Ce n'è un po' per tutti su tutto.
GENNAIO 2009
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31/01/09 Squatter's
-Bloccati i Bus Atei di Genova Bloccati gli ateibus genovesi: vietato dire che Dio non esiste. Contrordine: nessun autobus porterà sulle fiancate i manifesti della campagna a favore dell'ateismo. La concessionaria degli spazi pubblicitari della società di trasporti genovese, la IGP Decaux, ha deciso di non concedere lo spazio alla Uaar e allo slogan "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno", annunciato nei giorni scorsi. Gli atei italiani attendono ancora le motivazioni. «Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste. - dichiara Raffaele Càrcano, segretario generale della Uaar - Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla IGP vorremmo chiedere se direbbero davvero di no a uno slogan c he sostiene che Dio esiste». Campagne simili sono state lanciate a Londra, a Barcellona, a Washington. Ovunque hanno scatenato ovvie polemiche, ma a Genova le autorità cittadine si sono spese pubblicamente "a difesa della democrazia, della laicità e della libertà di espressione". Per questo l'Uaar chiede al Comune di Genova di intervenire per la revoca dell'incarico alla IGP Decaux. «Intanto, i nostri legali stanno valutando la faccenda e a breve decideremo che cosa fare. - conclude Carcano - Mentre la campagna di sottoscrizione, che ha già raccolto 13 000 euro, continua». 19/01/09 Tusbo Tempi moderni, tempo di cambiare. anarchicicarpi | 17 Gennaio, 2009 21:29 Sono giorni, ormai, che sui giornali locali e non si fa un gran parlare della chiusura delle ceramiche "iris" di Sassuolo, azienda che conta più di 700 dipendenti in vari stabilimenti. Tutti a parlare di crisi economica, della globalizzazione, della cina, dell'euro e chissà cos'altro. Certo, la struttura ormai fatiscente comincia a scricchiolare e, guarda caso, i primi a pagarne le conseguenze sono gli operai. Gli stessi operai che sulle piastrelle ci hanno buttato sudore e vita, per portare a casa un pezzo di pane; quelli che, con il loro lavoro, hanno fatto ingrassare il signor Romano Minozzi il quale, visto il rischio di perdere un po' del suo capitale decide di sciogliere il gruppo e, come per magia, da un giorno all'altro, tutti a casa ragazzi! è stato bello ma purtroppo il mondo gira così! La cosa è talmente scandalosa che persino i sindacalisti CiGiEllini di turno, che solitamente vanno a braccetto col padrone, non possono esimersi da mettere in atto una protesta forte per trovare una soluzione, far riassumere anche solo una parte dei lavoratori. Via alle trattative, dunque, come se fosse cosa utile trattare in questi casi. Come se fosse una vittoria guadagnare 300 posti su 700. Questo accadrà, viste le proteste e lo scandalo suscitato da questi fatti, probabilmente l'Iris non chiuderà, o almeno non del tutto, rimarrà aperta con ridimensionamento di personale insomma. Bella vittoria! Epilogo e morale della storia: Il signor Minozzi e company potranno continuare a schiavizzare un po' di persone anche se, sicuramente, non ci guadagneranno tanto come in passato. Dovranno rinunciare a qualche tartina di caviale, ma se la caveranno. Nel frattempo ci sarà qualche operaio costretto a fare la fame. La soluzione a tutto questo? Gli operai argentini ad esempio, trovatisi nella stessa situazione qualche anno fa, decisero di rimboccarsi le maniche, armarsi di fionda e occupare per autogestire le fabbriche lasciate vuote dai padroni che, vista la crisi, erano scappati altrove. Occupazioni o no, la macchina economica ormai è logora e mettere olio o carburante non servirà a farla ripartire. che non sia giunta l'ora di rottamarla e cominciare ad andare in bici? 18/01/09 Saul Il capitalismo nuoce, non ricicliamolo! anarchicicarpi | 14 Gennaio, 2009 21:29 Abbiamo tutti davanti agli occhi quotidianamente l'avvicinarsi del disastro ambientale provocato dalla nostra specie col nostro stile di vita. La necessità di fare qualcosa diventa sempre più oggettiva e viene, per forza di cose e suo malgrado, recepita anche dal sistema politico-economico, che, è bene ricordarlo, è la causa principale del degrado ambientale. Allora, da qualche anno e in misura sempre maggiore, ci viene proposta come La soluzione il riciclo. Il riciclo della carta per esempio, tecnica super inquinante, come tutti sappiamo, visto che necessita di additivi molto inquinanti per sbiancarla, enormi quantitativi di acqua per lavarla ed energia, prodotta da fonti inquinanti, per ricreare una carta simile a quella a cui siamo abituati. Il tutto, ci viene detto, per risparmiare alberi e foreste. Gli stessi alberi e le stesse foreste che verranno comunque abbattuti per creare spazio a nuovi pascoli e colture necessarie per assecondare la sempre più massiccia richiesta di carne; le stesse colture che vengono poi distrutte per potervi edificare, creare strade, per lo sviluppo insomma. Ci fanno differenziare i rifiuti di alluminio per poi fonderli per rifare contenitori che verranno poi rifusi per costruirne altri che potranno essere comunque-visto come sono progettati e costruiti-utilizzati una sola volta; il tutto con un enorme dispendio di combustibile. Differenziamo il vetro, le bottiglie per fare altre bottiglie, i vasetti per fare altri vasetti inquinando l'atmosfera con la combustione quando potremmo semplicemente lavarli e riutilizzarli creando però un certo "disagio" alle multinazionali del petrolio e alle nuove eco-s.p.a. del riciclo. Ci riempiono la vita di plastica e l' unica cosa che viene rivalorizzata è lo scarto del petrolio con cui la plastica si produce, anche lo stesso petrolio che serve per sciogliere plastica, alluminio,vetro, ecc. Siamo arrivati ad un livello di urbanizzazione in cui anche i "rifiuti" organici, quelli con cui si concimava l'orto o si nutriva la gallina, necessitano di essere trasportati (con mezzi inquinanti) per essere smaltiti o trasformati in torba da mettere sui nostri "verdi" balconi e davanzali che sono una conseguenza della mancanza di terra. Questi banali esempi sono per dire che solo il capitalismo si ricicla! mantenendo uno stile consumista senza urtare troppo la nascente coscienza ambientalista. Gli esempi in questo senso si sprecano: veicoli elettrici ad impatto 0 caricati da centrali elettrche a carbone, gas, petrolio, nucleare, inceneritori ecc. alla faccia dell'impatto zero. Tutto questo ha reso l'aria irrespirabile ed ora il capitale ci vende la bici, i pannelli fotovoltaici derivanti da miniere di silicio, olio vegetale che sottrae terra coltivabile e contribuisce a creare fame producendo comunque anidride carbonica sia in fase di coltivazione (trattori, camion, ecc.) sia in fase di combustione; l'effetto serra ringrazia. Pur di farci consumare si sono inventati le posate usa e getta biodegradabili! Potrei e potreste continuare per pagine intere solo per ribadire che il capitalismo ha bisogno di uno sviluppo continuo fatto di un consumo continuo. Il nostro antiecologico stile di vita deve continuare ad arricchire chi ce lo propina, solo che le risorse (combustibili fossili, acqua, aria, terra ecc.) non sono illimitate e allora dobbiamo consumare e riciclare, consumare di più e riciclare di più! Nel frattempo, fra una pubblicità e un saldo, un lavoro nocivo ed un medicinale tossico, fra un viaggio in paradisi tropicali molto simili a come era il nostro territorio qualche secolo fa, insomma fra una distrazione e l'altra, nessuno ci parla del riutilizzo. Eggià, vi sto ricordando che l' unico super market ecocompatibile è la dicarica! Li troverete biciclette e pezzi di ricambio, mobilio, vestiti,vasetti per la vostra passata concimata con gli "scarti" vegetali ecc ecc. Ma questa supermarket, essendo ecocompatibile, va contro il capitalismo che corre ai ripari con ordinanze di sindaci di destra e sinistra che vietano di prendere le cose in discarica, ti denunciano per furto! Però, va detto, costruiscono (dove c'era terra) la nuova piscina con i pannelli solari! Insomma, chi volesse aprire gli occhi non farebbe molta fatica a capire che il "capitalismo verde" non può esistere a causa della natura stessa del sistema che è un sistema di crescita continua. Il capitalismo non può essere persuaso a porre un freno al suo sviluppo, che è basato sul consumo-sfruttamento-devastazione della vita e del territorio. Quindi se siete interessati alla sopravvivenza dell'essere umano su questo pianeta probabilmente non dovreste accontentarvi delle istanze riformiste di partiti e partitini che basano la loro stessa esistenza sul mantenimento del capitalismo, ma dovreste rivoluzionare il vostro stile di vita e come farlo non sarò certo io a dirvelo visto che ragionare è ecocompatibile. Però voglio ricordarvi che il pianeta non ha bisogno di noi, siamo noi ad avere bisogno di Lui. Saul 17/01/09 Colby PARMA: il trofeo dei vigili. ![]() Polizia Municipale, si chiama adesso, a difesa sempre dei cittadini come nello sgombero di Libera, come col "negro" con la faccia nera, mostrato come trofeo. Qualche altra polizia municipale ha preso le distanze dai poliziotti infami di parma? no? omertà tra vigilantes? 16/01/09 Daniele MODENA: DA CITTÀ DELL'ACQUA A CITTÀ DELL'ACQUA CALDA... Nella citta della Ghirlandina, un tempo famosa per i fontanazzi, maratona di tre giorni per la prima edizione di PARTECIP.A. - Salone della Democrazia Partecipativa che si terrà dal 21 al 23 gennaio. Tra gli organizzatori spicca in testa l'Ufficio Partecipazione del Comune di Modena, guidato dal compagno Frieri, seguito da Regione Emilia Romagna, Provincia di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Agenda 21 Italy. A breve distanza segue il gruppo, tra cui si distunguono arci, acli, associazione rete nuovo municipio. Il convegno prevede workshop formativi (a pagamento: quota di iscrizione 80 euro) in cui si parlerà di partecipazione al femminile, sviluppo sostenibile e migranti come soggetti attivi nella vita pubblica. Non solo: si terrà un seminario sull'integrazione di esperienze, metodi e strumenti partecipativi, e, qui viene il bello, un convegno partecipativo "senza contenuti decisi in anticipo, senza la tradizionale separazione tra relatori e uditori, senza concessioni di parola [...] dove ogni partecipante può discutere di quello che veramente lo interessa". Come realizzare questa straordinaria innovazione democratica? La risposta viene naturalmente dal mondo anglosassone: con l'Open Space Technology, che altro non è se non l'autoorganizzazione di una discussione all'interno di un gruppo formatosi sulla base di interessi comuni. Come dire... quando un comitato di cittadini osa proporre modifiche a un progetto o avanzare proposte sulla gestione della cosa pubblica è, nel migliore dei casi, una manifestazione di bisogni a cui le istituzioni dovrebbero prestare attenzione, nel peggiore un'indebita intrusione nel campo della politica. Per non parlare di come siano considerati gli anarchici e le anarchiche, che da circa due secoli sostengono l'autogestione come unico strumento per realizzare una società giusta, responsabile e attenta agli interessi individuali e collettivi... Ancora una volta i professionisti della democrazia, in crisi di rappresentanza e sentendosi in diritto e in dovere di farlo, scoprono l'acqua calda e decidono di insegnare a tutti (a pagamento) come ci si occupa degli affari propri. Dulcis in fundo, della giornata del 22, l'unica nella quale appare un invito esplicito ai cittadini a intervenire insieme a rappresentanti istituzionali, di associazioni e tecnici sul tema della partecipazione a livello locale, il programma in rete non indica nemmeno il luogo di dibattito... "Un convegno su come rendere partecipata la partecipazione sembra un paradosso", recita sempre il programma della giornata del 22. La domanda che a me sorge spontanea non è se sia o meno un paradosso una tale iniziativa, ma piuttosto: organizzare una tre giorni su come far decollare una democrazia partecipata, non equivale forse a dire che le istituzioni democratiche non permettono la partecipazione della gente? Ovviamente è una domanda retorica... 15/01/09 Simona Fabrizio De Andrè. Il comico interviene con una lettera scritta sulla polemica scatenata dallo spot "Dio non esiste" che viaggerà sui bus Amt a genova a febbraio; di Paolo Villaggio HO LETTO delle scritte "Dio non esiste..." finanziate da un´associazione laica di Genova su due autobus della città. La cosa mi rallegra per due motivi: perché conferma che quella città ha una tradizione da sempre progressista e intelligente, ma soprattutto perché il sindaco in carica, donna importante che ho conosciuto, ha dato il permesso a quella ferita "mostruosa" inferta ai bigotti che vivono nel feudo del cardinale Bagnasco. Voglio ricordare che sessant´anni fa il cardinale Siri aveva fatto montare a 500 metri dal Duomo di San Lorenzo una enorme scritta luminosa "Dio ti vede" che non era una scritta benevola, non era un caritatevole "Dio ti assiste" ma una scritta minacciosa anche perché era proprio piazzata alla fine della salita Pollaioli che era lo sbocco della città vecchia, quella dei vicoli che a quei tempi era piena di case di tolleranza i cosiddetti "casini" di Stato. In quegli anni lontani anche i giovani sacerdoti professori di religione condannati a una atroce e assurda castità che li avrebbe portati fatalmente all´omosessualità dei seminari e alla pedofilia negli anni maturi, ci terrorizzavano: a sessualità è un desiderio ignobile, un peccato mortale e la naturale masturbazione che tutti i giovanetti praticavano portava certamente alla cecità. Quelle minacce causavano sensi di colpa pericolosissimi, ma soprattutto il terrore di passare il resto della vita con un bastone bianco, i più poveri, e i benestanti a convivere con costosi cani lupo. Non ricordo nulla di più crudele di quella scritta terribile piazzata in modo strategico all´uscita dei "casini": significava "andrai all´inferno" "morirai cieco e abbandonato da tutti" ricordo che un certo Franchino masturbatore psicolabile che abitava vicino alla scritta >maledetta si era impiccato. La polizia aveva liquidato la vicenda con un "suicida per motivi misteriosi". Penso invece che quelle scritte atee sono purtroppo giustificate dal fatto che l´attuale visione del nostro universo è fatto da miliardi e miliardi di galassie che si allontanano l´una dall´altra alla velocità della luce per scomparire in terrificati buchi neri. Penso a quanto siamo lontani dalla verità e quanto rozza sia l´idea di Dio che hanno i cristiani, gli ebrei, i musulmani. Penso ai milioni e milioni di morti che le guerre di religione hanno causato nei secoli, alle torture atroci dell´Inquisizione, al pericolo enorme di una guerra nucleare alla quale ci potrebbe portare l´integralismo islamico. [QUI IO AVREI SCRITTO "CI POTREBBERO PORTARE GLI INTEGRALISMI"] Il Papa con quell´accento da SS a proposito del genocidio della striscia di Gaza, vestito da monarca medievale si limita a dire «prego per quei disgraziati». Dovrebbe invece, travestito da San Francesco a piedi nudi o con quegli straccetti bianchi che aveva Gandhi andare a fare lo scudo umano di fronte ai carri armati israeliani, basterebbero poche parole: «Fratelli, ammesso che un creatore esista , non può che essere uno solo: voi lo chiamate Allah, noi la Trinità, gli induisti Brama». Se poi l´uccidessero, il suo sacrificio darebbe un enorme impulso alla pace in quelle zone pericolosissime: un martire, un santo e sarebbe accolto di diritto anche nel paradiso islamico, così bene raccontato nel Corano: fontane che versano vino gelato e Uri, ragazze belle, sette volte più belle della più bella del paese. Per il nostro Paradiso bisogna ricorrere alla grandezza di Dante. Insomma la scritta luminosa che c´è ancora da sessant´anni ha causato la morte di Franchino e l´infelicità di molti di noi, le scritte "maledette" sui due autobus genovesi sono credibili, ma soprattutto fanno meno danni. (14 gennaio 2009) 15/01/09 Emilio I cavatori hanno vinto ancora!. La Provincia di Modena con i comunicati n. 33 e 34 del 13 gennaio 2009 informa che " congelerà" il 25% dei materiali di cava da estrarre e che verranno utilizzati materiali alternativi come già la legge prevede. E' una grande vittoria delle Associazioni ambientaliste, dei Comitati e della Consulta per la Tutela dell' Ambiente che hanno sostenuto e sostengono una dura battaglia contro le lobby di cavatori che erano addirittura arrivati ad acquistare pubblicità a pagamento per sostenere le " buone" ragioni dei loro interessi. Il Presidente Sabattini però non convince fino in fondo; infatti nel comunicato n. 34 si legge che verrà potenziato il polo di Marzaglia. Il fiume Secchia è un corridoio ecologico che si continuerà a massacrare per calmare gli appetiti dei cavatori e non solo! La battaglia non è finita, e siamo ancora in attesa di sapere se tutte queste autorizzazioni sono corredate dal nulla osta idraulico che è obbligatorio, considerato che le cave sono sempre sopra a il reticolo idraulico che alimenta i pozzi potabili . Marzaglia ha una criticità alta, e non si capisce perché si vuole dare un " contentino" alle popolazioni del Panaro e dall' altra parte si continuerà a distruggere! Spieghi il Presidente Sabattini per quale motivo non si è pianificato rispettando la delibera regionale dell'Emilia Romagna n 1191 del 2007, spieghi perchè, ancora, non sono stati creati i Corridoi Ecologi! Ci dica il Presidente della Provincia perchè solo ora c'è stato il " ravvedimento" anche se solo pubblicistico! Non sarà perchè le associazioni e i comitati stanno partecipando da due settimane alle Commissioni ambiente della Provincia? Non sarà forse perchè le risposte date alle 101 osservazioni al PTCP e alle oltre 80 del PIAE sono contraddittorie? Emilio Salemme Presidente della Consulta perla Tutela dell' Ambiente 14/01/09 Faber Fabrizio De Andrè. A genova c'è una mostra dedicata a Faber e ospitata nel Sottoportico di Palazzo Ducale. La mostra, curata da Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia, rimarra' aperta sino al 3 maggio. ![]() ![]() 13/01/09 Colby Pseudologia Fantastica. Stasera ho imparato (aspetto di vedere il documento) che secondo il Comune di Modena sarei sicuramente affetto da Pseudologia Fantastica. Termine che non avevo mai sentito, sembra significhi che quando ne sei affetto menti e continui a mentire. Quindi chi dice che non ce l'ha sicuramente ne è affetto. Aspetto ancora di leggere il documento in questione, per capire meglio, ma visto che sono affetto da qualcosa il pensiero vola a Carlo Sabattini fatto rinchiudere in manicomio dal sindaco Del Monte. Una vicenda violenta e misera dell'allora pci e metodi e persone sono tutt'ora presenti nella società modenese. Riporto un articolo scritto da Giorgio Antonucci sul caso di Carlo, a quando mi arriva il documento le prossime puntate. ps (dicevo che avrebbero distrutto Libera, si vede che mentivo, no?) 13/01/09 Colby Modena come tutte. Pighi come Sitta. Alla notizia di aver perso altre posizioni nella classifica dei sindaci Pighi ha detto “che me ne fotte”. Non proprio così, ma quasi. Ha detto “tanto ho più del 50%” quindi anche se sono in calo che problema c'è. Quello che invece ci tenevo a scrivere oggi è altro. Quanti sono gli edifici pubblici tenuti vuoti per anni? A quanti di questi giriamo attorno tutti i giorni facendo centinaia di metri in più per aggirarli? Cosa c'era dentro, cosa ci sarà adesso, cosa diventeranno? In tutte le città è così, eppure chi amministra se ne frega. La gente ha bisogno di spazi per socializzare, per creare, invece o hai dei soldi oppure niente, la risposta è decine di spazi vuoti. Partendo dal largo moro sulla sinistra si vede l'ex ospedale, quanto tempo è che l'ospedale s. agostino non c'è più? E palazzo Solmi da quanto tempo è vuoto? Pensiamo alla manifattura tabacchi, che lunghi giri ci tocca fare, nel centro della nostra città, attorno ad uno stabile vuoto. Bene, voi eletti decidete cosa volete farci, e nel mentre noi li utilizziamo. Invece no, se va bene lo utilizzano loro o i loro amici ricchi e poi rimane vuoto come monito, come gli impiccati in giro. E' li, giraci intorno e basta, non è tuo è di chi governa la città e chi governa lo tiene vuoto. La logica è chiara, dimostrare il loro potere e garantire speculazione e controllo politico. 12/01/09 Tusbo Per Fabrizio Libertà è sicuramente un termine molto inflazionato, soprattutto negli ultimi tempi. Per questo, alle orecchie della gente perde di significato, diventa una parola comune. Credo che Fabrizio De Andrè l'abbia descritta perfettamente in tantissime sfaccettature e sfumature, portandola e sventolandola in faccia a tutti e, allo stesso tempo, facendo breccia nel cuore delle persone. Credo che un ringraziamento o un pensiero gli siano dovuti per la persona che era, per tutto ciò che ci ha lasciato e per aver contribuito, con le sue parole, a rendere il proprio significato ad una parola semplice e bellissima, Libertà. (tratto da anarchicicarpi.noblogs.org) 12/01/09 Benna ...ma questo Citypass...fatemi capire... Svegliandomi questa mattina, mi è venuto in mente che per andare in centro a Milano col furgone avrei dovuto acquistare "l'ecopass", ovvero un permesso che sostanzialmente dice:"non importa quanto inquini, basta che paghi abbastanza e vai dove vuoi...". A quel punto subito mi è scattato nella mente il paragone col "citypass" di Modena, che invece spia e sanziona automaticamente chi non ha richiesto il permesso "z.t.l.". Ora, in una città come Milano il numero di macchine è, purtroppo, talmente elevato che l'amministrazione può pensare di ripagarsi l'installazione di tutte le telecamere (acquisto, installazione, cablatura, ore di lavoro, manutenzione...) e magari di portare a casa qualcosa, ed è comunque tutto da vedere: ma a Modena è sensato pensare lo stesso? Quanto sarà costata "l'operazione Citypass"? Siamo sicuri che questi aggeggi si ripagheranno/manterranno da soli (ovviamente attraverso i soldi che ci scipperanno con le multe)? E a questo punto la domanda cruciale: non sarà mica l'ennesima trovata di quell'affarista senza scrupoli (sono riuscito a non usare parolacce, incredibile!) di Daniele Sitta e dei suoi sinistri picciotti per foraggiare l'ennesima cooperativa in cambio dei soliti favori (voti)? Ma no, sono io che penso male...o no? 11/01/09 WWF RIQUALIFICARE,QUANTE IDEE DA BUTTARE E' risaputo che Modena è una città dal cuore d'oro. Infatti, ad oggi, non si è letta una sola riga nel vostro "giochino" su "cosa butterei dalla finestra" che intenda liberarsi da colui che una parte della cittadinanza ritiene responsabile dei progetti più discussi e contestati presentati alla città. Per citarne alcuni, l'inutile Pista di Marzaglia, l'insensata piscina nell'area libera del Parco Ferrari, il Poc -piano Operativo Comunale (la famosa "porcata" come venne definita da un consigliere della stessa maggioranza), la follia dei 50-60.000 abitanti in più originariamente previsti entro pochi decenni per la città, la "riqualificazione" dell'ex-Amcm con relativa cancellazione di strutture vincolate e lo smantellamento del cinema Estivo, la "riqualificazione" delle tre piazze, in cui, oltre allo scontato appoggio di alcuni addetti al lavoro, si attendono i progetti esecutivi, se mai verranno, per manifestare le perplessità di forma e di sostanza. Tralasciando i vari tunnel che dovrebbero attraversare il centro cittadino ed altro ancora, questi progetti, o meglio, imposizioni hanno lacerato come mai l'amministrazione, il Consiglio e la cittadinanza. Per cui è piacevole partecipare al "giochino" lasciando immaginare chi, per meriti acquisiti, vorrei vedere volare dalla finestra, nella consapevolezza che gli sarà comunque garantito un morbido atterraggio. Mauro Zanichelli WWF (lettera apparsa sull'Informazione di oggi) 10/01/09 AAVV Gaza,De Andrè e Berlin! -Nella striscia di Gaza l'esercito israelino è come uno tsunami ![]() Coordinamento Migranti Bologna e provincia: Una questione di confini. Quello che sta accadendo a Gaza non è una guerra di religione né una guerra etnica e neppure uno scontro di civiltà. È una questione di confini. Confini e muri reali come quello alto 8 metri che divide le città palestinesi da Israele, che trasformano decine di migliaia di palestinesi in lavoratori clandestini nello stato che oggi li attacca. Per questo condanniamo senza appello quello che sta succedendo in questi giorni a Gaza: quella del potentissimo esercito israeliano contro la popolazione palestinese è un´offesa che deve cessare immediatamente. Il massacro che si sta compiendo e gli anni di embargo e confinamento hanno trasformato Gaza in un enorme centro di detenzione a cielo aperto, dove le vite si consumano in silenzio e i diritti non valgono nulla. Di fronte a tutto questo ci uniamo alla rabbia e all´indignazione di quanti hanno manifestato in questi giorni, a Bologna, in Italia e in tutto il mondo, a fianco della popolazione palestinese. Esprimiamo la nostra solidarietà con forza, ma lo facciamo senza tradurre il linguaggio della solidarietà nel linguaggio dell´identità. Non solo per via delle strumentalizzazioni di quelle parti politiche che approfittano delle differenze religiose per alimentare logiche di segregazione e razzismo, ma perché in questi anni abbiamo lavorato duro per andare al di là delle identità, per rompere i confini che dividono le lavoratrici e i lavoratori. Siamo dalla parte di coloro che in Palestina vivono, lavorano e muoiono non in nome di un´appartenenza religiosa o nazionale, ma perché pensiamo che in gioco non è soltanto la fine di un'occupazione odiosa e di azioni militari criminali, ma anche la capacità di superare proprio un orizzonte nazionale che ha sin qui causato solo morti e distruzione e che mostra in Palestina il suo volto più brutale e violento. La questione palestinese è una questione di confini. La limitazione della libertà di movimento è la stessa per cui migliaia di uomini e donne attraversano ogni giorno i confini di Israele e non solo di Israele per lavorare, costretti allo sfruttamento pur di sopravvivere. È una storia che conoscono bene i migranti, a prescindere dalla loro appartenenza etnica o religiosa. È una storia che conoscono bene profughi e rifugiati, che questo brutale attacco sta moltiplicando esponenzialmente e che - ovunque clandestinizzati e privati di ogni diritto e tutela - alimenteranno le fila di quanti in Europa e nel mondo sono considerati solo come braccia da sfruttare, detenere ed espellere. La lotta degli uomini e delle donne palestinesi per difendere la propria vita deve poter comunicare con le lotte che qui e ora i migranti stanno portando avanti per difendere il proprio futuro. E coloro che, italiani e migranti, oggi si mobilitano per la Palestina non potranno ignorare, domani, le lotte che i lavoratori e le lavoratrici migranti stanno portando avanti, al di là dei confini comunitari e religiosi, contro la legge Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza che proprio in questi giorni sarà discusso in Senato. Coordinamento migranti Bologna e provincia www.coordinamentomigranti.splinder.com >coo.migra@yahoo.it > 329 57 82 056 -"Quel terrorista di De Andrè" Così la polizia schedò il cantautore di MIMMO FRANZINELLI (da Repubblica) ![]() Per 10 anni dal 1969 al 1979 il cantante fu tenuto sotto controllo fino al sospetto più incredibile: "E' un simpatizzante delle Br" di MIMMO FRANZINELLI . TRA I possibili approcci alla musa di Fabrizio De André, il tema del potere è tra i più suggestivi, considerato che attraversa l'intero arco della sua produzione, dalla traduzione delle ballate di Georges Brassens (da "Il gorilla" a "Morire per delle idee") a un brano come "Il testamento di Tito", grondante ribellione esistenziale. Un potere non soltanto politico, ma che snatura la religione e s'insinua anche in ambito familiare. L'intero canzoniere del musicista genovese dispiega valenze libertarie, che hanno influenzato una parte significativa della generazione del '68 e ancora oggi parlano ai giovani. De André non si è mai atteggiato ad agit-prop. Ciò nonostante, la polizia lo ritenne un personaggio infido e pericoloso. A ridosso dell'attentato di piazza Fontana gli attivisti dell'ultrasinistra sono sottoposti a perquisizioni e interrogatori. Tra le centinaia di extraparlamentari inquisiti figura un certo Isaia Mabellini, in servizio di leva con gli alpini, considerato dal questore di Brescia un marxista-leninista; in calce alla relazione inviata il 20 dicembre 1969 alla Direzione generale della PS, un'osservazione significativa: "É in rapporto di amicizia con tale De André Fabrizio, non meglio generalizzato, ligure, universitario a Milano, filo cinese, noto cantautore e contestatore". Con inflessibile logica burocratica, la segnalazione coinvolge il musicista nelle indagini; dal ministero dell'Interno chiedono infatti ragguagli al questore di Brescia, Manganiello che il 25 maggio 1970 aggiorna il fascicolo Milano - Roma - Attentati dinamitardi del 12.12.1969: "Le Questure di Milano e Genova sono pregate di identificare il De André Fabrizio e fornire sul suo conto dettagliate informazioni direttamente". Nel giro di un paio di settimane la questura di Genova redige una circostanziata scheda: "Il De André Fabrizio, noto cantautore, pur essendo studente universitario fuori corso in giurisprudenza, si interessa di questioni artistiche, provvede alla incisione dei dischi delle proprie canzoni, ha effettuato qualche spettacolo in televisione, ma non appare mai nei pubblici teatri. Accompagnato sempre dalla moglie, viaggia a bordo dell'auto Fiat 600 targata GE-293864 ed è titolare del passaporto nr. 5191279 rilasciato a Genova il 10.12.1969. Non risultano precedenti penali a suo carico, salvo una denuncia, risalente al 28.8.1959 ad opera della Polizia di frontiera di Bardonecchia, per danneggiamento su edificio destinato al culto. In linea politica, pur non essendo aderente ad alcun partito o movimento - viene indicato come simpatizzante per l'estrema sinistra extraparlamentare e frequenta, in Genova, persone note per tale orientamento o favorevoli al PCI e al PSIUP". Alla vicenda s'interessa il questore di Milano Marcello Guida, assertore della pista rossa per la bomba stragista, che fa sorvegliare le frequentazioni milanesi del "sedicente De André": "Il predetto De André, cantautore, viene regolarmente in questo capoluogo ogni mese, alloggiando sistematicamente all'Hotel Cavour in questa via Fatebenefratelli n. 21 e ripartendo il giorno successivo, dopo aver preso contatti con dirigenti di case discografiche". Per qualche tempo l'attenzione investigativa si affievolisce, tranne riprendere con maggiore insidiosità nel giugno 1976, quando l'Antiterrorismo relaziona sull'acquisto di "un appezzamento di terreno in località Tempio Pausania (Sassari) dove intenderebbe istituire una comune per extraparlamentari di sinistra. Nei periodi di permanenza in Genova, lo stesso avrebbe contatti con elementi appartenenti al gruppo anarchico ed a quello filocinese. Il De André è persona nota a codesto Ministero". L'antiterrorismo ligure accerta che il musicista è "emigrato in data 12/3/1976 a Tempio Pausania" e invia all'Ispettorato Generale per l'Azione Contro il Terrorismo e al Nucleo Antiterrorismo di Cagliari un nutrito rapporto, in cui si registra la sua adesione al Comitato genovese per la difesa del divorzio, come se rivestisse risvolti penali. Trascorso un triennio, un aggiornato promemoria viene inserito dal SISDE in due distinte collocazioni archivistiche: "Brigate Rosse - Varie" e "Fabrizio De André". Stavolta il cantautore viene definito senza mezzi termini un simpatizzante dei terroristi e un loro finanziatore: "Secondo la nota fonte confidenziale il Circolo "Due Porte" è una recente creazione di copertura per le Brigate Rosse. In esso si tengono normali riunioni di circolo politico-ricreativo e riunioni ristrette per l'organizzazione eversiva. Lo stesso Circolo deve servire da strumento economico e la raccolta dello sfruttamento dei fondi economici necessari alle Brigate Rosse. Una delle prime iniziative è stato lo spettacolo del cantautore Fabrizio De André alla Fiera del Mare. Il cantante, simpatizzante delle BR, è stato invitato da il "Due Porte"". I malevoli investigatori ignorano la produzione artistica del musicista, che nel 1973 - quando il terrorismo di sinistra era in incubazione - dedica il 33 giri Storia di un impiegato a un sessantottino deluso tramutatosi in giustiziere proletario, visitato da incubi notturni in cui il sistema si fa beffa di lui e lo utilizza per rafforzarsi: "Noi ti abbiamo osservato dal primo battere del cuore / fino ai ritmi più brevi dell'ultima emozione, / quando uccidevi, favorendo il potere / i soci vitalizi del potere ammucchiati in discesa / a difesa della loro celebrazione". Pur senza disporre di riscontri minimamente verosimili, questori e agenti investigativi diffidano di De André, indirettamente ricollegato all'eccidio di Milano e poi trasformato in fiancheggiatore delle Brigate Rosse... Un'immagine totalmente fantastica, frutto di ottusità e di pregiudizio, oltre che di abissale incomprensione. Più che su De André, questi rapporti segnaletici ci informano sulla mentalità dei loro estensori: inadeguati sul piano professionale, disponibili a dare ombra a fantasmi, secondo i desideri dei loro superiori, in un pauroso deficit di cultura democratica. (10 gennaio 2009) -Berlin: ci sono arrivate queste due foto di manifestazioni in solidarietà alla lotte in grecia. ![]() ![]() 09/01/09 USI Gaza: un enorme campo di sterminio! "Nella striscia di Gaza si combatte casa per casa" così dice il giornalista di un qualche telegiornale. Si combatte casa per casa? Tanti morti da una parte (per lo più civili), pochi soldati morti dall'altra (forse in parte uccisi dai propri compagni) dall'altra, da solo questo conteggio di macelleria ci dice altro: questo è un massacro. Dopo le bombe intelligenti ecco i carri armati, altrettanto, intelligenti: la scuola ONU è, quindi, stata colpita in maniera deliberata, d'altronde si tratta di vecchio arnese che non riesce a dire una parola contro questa carneficina, avallandola con il suo spettrale silenzio. Il mancato rinnovo della tregua è un puro pretesto: Israele quella tregua non l'aveva rispettata. La signora Livni dimentica che il governo del suo paese in passato ha favorito Hamas in funzione anti OLP, l'organizzazione capeggiata da Arafat. La signora ha appena perso il suo primo treno per diventare primo ministro e si vuole presentare al secondo con un ricco bagaglio di morti palestinesi, così da potersi accomodare tranquillamente. Questo massacro avviene sotto gli occhi di tutti, e con una vasta rete di complicità che vedono coinvolti tutti gli stati, tutti i regimi (arabi, occidentali, e chi più ne ha più ne metta), TUTTI gli oltranzismi e integralismi religiosi responsabili di aver determinato e perpetuato la situazione attuale. Questo massacro ci viene raccontato in maniera faziosa, ad esempio ci viene mostrata la signora Livni che sostiene che, il fatto di aver vinto le elezioni li rende uno stato di diritto e quindi legittimati a far guerra ad Hamas, che sono terroristi. Mai che ci mostrino uno di Hamas dire che anche loro hanno vinto le elezioni e quindi ? esattamente come rivendica il ministro israeliano per sé. La cosa che appare in tutta la sua incontestabile evidenza è che da una parte sia l'OLP che Hamas hanno sempre spadroneggiato sulla popolazione con una politica corrotta e repressiva mandando coscientemente bambini, donne e minorati a farsi ammazzare per meschini giochi di propaganda politica (interna ed esterna). Dall'altra che i governi israeliani hanno usato anche loro i cittadini del loro paese per meschini giochi di propaganda politica (interna ed esterna). Esprimiamo la nostra solidarietà ad una ventina di compagni e compagne israeliani di Anarchist against the wall arrestati per la loro opposizione attiva ai bombardamenti e all'invasione, nel far ciò condanniamo il massacro in atto. Almeno 60 anni di conflitto ci avrebbero dovuto insegnare che l'unica soluzione possibile è più popoli ma nessuno stato. La Segretaria Nazionale USI-AIT 09/01/09 Colby Che Sfiga. Se il giocatore Cristiano Ronaldo avesse fatto i corsi di guida sicura non avrebbe distrutto così la sua ferrari. Purtroppo non aveva una pista a sua disposizione. ![]() Se avesse fatto anche un po' di autogestione non avrebbe lasciato il macello stradale sulle spalle degli altri e non se ne sarebbe andato subito a piedi perchè doveva fare allenamento. 08/01/09 Colby La bufala di Frieri. Ma quale Partecipazione. Frieri, l'assessore, eletto con un partito e uscito dallo stesso con poltrona annessa è contento. Dice che Modena è Caposcuola della partecipazione: "la democrazia partecipata di modena diventa modello nazionale". Molto probabilmente si riferisce allo sgombero dello spazio sociale Libera che, come molti sanno, ha visto una vastissima partecipazione: polizia, carabinieri, celere, polizia municipale, vigili del fuoco, addetti hera, ditta traslochi, ambulanze, ditta per fotoelettriche, ditta di demolizioni, giornalisti, questore e sicuramente qualcuno lo dimentico. Una grande partecipazione collettiva, anche se alcuni dei promotori, invece di essere presenti per gli applausi, se ne stavano in disparte al mare. Dal 21 al 23 gennaio Frieri cercherà presentando il progetto delle fonderie di nascondere tutte le grandi decisioni prese in città senza consultare nessuno. A lui il lavoro sporco, arriverà la ricompensa? Intanto il mastino Sitta continua in modo burbero a rispondere a chi lo critica: oggi per rispondere a chi sollevava il problema viabilità/neve ha detto che quando nevica non è come quando c'è il sole, ieri a chi sollevava il problema dei numerosi appartamenti vuoti ha ironizzato dicendo che la costituzione non prevede l'esproprio proletario. Sembra che almeno lui stia bene. 02/01/09 Lia E il pane dov'è? Quest'anno per le feste dell'ultimo giorno il comune di Modena ha speso in fuochi d'artificio 60.000 euro, riprendendo così la vecchia formula del potere "panem et circenses". La frase "il pane e i giochi del circo" è utilizzata per assicurarsi il consenso popolare e distrarre la gente dal potere decisionale della politica. Ma in questo caso la formula è ripresa solo a metà. Infatti, mentre brillavano i fuochi, è stata confermata la notizia dei 112 licenziamenti alla Maserati. Chi, come noi, non si fida mai del potere preferisce tradurre "panem et circenses" in "festa farina e forca", ma anche in questo caso si vede solo festa e forca e di farina nemmeno l'ombra. |
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