate 37 sorgenti e 5 acquedotti.
Un disastro ambientale per il quale la procura contestava il danneggiamento aggravato, un reato volontario. Il giudice ha ritenuto invece che questi gravissimi danni siano stati causati da negligenza o imperizia, cioè siano colposi, e il codice penale non prevede il reato di danneggiamento colposo.
Da questa accusa, perciò, tutti gli imputati sono stati assolti.
Tuttavia le famiglie e le aziende danneggiate potranno chiedere i danni in sede civile.
I danni complessivi al territorio del Mugello sono stati valutati in almeno 741 milioni di euro. Dopo il giudice penale, si appresta a muoversi anche la procura della Corte dei Conti, che potrebbe chiedere i danni anche a chi, negli enti pubblici, avrebbe dovuto vigilare e non lo ha fatto a sufficienza.
Questo poco dopo l'inizio dei lavori al Dal Molin da parte dei tecnici della CMC e di operai della ditta vicentina Carta-Isnardo, sopra una falda acquifera tra le più grandi in Europa ed in mancanza della Valutazione di impatto ambientale, richiesta dal sindaco e dai comitati di cittadini, oltre che necessaria secondo lo stesso Ministero dell'Ambiente, che lo dichiarò nella risposta scritta ad un'interrogazione pubblicata il 26 febbraio 2007.
Evidentemente questa "cooperativa" ha ben poco rispetto per l'ambiente e per la dignità del lavoro umano, valori che formalmente si ritrovano nello statuto di Legacoop.
Pretendiamo che i lavori si fermino, in attesa della VIA, e che la CMC venga espulsa dalla Lega delle Cooperative, per non aver rispettato i valori della cooperazione.
Essa è ormai definibile una Cooperativa di guerra, avendo lavorato alla base Usa di Sigonella, a quella di Aviano, a Camp Derby; a Vicenza lavora anche al villaggio americano.
E' anche la cooperativa "delle grandi opere": Tav, basi Usa, Ponte sullo stretto di Messina: di amicizie deve averne molte, quello che le manca è l'interesse per le conseguenze delle sue costruzioni e l'attenzione per l'ambiente. Questo mentre gli stessi USA si avvicinano agli intenti del protocollo di Kyoto.
La sua politica è dunque inattuale, oltre che lontana dall'interesse per il benessere dei cittadini e del territorio.
I cittadini di Vicenza contrari alla base Usa si rifiutano di svendere il territorio e l'acqua della loro città a chi ha già provocato disastri ambientali come quello del Mugello.
16/3/09 Giorgio Antonucci
Sono un medico, non un informatore della polizia.
e aveva un solco lungo il viso come una spece di sorriso.....
Almeno si è levato il velo di ipocrisia. "Centri di identificazione ed espulsione" è un nome
appropriato, meglio di "Centro di permanenza temporanea", più onesto.
In questi centri,
infatti, le persone che arrivano in Italia fuggendo da situazioni difficili vengono solamente
identificate ed espulse, trattate come nei campi di concentramento, meglio essere chiari da
subito. Meglio evitare stupide ipocrisie, trattasi, infatti, di istituzione totalitarie.
Luoghi che
conosco bene, in cui le persone sono rinchiuse e private dei loro diritti, senza che abbiano
commesso un reato. Come i manicomi.
A meno che davvero non si voglia considerare reato l´essere fuggiti dalla propria patria.
Persone che, invece di essere accolte, vengono private dei loro diritti e si ritrovano
sottoposte a una violenza giuridica e fisica. Rinchiuse senza diritto di difesa.
Ma questo, evidentemente, non era considerato sufficiente, ora si chiede anche ai medici di
denunciare il paziente entrato in Italia illegalmente.
Qualcuno, evidentemente, si è dimenticato del fatto che, in quanto medico, io ho il dovere di
curare e non di denunciare.
Anche nel caso stessi assistendo un serial killer. La cura,
ovviamente, va prestata indipendentemente dal curriculum della persona.
Il pescatore della canzone di De Andrè che trovate a cappello del pezzo, non fa la spia, non
è al servizio del potere costituito.
Anzi porge pane e vino.
Ed il medico, anche se non libertario come De Andrè o i suoi personaggi, deve curare i
pazienti, non interrogarli.
Non solo, ci si rende conto degli effetti nefasti di questa legge? Gli immigrati "illegali"
dovranno quindi tenersi le malattie o farsi curare di nascosto? Ci rendiamo realmente conto
delle conseguenze di questa possibilità?
Evidentemente abbiamo dimenticato le radici della nostra civiltà. Nell´Odissea si mostra
come allo straniero, anche quando arrivava sporco e malridotto, venisse offerto un bagno e
da mangiare e solo dopo si chiedeva chi era.
Ora, siamo lontani anni luce da tutto questo.
E, così, è inconcepibile che si possa chiedere ad un medico di fare il delatore e denunciare
un proprio paziente. Un paziente che, ricordo, non ha fatto del male a nessuno, che è solo
fuggito da casa propria, cercando una nuova opportunità per costruirsi il futuro. Intanto, si
rendono spie o delatori i semplici cittadini.
Come in tutti gli stati totalitari. Io sono un
medico, non un informatore della polizia.
Inoltre, sempre più spesso si collegano i diritti degli immigrati al lavoro, come se, senza
lavoro, si fosse privati di ogni diritto. Come se gli esseri umani non avessero diritti in
quanto tali.
A questo punto diventa ipocrita portare gli studenti a visitare Auschwitz, li si
porti, invece, a vedere i centri di Lampedusa. Credo sia più istruttivo.
Perché le persone
private dei più elementari diritti non le si trovano solo sui libri di storia, ma anche in varie
parti del nostro paese.
Tutto questo avviene su uno sfondo sempre più nero. In cui è sempre più evidente un
sentimento razzista che si esprime attraverso il disprezzo verso gli altri, un atteggiamento
che serve a sentirsi superiori. Negli anni gli obiettivi sono cambiati, dagli ebrei si è passati
ad altri, ma non cambia la sostanza e, soprattutto, si rischiano anche le stesse conseguenze.
Giorgio Antonucci
13 FEBBRAIO 09
11/3/09 Monica
Ma quali eletti!
Questi sono i rappresentanti del "popolo". Eletti dal "popolo".
Che,
anche se non tutti li vota direttamente, è comunque d'accordo con il
sistema "democratico" che il paese si è dato. Ma.
Il "popolo" non è
soltanto una massa informe di diseredati che non ha in nulla mezzi e
strumenti per pensare, capire e opporsi. Il "popolo", almeno in Italia,
è formato da una maggioranza che in parte celebra la "furbizia" è in
parte applaude al legalismo che sconfina spesso nol giustizialismo.
Verso alcuni, s'intende.
Nella fattispecie verso quelli (pochi, sia per
appartenenza che in quanto reale minoranza) che sicuramente non agiranno
ritorsioni (infatti non è da "furbi" inimicarsi il potere).
E questo
"popolo" non appartiene tutto ai ceti medi, o medio -alti; anzi, è
spesso il "popolo" degli operai, di quelli che hanno tirato su due soldi
lavorando una vita, della gente comune, insomma.
Della gente che spende
congrua parte del proprio stipendio al supermercato il sabato pomeriggio
inseguendo miti consumistici ma consolatori; della gente che segue le
demenzialità televisive pensando che raccontino verità;
della gente che
non vuole pensare, criticare, domandare, che preferisce delegare e
quindi vota, e si consola pensando che fuori dall'Italia molto spesso si
sta comunque peggio.
E vota questi qui. E li legittima. Quindi li merita.
clicca per vedere l'articolo di repubblica di riferimento
11/3/09 Colby
Un saluto a Francesco Lorusso.
Dopo 32 anni il suo assassino con la K è ancora vivo, purtroppo.
10/3/09 Grecia
Un parco al posto della piazza.
Le compagne, i compagni e la gente del quartiere exarchia hanno deciso di fare un parco dove è stato ucciso
Alexis Grigoropoulos, e così senza autorizzazioni hanno preso le picozze e ......
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9/03/09 Squat
Saronno: TeLOS
rioccupa
.
Oggi, domenica 8 marzo a Saronno, dopo due mesi dallo sgombero dello spazio di via Concordia, rinasce il TeLOS con una nuova occupazione..


SPAZIO ABBANDONATO
SPAZIO OCCUPATO!
L'8 marzo rinasce il TeLOS in un altro stabile abbandonato saronnese, in linea di continuità con la vecchia occupazione di via Concordia, e quella ancora precedente di via Galli;
nonostante questi spazi siano stati sgomberati dalla nostra presenza (per essere entrambi ancora lasciati all'abbandono?), le forze di polizia e i politicanti saronnesi non possono di certo riuscire a disfarsi della nostra voglia di libertà, di autogestione, della necessità di liberarci da tutto ciò che a Saronno e nell'intera società ci opprime fino a farci mancare il respiro.
La necessità di vivere quotidianamente situazioni positive e autentiche, senza paura di ipocrisie, senza timore di dover sottostare a qualcuno, approfondendo la conoscenza con noi stessi e con gli altri è per noi di vitale importanza.
Il valore di uno spazio occupato e autogestito sta proprio nel ridare la possibilità alle nostre individualità di crescere e autodeterminarsi senza più limiti, seguendo ognuno le proprie naturali inclinazioni, lontani dagli sguardi indesiderati e dal controllo asfissiante di autorità e benpensanti.
Uno stabile abbandonato, come tanti ce ne sono, rifiuto di un sistema economico e culturale che valorizza più la proprietà rispetto alle persone, più il profitto che la vita, più la crescita economica che la felicità, è il posto giusto dal quale ripartire per riprenderci finalmente le nostre vite.
Creare momenti di socialità costruttiva tra di noi per aprirsi al territorio e alle persone, è un passaggio fondamentale per la riappropriazione degli spazi e dei tempi della vita, in un'ottica di liberazione individuale e collettiva.
Ciò che ci muove è come sempre il rifiuto dell'esistente, di questa realtà così snaturata che ci ha resi automi in un mondo per sole macchine, strumenti silenziosi e sottomessi dal Capitale, sudditi schizofrenici ed alienati dello Stato, amico dei banchieri e schiavo dell'economia.
Abbiamo voglia di metterci in gioco, sperimentando sulla nostra pelle cosa vuol dire realmente essere vivi, vogliamo provare emozioni vere, creando qualcosa di diverso, probabilmente fastidioso per qualcuno, ma che sicuramente renderà piena la nostra esistenza, finalmente degna di essere vissuta.
A Saronno sembra che a breve sarà inaugurato un "centro per i giovani", presunta risposta alla mancanza di spazi di aggregazione giovanile.
E' chiaro che noi rifiutiamo fermamente questo contentino che, servito dall'alto dalla misericordia dei politicanti di turno, ha come unico scopo quello di incanalare le pulsioni libertarie di noi ragazzi, per trasformarle in comportamenti accettabili ed accettati, controllabili e controllati.
La completa mancanza di autogestione, lo stretto rapporto che gli operatori del centro hanno con l'amministrazione, la stessa presenza di educatori adulti che mediano, dirigono e controllano, insegnando loro che alternativa non ci può e non ci deve essere, ci fanno prendere le distanze da questo progetto.
I nostri metodi, partecipazione dal basso, autogestione, libera espressione delle soggettività, non possono andare a braccetto con servizi che sono fatti con la stessa pasta di carceri, caserme e ospedali psichiatrici: il loro fine è infatti lo stesso, quello di formare cittadini obbedienti, capaci di inserirsi diligentemente nel sistema, di formarne un piccolo ingranaggio, strumenti e mezzi di sopraffazione, violenza e mantenimento dello status quo.
Invitiamo tutti quelli che credono nell'autogestione come alternativa reale e concreta, nella riappropriazione diretta delle nostre vite e della nostra città, a partecipare attivamente per la crescita di questo percorso, per la nostra sopravvivenza, per la costruzione di una realtà altra, capace di portare conflitto all'interno di una società pacificata ed addormentata dalle sirene del consumismo e dai media, oramai veri e proprio strumenti di controllo e rimbambimento mentale.
Il TeLOS esiste finché noi esisteremo!
Il TeLOS si trova in via Milano 17, angolo via Varese.
5/03/09 Colby
A cerchiata edizioni Eleuthera Milano.
Modena: L'anarchia e la sua A cerchiata.


Che dire, mi ero preparato da mesi, infatti appena arrivati ho scaricato dall'auto la mia A, qualla fatta con le stecche del biliardino di Libera, l'unica A mancante nel libro e col consenso di tutti l'abbiamo posta dietro i relatori, in alto, ben in vista.
Felice ero felice e poi
fare una presentazione di un libro alle 17 di mercoledì, quando molti erano al lavoro,
poteva sembrare un azzardo.
Alla fine invece tutti molto contenti di un pomeriggio dove, a "modo nostro", da anarchici, abbiamo rifilato alla città di modena una discussione di alto livello su di un simbolo e sul vissuto che l'ha prodotto.
A dir il vero Maurizio Maggiani e Marco Rovelli nei loro interventi hanno rimpianto i tempi di quando gli anarchici avevano il fiocco nero e si mostravano fieri e non sbragati come ora.
Toccanti le storie raccontate di "maestri" di vita attorno a carrara che erano anarchici, figli di anarchici, nipoti di anarchici.
Un centinaio le persone passate e tanto il materiale distribuito.
Paolo Rossi (l'artista non del pallone) che gratuitamente ha voluto esserci sia per promuovere il libro e sia per dare solidarietà alla storia di Libera, ha espresso chiaramente come la A cerchiata o le esperienze libertarie quotidiane siano ossigeno necessario per tirare avanti indipendentemente da come la si pensi.
Ha voluto esserci e di fatto ha dato forza alle nostre lotte che sono state ribadite dal palco, infatti presto Libera rioccuperà ed è previsto per sabato 11 aprile un corteo di appoggio alla nostra lotta.
Presentare un libro sulla A cerchiata è difficile anche se il libro a mio parere è stimolante e bello.
Si può parlare del senso di un simbolo, di come questo può sintetizzare sminuendo un'idea o della necessità di un'idea di riconoscibilità o di un simbolo utile a non farsi beccare mentre si scrive sui muri con firme lunghissime.
Una discussione su questo però dura poco,e solo grazie agli Iconoclasti arriva puntuale una richiesta: dove avete incontrato la A cerchiata la prima volta? cosa vi ha suscitato? parlate della vostra storia, del rapporto con quel simbolo e facendo così si crea una situazione strana se si vuole, ma una situazione che parla di noi, dei nostri approcci, del nostro sentido.
Bravissimo, determinato, bravo, Marco Rovelli alla fine con la sua chitarra, due canzoni nuove, belle e un omaggio a Sante Caserio, evvai.
Sicuramente l'iniziativa nel suo insieme è stata per noi molto importante: ha consolidato rapporti con tanti compagni e compagne, ha dimostrato al comune di modena che Libera ha intatta la sua forza e aumentata la sua capacità di aggregazione, i giovani e i giovanissimi erano la metà della sala e come qualcuno ci ha detto "è difficilissimo portare gente alla presentazione di libri".
Senza uno spazio Libera continua ad organizzare cose ad alto livello quantitativo e qualitativo.
Vi invitiamo a mandare l'adesione al corteo dell'11 aprile, a venire e ad appoggiare le iniziative che da qui ci separano dal nuovo spazio.
Per Libera/Agitati colby
3/03/09 Squat
Da Torino Squatter.

Con il "Velena", le case occupate torinesi diventano otto.
Il "covo" storico, El Paso, è in via Passobuole, all'interno di un ex asilo.
È una delle roccaforti degli anarchici, che qualche anno fa si sono pure impossessati di un'altra scuola: l'"Asilo" di via Alessandria, che ciclicamente finisce al centro di aspre polemiche politiche.
È qui che gli squatter si radunano per organizzare eventi e discutere sul da farsi in caso di manifestazioni come quella di sabato pomeriggio in centro.
La bandiera con la "A" cerchiata sventola anche su "La Boccia", in via Medici 121.
Occupata, sgomberata e di nuovo occupata, la palazzina è stata venduta da poco dal Comune di Torino. [...] Caro Tamagnone, mi spiace dimostrare ancora una volta la tua ignoranza e la tua scarsa voglia di reperire informazioni corrette e veritiere, pratica che contraddistingue la maggior parte dei giornalisti, ma l'Asilo Squat è stato occupato circa 14 anni fa, vive di buonissima salute, sopratutto dopo gli attacchi di un anno fa che ne hanno rafforzato gli animi e l'intenzione a difendere lo stabile, CON OGNI MEZZO NECESSARIO.
[...]Di area anarchica anche "il Barocchio", che ha sede nell'omonima strada al confine tra Torino e Grugliasco. Al Barocchio, sabato, era prevista la "serata Bellavita" (ognuno porta da bere e da mangiare, e lo condivide con gli altri) che, attraverso un giro di sms e e-mail si è svolta ai piedi della collina.[...] Ehm, a parte il fatto che la serata non era organizzata al Barocchio, caro il mio incompetente Tamagnone dimentichi naturalmente il Metzcal Squat, che occupato quasi tre anni fa continua a crescere a ritmo inarrestabile.
1/02/09 Squat
Nuova occupazione a Torino.
Il Velena è stato intenzionalmente occupato oggi, in solidarietà al Cox18 e il Circolo dei Malfattori di Milano, al TeLOS di Saronno e La Boccia Squat qui a Torino.
Come dice un comunicato del TeLOS del resto... Nessuno sgombero senza risposta!
Come di consuetudine, a Torino, quando c'è una nuova occupazione
le iniziative che di solito si fanno nelle case occupate vengono spostate alla
Nuova occupazione.
Domenica 1° MARZO 2009
Ore 20:30
La Pizza Bellavita del Barocchio verrà spostata al Velena.
Lunedì 2 Marzo ore 20:30
Cena Bellavita della Boccia Squat verrà spostata
al Velena Squat.
Martedì 3 Marzo 20:30
Cena Benefit Detenuti dall'Asilo Squat
verrà spostata aaaaaaal b Velena .
Mercoledì 4 Marzo ore 20:30
La Cena Bellavita del Mezcal verrà spostata al Velena.
Giovedì 5 Marzo ore 20:30
La Cena Bellavita del Barocchio verrà spostata al Velena.
Ecco il comunicato
kill ! kill ! kill !
Oggi occupiamo questo edificio abbandonato da tempo.
A Torino sono molti gli stabili in disuso, che vengono lasciati marcire nella speranza (dei soliti speculatori) che presto possano crollare, lasciando così sgombri nuovi terreni sui quali costruire parcheggi, grattacieli o qualsiasi altra cosa che possa andare a rimpinguare le loro sempre più capienti tasche.
Perciò ci riappropriamo di questo spazio per liberarlo; quello che si vuole creare, è un luogo nel quale si possa socializzare e dove ci si possa incontrare, liberi dalle costrizioni che la società odierna ci impone, lontani dalle dinamiche del locale o del centro commerciale dove la moda, la pubblicità e la TV, mediano gli incontri e le azioni delle persone, facendo così nascere rapporti alienati e basati sul vuoto, pronti a crollare quando finirà l'ennesima edizione del grande fratello e non ci sarà più nulla da discutere.
Il Velena nasce come esperienza di occupazione, ma soprattutto come momento di autogestione e controinformazione. Quello che si vuole proporre, è infatti un percorso di autoproduzione legato a momenti di scambio nei quali ognuno possa mettere in gioco se stesso, portando le proprie conoscenze e le modalità di divertimento che più gli sono affini, condividendole con gli altri.
Vogliamo perciò allestire degli spazi che siano utilizzati per la lavorazione di quei materiali che ci permettano di realizzare ogni cosa che la creatività e le necessità richiedano, ad esempio una stufa per scaldarsi o un tavolo...
Il Velena è uno spazio libero e liberato, che sarà aperto a chiunque voglia partecipare a questa esperienza con i propri contenuti e le proprie idee.
La volontà di creare ed essere liberi è quello che anima le nostre azioni e le nostre passioni e questa occupazione è la concretizzazione di questi pensieri.
Velena Occupato !
Velena nel tuo bicchiere !
Velena in questi muri !
gli occupanti del Velena
Velena Squat
Corso Chieri, 19 angolo corso Casale
Torino.
Mezzi pubblici che passano in zona: Bus 61, 68, 30
Related Link: http://tuttosquat.net/