27/02/09 Colby
2 manifesti orribili.
In giro per modena c'è un manifesto della lega dove si vede solo il corpo di un vigile urbano che si fa su una manica. Il disegno fa pensare a tre cose: o che il vigile ha iniziato a farsi in vena, o che deve lavare i piatti oppure che fra un pò farà a cazzotti con qualcuno.
L'intenzione dei leghisti, presumo, è quella di giocare sul confine tra rimboccarsi le maniche e qualche intervento molto deciso non guasta.
Lo slogan che accompagna il disegno dice che se vincessero i leghisti metterebbero 2 vigili in ogni quartiere così non ci sarebbero più furti, scippi o persone scortesi.
Insomma il tema sicurezza è quello che farà prendere un sacco di voti alla lega e quindi puttanate per puttanate si sono inventati un manifesto orribile.
Il PD che ha paura di un travaso di voti verso la lega interviene a modo suo con altri manifesti che richedono rispetto da parte dello Stato per modena.
Un manifesto dice <noi abbiamo già assunto dei vigili in più, adesso tocca allo stato>, il Comune ha assunto e quindi La Città ha fatto la sua parte.
I soliti totalitari, si fa per capirsi meglio no? Comune=tutta la città.
L'opposizione, chi non ha votato, chi nella maggioranza non condivide appieno diventano tutti "il Comune=tutta la città.
2 manifesti orribili, 2 manifesti di autoritari.
25/02/09 Colby
Libera si fa spazio.
Da questo sabato le iniziative di Libera e del collettivo spazi sociali aumentano sia quantitativamente che qualitativamente. Ci fermeremo (e per poco) solamente al raggiungimento di un nuovo spazio sociale. Il clima politico e repressivo modenese è pessimo: il PD ancora fortissimo continua con la menzogna e l'arroganza di cui è maestro a spiegare come sia trasparente e partecipata ogni loro decisione. Fanno della legalità il loro vanto, una legalità che come sempre è fare quello che gli pare.
L'area dove c'era Libera è ancora deserta e uno dei motivi per cui hanno sgomberato e demolito era l'urgenza dell'inizio lavori, se questa non era menzogna era parola di spavaldi e fascisti, no?
I legalitari avevano l'urgenza di lasciare liberi i campi per sei mesi?
O dovevano solo dimostrare di avere la forza e spiegare chi comanda in città?
Dall'altra il nuovo questore continua a mettere in campo una quantità di polizia enorme proprio come al corteo del 20 settembre, sempre alla ricerca del contatto.
Abbiamo in programma iniziative, presidi, cortei fino a quando Libera non ritroverà un suo spazio.
Chi vuole essere solidale è avvertito, l'inverno sta passando e sta arrivando una primavera Rossonera.
21/02/09 Colby
Se si estinguesse il PD.
Come più volte ho avuto modo di spiegare se crollasse il PD spero di quel crollo, anche in piccolissima parte di aver contribuito. Però nutro anche la speranza che nel crollo venga travolto Sitta, magari.
L'avvocato del Comune di Modena sostiene che sono affetto da "pseudologia fantastica" e uno dei suoi padroni, il Sitta di prima, sostiene che chi è contrario ai suoi progetti ha un problema psichiatrico. Le possibilità sono 2: o da vecchi stalinisti i nostri non concepiscono come si faccia ad opporsi a chi fa le cose per il nostro bene, e va detto, con lungimiranza; che come non si fa a capirlo che sono avanti anni luce da noi poveretti. Seconda ipotesi da vecchi stalinisti stanno orchestrando una strategia che in passati gli permise di fare gli affari loro senza oppositori.
Anche oggi all'incontro promosso da Italia Nostra hanno ironizzato sulle dichiarazioni di Sitta io invece non sarei così sereno. Non che sono preoccupato ma su quel punto sta dimostrando debolezza e bisogna attaccarlo in contropiede. Chi ha le turbe e si fa i viaggi è proprio Sitta che si è inventato un funerale a se medesimo che nessuno ha fatto. Quello è fuori, ma male. Gli oppositori al progetto di Sitta di modena felix da 250.000 abitanti stanno crescendo e bisogna riuscire a farlo crollare, meglio ancora se crolla la razza padrona che Sitta rappresenta e lui ci rimane sotto.
18/02/09 Antifa (RE)
IL FASCISMO NON È UN OPINIONE:
FUORI I FASCISTI DA REGGIO EMILIA!
Cittadini di Reggio Emilia,
Venerdì 13 Febbraio,è stata presentata al pubblico la sedicente Libreria non conforme "Gabriele D´Annunzio" da parte degli aderenti all´associazione Casapound .
Davanti a una definizione tanto civile, niente a primo acchito potrebbe indurci a interrogarci su questo evento.
Ma cosa si nasconde veramente dietro questo nome?
In verità, ciò che vedremo presentarsi ai nostri occhi non sarà altro che l´ennesimo spazio di adunata a disposizione dell´organizzazione Fascista Casapound, nata dalla scissione dal Partito Fiamma Tricolore nel 2003.
Questi, muovendosi mediante mentite spoglie di associazione pseudo culturale e/o letteraria, tenta di accreditarsi e raccogliere consensi attraverso campagne demagogiche ( come ad esempio, il si detto mutuo sociale, il carovita, ecc..).
Aldilà di tante belle premesse, di chi stiamo veramente parlando? Ebbene, dei fascisti autori dell´ignobile aggressione nei confronti di manifestanti e studenti in Piazza Navona il 29 ottobre 2008, di pestaggi, scontri, violenze contro attivisti di sinistra, migranti ed altri individui.
Loro "degno" leader, Gianluca Iannone ( ex M.S.I. , è stato presente a presiedere e fare bel viso all´intero incontro. E´ naturale presumere che iniziative promosse da certi singoli non potranno quindi vertere su proposte culturali di qualsivoglia genere.
È nostra modesta opinione che preferiranno dedicarsi ad attività più "conformi" alla loro sfera d´azione, ovvero la violenza squadrista.
Nella nostra città, poi, hanno già cominciato.
Il 31-01- 09, in Viale Umberto I, alcuni membri del gruppo hanno assalito un giovane minorenne, la cui unica colpa verso di loro è il colore della sua pelle.
Di buono c´è che quest´ultimi , seguendo dettami di retta educazione, hanno avuto la curanza di presentarsi al malcapitato:
"Questa è Casapound, i negri non li vogliamo.".
A questo ragazzo va tutta la nostra solidarietà.
Agli squadristi tutto il nostro disprezzo.
Città di Reggio Emilia,
Città Antifascista e Partigiana, mobilitiamoci e respingiamo ogni tentativo di insediamento del fascismo. Di qualsiasi origine.
17/02/09 da "Repubblica"
A modena ogni tanto arrestano qualche poliziotto per rapina, a genova che si fa di coca e i comitati chiedono altri poliziotti: bho
GENOVA Polizia choc, agenti drogati in servizio
Indagini partite dal cellulare sotto controllo di un "torturatore" di Bolzaneto.
Poliziotti in servizio, sotto l'effetto della cocaina. Intercettati
al telefono mentre pattugliano la città in divisa e confessano al
collega di essersi drogati solo qualche minuto prima.
"Mi sono
appena "fatto" di cocaina", dicono almeno un paio di loro: le
conversazioni rientrano nell'indagine su di un traffico di
stupefacenti che stamani ha portato all'esecuzione di undici misure
di custodie cautelare.
Tra le persone arrestate per spaccio di
droga ci sono due poliziotti genovesi che attualmente lavorano
presso questure della Lombardia e del Piemonte.
Ma la procura del
capoluogo ligure ha anche spiegato che tra i clienti dei
trafficanti, protagonisti di numerose feste private a base di
cocaina, ci sarebbero "da dieci a venti poliziotti in servizio
presso gli uffici della questura di Genova".
Tutti gli agenti sono
stati segnalati alla locale prefettura in qualità di consumatori di
sostanze stupefacenti.
L'inchiesta, coordinata dal pm Vittorio Ranieri Miniati, è stata
aperta in maniera del tutto casuale nell'estate del 2007. Gli
investigatori avevano allora messo sotto controllo il telefono
cellulare di Massimo Pigozzi, uno dei "torturatori" della caserma
di Bolzaneto.
Pigozzi nel luglio scorso è stato condannato a tre
anni e due mesi di reclusione - pena prossimamente prescritta - per
aver "strappato" la mano di un no-global, divaricandogli le dita
fino a lacerare la pelle e i legamenti. Il poliziotto, attualmente
sospeso dal servizio, ero però finito nei guai anche due anni fa
perché accusato di aver violentato nelle guardine della questura
genovese tre prostitute straniere.
Ed è proprio nel corso di questa
indagine che erano state disposte le intercettazioni sul telefonino
suo e di alcune persone a lui vicine.
Ascoltando diverse chiacchierate, gli investigatori hanno scoperto
un "giro" di cocaina che coinvolgeva più di un poliziotto - non
Pigozzi - come spacciatore o consumatore. Secondo la procura, la
mini-organizzazione di cui facevano parte come intermediari gli
agenti arrestati, gestiva un traffico di due etti di cocaina alla
settimana.
La droga se la procurava un pregiudicato finito a sua
volta in prigione, e veniva quasi sempre distribuita nel corso di
feste tra amici organizzate a Genova e nel Tigullio. Stamani sono
scattate le misure cautelari: cinque persone sono finite in galera,
una agli arresti domiciliari, per altre cinque sono scattati gli
obblighi di dimora.
Le perquisizioni negli appartamenti degli
indagati avrebbero permesso di recuperare un considerevole
quantitativo di stupefacente.
Vale la pena di ricordare che giusto un anno tre ispettori della
squadra mobile genovese, sezioni "narcotici", erano stati
condannati a trent'anni complessivi di reclusione (ridotti a
diciotto in appello) per aver venduto grossi quantitativi di droga
sequestrata nel corso di operazioni di polizia.
"Mele marce. Che vanno subito eliminate.
Aspettiamo il rapporto
della procura e faremo tutti gli accertamenti del caso. Se davvero
i nostri agenti si sono drogati, verranno immediatamente sospesi".
Salvatore Presenti, questore di Genova, sottolinea che tutta la
polizia - e in particolare quella del capoluogo ligure - è "sana e
professionale".
"Lo dimostrano i risultati di tutti i giorni.
E' però possibile che
qualcuno commetta degli errori. Del resto, noi non arruoliamo gente
che viene da altri pianeti. I nostri uomini sono figli di questa
società.
Ma loro non hanno scusati, non hanno giustificazioni.
E se
sbagliano, pagano. Pagano più degli altri, se è il caso. Non si può
essere indulgenti, con chi porta la divisa e ha due volte il dovere
di comportarsi bene, di dare l'esempio".
Presenti ha confermato l'arresto dei due poliziotti genovesi,
attualmente in servizio in due diverse questure (Lodi, Asti):
"Erano aggregati nel capoluogo ligure, quando sono rimasti
coinvolti nei fatti oggetto dell'indagine".
da Repubblica!
15/02/09 da "Repubblica"
Il Duce tra le auto d'epoca.
Donne e Motori, auto e Duce e banalità varie.

Immagini del duce, svastiche, sciarpe con scritte razziste, bombe a mano (finte), coltelli (veri), uniformi, mitra non funzionanti e molto altro ancora su questo tema: non siamo a un mercatino per reduci ma incredibilmente ad Automotoretrò 2009, la mostra per auto d'epoca che si tiene dal 13 al 15 febbraio al Lingotto Fiere di Torino. L'espositore spiega in un cartello che 'La politica non c'entra, è solo puro collezionismo: ogni commento è sgradito grazie'. Ma sul tanga tricolore con la faccia del duce avranno di sicuro da ridire anche i fedelissimi di Mussolini...
13/02/09 Colby
-Il vetro rotto e la scritta alla sede del PD di Solara.
Due premesse: la prima è che Libera e gli Agitati quello che fanno lo rivendicano e questa è una pratica ribadita e rivendicata da sempre, seconda cosa e che non sapendo chi può essere stato analizzerò l'accaduto sempre per ipotesi e quindi con i se.
L'ipotesi più accreditata leggendo i giornali è che siano stati dei ragazzini che per emulazione hanno fatto un'azione che rimarrebbe isolata.
Se così fosse al PD di Solara è andata meglio che a Libera perché anche se nel loro comunicato parlano di "devastazione della sede" è evidentemente che si tratta di un danneggiamento, la vera devastazione è stata quella del PD ai danni di Libera.
La scritta Libera vive è veritiera perché Libera non è morta con la demolizione della sua sede e anche la scritta PD: padroni di devastare corrisponde al vero.

Il PD sempre solerte a cancellare le scritte sui muri ha deciso strumentalmente di lasciare quella sulla propria sede almeno fino alla manifestazione "contro le intimidazioni" che si è svolta domenica mattina alla presenza del segretario provinciale Bonaccini.
Nel comunicato si legge: "Chi ritiene di intimidire uomini e donne che fanno politica con passione attraverso questi atti agisce in modo inaccettabile".
Pensare che qualcuno possa intimidire il partito che ha il Potere in mano da 63 anni mi sembra spostare strumentalmente l'asse dell'analisi, per quanto io possa ragionevolmente sforzarmi penso che quel gesto se fatto da emuli ragazzini volesse colpire, volesse indicare una responsabilità, volesse rappresentare uno sfogo, parlare di intimidazione è eccessivo; e chi avrebbe la forza di intimidire il PD nella bassa modenese?
Parlare di intimidazione significa spostare l'asse su di una strategia che non è più opera di emuli ragazzini ma di gruppi organizzati con una strategia ben precisa.


La strategia potrebbe essere quella di colpire oggi una sede, domani un'altra e far vedere che c'è la possibilità di farcela a demolire quel partito, indicare una strada sperando che altri la seguano o dimostrare che esiste un altro modo di agire oltre ai cortei e ai volantinaggi.
Se questa fosse l'ipotesi io credo che questa azione faccia il gioco del PD perché lui è un partito organizzato e ha la forza di sfruttare quell'episodio a suo favore.
Per quello che interessa me, io voglio costruire un movimento di massa che sia anche contro il PD e contro qualsiasi altro partito autoritario e non mi interessano le avanguardie di cui ho sempre dubitato e non ho ancora capito se i loro intenti siano sinceri o nascondano l'ennesimo progetto autoritario.
Per essere ancora più chiaro, se ci fosse un nostro movimento di migliaia di persone sarei più occupato ad impegnarmi nella costruzione della società futura che a definire i rapporti con i relitti di quella vecchia.
Parlando in questi giorni è uscita anche l'ipotesi di un atto vandalico costruito ad arte dallo stesso PD, io non condivido questa ipotesi ma la riporto giusto per dovere di cronaca.
La riporto anche perché non cancellando la scritta e facendo addirittura una manifestazione contro le intimidazioni il PD a mio avviso, ha mostrato debolezza, ha mostrato di non comprendere più bene cosa stia succedendo ovvero sta dimostrando di temere che il loro potere assoluto cominci a sgretolarsi.
Non credo abbiano paura di Libera o delle solidarietà che possano arrivare a Libera, credo che qualcosa gli stia fuggendo di mano, si sono mossi come se non fossero più sicuri del loro totale controllo.
Anche se sono stati ragazzini, anche se fosse stato qualcuno per sfogarsi, anche se fosse qualcuno con una strategia, anche se fossero stati loro stessi, anche se fosse stato chissà chi, qualcosa si è incrinato e se Libera in qualsiasi modo ha contribuito a questo incrinarsi io sarei contento.
Un ultima analisi, io credo che nessuno possa decidere chi può esprimersi e chi no, nessuno si può arrogarsi il diritto di dire chi può avere una sede e chi no, saremmo di fronte ad un regime autoritario e dittatoriale ma altrettanto sono perché i fascisti una sede non ce l'abbiano proprio perché hanno dimostrato il desiderio di chiudere quella degli altri.
Credo che un po' di fascismo ci sia anche a certi livelli del PD, sicuramente in parte della sua dirigenza, ho condiviso l'analisi che ha fatto Libera dopo lo sgombero subito che ha scritto "Non lasceremo la città in mano ai fascisti".
Certi personaggi che regalano il bene pubblico agli interessi di alcuni ricchi privati e sgomberano un'esperienza ecologica ed autogestita sono fascisti.
-Quanti nostri soldi?
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questo sulla sinistra è solo uno degli elenchi di soldi pubblici che vengono suddivisi dai vari partiti per garantirsi influenza politica sugli elettori e condizionare l'adesione alle loro liste, coi nostri soldi ci insegnano chi dobbiamo eleggere per il nostro futuro. noi anarchici non vogliamo soldi dallo stato per pigliare per il culo i cittadini ma coi nostri soldi e assieme a loro se lo vorranno costruire un' altra società ed altri rapporti umani ed economici. |
-Ah ecco la motor valley.
Nell'ultimo numero del giornale del comune di modena viene fatta la pubblicità di un evento che si terrà dal 7 all'11 settembre, "in settembre modena capitale dei motori".
A modena si riunirà il forum mondiale dei musei del motorismo, oltre mille delegati.
AH ecco cosa interessava alla confcommercio, posti letto e primi piatti, ah ecco turisti che consumano legandosi ai motori. E chi li mantiene questi rappresentanti dei musei? forse anche li soldi pubblici? come quelli stanziati per la casa natale di enzo ferrari? AH e chi stanzierà i soldi ai delegati? forse gli stessi che hanno fatto di modena terra di motori? ah ho capito.
11/02/09 Salemme
Marzaglia Vive
Seppur tardivo, il ricorso al Consiglio di Stato era un atto dovuto a tutela della Città e delle Falde acquifere comprese nell' Area Vasta fra Marzaglia, Campogalliano e Formigine.
E' pur vero che la fretta di sgomberare l' area, da dare alla Vintage, lo scorso 08 agosto 2008, con l 'utilizzo massiccio dei reparti mobili di Polizia e Carabinieri, non ha comunque a tutt' oggi sortito nessun avvio del cantiere.
La pista di guida sicura non ha finanziatori e allora non si farà nulla!
La " partita " è aperta fino alla definizione del PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale) perché siano definite le aree protette stabilite dalla legge 6/2005 della Regione Emilia Romagna.
L' Area vasta di Marzaglia è nel Corridoio ecologico del fiume Secchia; definito " Nodo Primario" ed è inserito anche nei programmi di tutela delle Biodiversità della Comunità Europea: Natura 2000 e Life Econet, inoltre le Province di Modena e Reggio Emilia e il Comune di Modena , assieme ad altri partner stanno costituendo il Parco regionale del fiume Secchia.
Vanno ricordate le oltre 50 prescrizioni Ambientali e di tutela archeologica previste dalla Provincia di Modena nell' atto di VIA ( Valutazione di impatto Ambientale).
Emilio Salemme Presidente della Consulta per la Tutela dell' Ambiente del Comune di Modena
Modena , 11 febbraio 2009
11/02/09 No Pista
Risposta data ad un articolo dell'Informazione.
Egregio direttore,
magari la giustizia italiana fosse così rapida da essersi già pronunciata sul ricorso contro l'autodromo di Marzaglia.
Le cose purtroppo non stanno affatto così.
Nelle motivazioni riguardanti il rigetto del ricorso contro la pista, riportate sul vostro giornale, è stata omessa una parte fondamentale.
La frase per intero recita: "Considerato che le doglianze prospettate dalla parte appellante non appaiono meritevoli di positiva considerazione in questa sede di sommaria delibazione, tenuto anche conto della tardività dell'impugnativa della deliberazione C.C. n. 93/2003 che aveva sottratto l'area a verde pubblico e a verde di uso pubblico".
E la parte sulla quale porre l'accento è "in questa sede di sommaria delibazione". Il Consiglio di Stato infatti non ha respinto il ricorso ma ha semplicemente confermato la decisione del TAR di Bologna dello scorso agosto, di respingere cioè la richiesta di sospensiva degli effetti della delibera del Comune, che è una richiesta preliminare all'esame del ricorso vero e proprio.
Non c'è stato dunque un pronunciamento sul merito, che rimane assolutamente aperto e del quale confermiamo la nostra assoluta convinzione sulle ragioni che lo sostengono: il tribunale ha solo sommariamente esaminato se ci fossero ragioni così clamorose ed immediatamente evidenti da meritare una sospensione dei lavori.
Queste ragioni clamorose, a giudizio dell'autorità giudiziaria, non ci sono. Il problema è che quando verrà esaminato compiutamente il merito delle questioni da noi sollevate l'opera rischia di essere già costruita, con la beffa per la giustizia e la collettività modenese, che ci si può ben immaginare.
Coordinamento cittadino contro l'autodromo e per il bosco di Marzaglia
10/02/09 Squatters
Barcellona Lun 9 Febb
Sgomberato Calle Amor!
Resoconto telefonico da Barcellona:
Questa mattina, lunedì 9 Febbraio la polizia ha
sgomberato la casa occupata Calle Amor di Barcellona.
Alle 6 e mezza del mattino l'antisommossa Catalana ha fatto
irruzione dentro la casa occupata.
Gli occupanti sono saliti sul tetto ed uno di Loro è nuovamente
salito sulla croce per tentare una nuova resistenza.
Questa volta la sbirraglia catalanaha usato metodi ancora più violenti.
Il compagno sulla croce è stato sradicato con essa con l'uso d'un escavatore.
I ragazzi che portavano la solidarietà agli amici sgomberati, venivano spintonati
violentemente dalla polizia.
In mattinata sono arrivati i Salesiani, proprietari dell'immobile e con Loro i mezzipesanti per la demolizione della casa occupata.
Solidarietà con tanto Amore!
Torino Squatters!
5/02/09 Colby
Govanardi e l'antimilitarismo.
Giovanardi dice a Pighi che è un antimilitarista perchè critica l'F104 posto all'nterno della facoltà di ingegneria e così facendo non rigrazia l'impegno dei "nostri" militari per la pace. Pighi ha detto che anche lui ringrazia i "nostri" militari ma si preoccupa della sensibilità dei pacifisti. L'antimilitarismo tra questi due politici sembra sia una tremenda offesa da cui prendere le distanze, ma sanno cos'è l'antimilitarismo? e sanno qual'è il militarismo?
Sempre i militari non si mescolano con il civile per tutelare il civili.
Le compagnie militari si accampavano fuori dalle città.
Rendere l'intera società intrisa di militarismo è quello che da anni entrambi i contendenti stanno realizzando.
I veri antimilitaristi ci sono e continuano la loro lotta per l'abolizione di tutti gli eserciti e di tutti gli stati.
4/02/09 Rally
Mitsubishi in crisi.
La casa automobilistica giapponese ha annunciato che si aspetta di chiudere l'esercizio 2008-2009 con una perdita netta di 60 miliardi di yen (500 milioni di euro).
Con l'abbandono da parte della Mitsubishi, il mondo dei rally perde il terzo marchio giapponese. A metà dello scorso dicembre era arrivato l'annuncio del ritiro della Fuji Heavy Industries, produttrice della Subaru, sempre a causa della crisi internazionale dell'auto.
Lasciava così il fango e le strade sterrate un marchio importante, vincitore di tre titoli costruttori ed altrettanti piloti in 19 anni. Sempre la contrazione delle vendite, pochi giorni prima aveva portato la Suzuki a prendere la stessa decisione dopo un solo anno di gare.
(4 febbraio 2009)
4/02/09 Carpi
Il popolo dell'acqua canta vittoria, ma non a Carpi (per ora).
I sindaci lombardi vincono la battaglia dell'acqua, così titolava ieri (28 gen 2009) la Repubblica a pag. 14. Infatti l'acqua in Lombardia è e resterà pubblica, il consiglio regionale anziché procedere al referendum
chiesto ed ottenuto da ben 144 sindaci ha preferito modificare la
propria legge che imponeva l'ingresso dei privati nelle società di
gestione del servizio idrico.
"Una vittoria dei sindaci e dell'opposizione" -sottolinea con soddisfazione tutto il centrosinistra.
Ma quale centrosinistra? Quello lombardo, non certo
quello carpigiano che, incurante di ogni evidenza, prosegue cieco e
sordo nel deleterio progetto di vendita ai privati delle azioni di
Aimag.
La maggioranza di governo carpigiana ha infatti pubblicato
pochi giorni fa il bando per la vendita delle azioni, nonostante sia
ormai riconosciuto in modo pressoché unanime il fallimento del mito
"privato è meglio" nella gestione dell'acqua.
Sentite per esempio cosa
scrive Repubblica per spiegare l'opposizione sorta in tutt'Italia (e
non solo a sinistra) sulla privatizzazione del servizio idrico: "la
contrarietà al privato "tout court" non nasce da posizioni "teologiche"
ma da una constatazione pratica: quasi ovunque si è scelta questa
strada, le bollette sono aumentate senza che la qualità del servizio
migliorasse".
Esattamente ciò che il Coordinamento Beni Comuni ha detto
durante la campagna referendaria.
Tutto ciò dimostra una volta di più
l'urgenza di discutere su quali azioni di contrasto mettere in campo
nei prossimi mesi soprattutto in vista delle elezioni amministrative
che si svolgeranno ai primi di giugno.
Per il Coordinamento Beni Comuni e Partecipazione
Roberto Galantini
4/02/09 Colby
No Dal Molin?
Demolita la pista dell'aeroporto
IL CANTIERE.
Improvvisa accelerazione dei lavori nel settore ovest, proprio nel giorno in cui il Comune programmava la delibera per ridurre l'area della base Usa.
Si attendono ancora notizie sul finanziamento statale per la rototraslazione.
Cicero: «Chi rompe, paga»
Mezzi d'opera sbriciolano la pista di volo del Dal Molin. COLORFOTO
Vicenza. Addio pista di volo.
Con un'improvvisa accelerazione, ieri ruspe e operai arruolati per costruire la Ederle 2 hanno iniziato a sbriciolare la vecchia pista di volo, macinando l'asfalto per lasciar posto alla futura caserma.
Il deciso passo in avanti dei lavori avviene in coincidenza con la fine della tre giorni di occupazione dell'aeroporto civile messa in atto dal Presidio permanente contro la base Usa e proprio nel giorno in cui a palazzo Trissino veniva programmata la discussione della delibera per richiedere la riduzione della superficie destinata alla Ederle 2 con l'obiettivo di farla convivere con la vecchia pista.
Quando sarà posta ai voti, quella striscia di asfalto sarà un ricordo.
LA DEMOLIZIONE.
Va di fretta la "Ederle 2". Il cronoprogramma stilato dagli americani dice che entro il 16 febbraio dovrebbero iniziare gli scavi per costruire gli alloggi destinati ai soldati: le caserme saranno costruite proprio sopra la vecchia pista di volo, che ieri è stata sbriciolata, distrutta, azzerata.
Il piano dei lavori seguirà ritmi serrati: a febbraio via agli alloggi, ad aprile via al quartier generale, a novembre via al centro ricreativo, a dicembre via al check-point.
Di questo passo a tamburo battente fino alla fine delle opere prevista fra tre anni, nel 2012. A questo punto rimane spalancato il grande interrogativo sul futuro dell'aeroporto, legato a doppio filo alla costruzione della nuova pista, ruotata di alcuni gradi verso nordest e traslata di alcune decine di metri, ma con caratteristiche tecniche inferiori rispetto alla vecchia infrastruttura.
Il commissario governativo Paolo Costa ha annunciato a più riprese l'intenzione di predisporre in tempi brevi progetto e stanziamento dei fondi necessari, circa 11 milioni di euro. Alla società Aeroporti vicentini e all'Enac, tuttavia, attendono ancora di leggere la cifra scritta nero su bianco.
IN CONSIGLIO.
La demolizione della pista è un colpo di grazia inferto alle speranze di salvare la vecchia pista di volo, come prospettato da una delibera bipartisan che il consiglio comunale si appresta a discutere per chiedere una riduzione della superficie destinata alla base Usa.
Il promotore, l'ex assessore oggi consigliere di opposizione Claudio Cicero, ulula: «A casa mia, chi rompe, paga, e i cocci sono suoi.
La delibera sarà comunque votata».
Che in municipio stia subentrando una certa dose di rassegnazione, però, è testimoniato dall'andamento della conferenza dei capigruppo, che in assenza di Cicero ha relegato la trattazione della delibera in fondo alla scaletta delle prossime riunioni: altro che urgenza, altro che corsia preferenziale.
Cicero è andato su tutte le furie, ottenendo una mezza promessa di invertire l'ordine del giorno. Intanto il tempo scorre.
Gian Marco Mancassola
3/02/09 Colby
Se siete contenti voi, teneteveli?
Il Comune di modena destina un milione di euro per le persone in difficoltà e tre milioni per realizzare uno solo dei progetti di Botta sulle tre piazze del centro. Pellacani (ex rettore) si candida per il Pdl e Pighi scopre l'F104 nel piazzale di ingegneria e dice che lede la storia di pace della città. Pighi non sapeva che i T-red erano spenti, il comandante dei vigili si era dimenticato di dirglielo. I piccoli partiti protestano per la soglia del 4% alle europee, anche Rusticali (social-ista) e Sinistra per Modena che dopo aver legato il somaro dove voleva il padrone PD pensavano a ben altra ricompensa. I vari filosofi hanno abbandonato modena scoprendo quanto è provinciale, un pò clerico-fascista e "decisionista". Un'altra modena è possibile, ma solo dal basso.
2/02/09 Colby
Quanti soldi?
Siamo al quarto esborso da parte della Provincia di Modena alla "Citta dei Motori". Per ora i soldi dei cittadini vanno sopratutto al museo della casa natale di enzo ferrari.
Tutti sperano di guadagnarci un sacco di soldi ma per il momento ne stiamo tirando fuori....e parecchi.
2/02/09 FAS
Lettera aperta al movimento No Ponte
per la ripresa delle mobilitazioni.
Da troppo tempo il movimento di opposizione al Ponte sullo
Stretto sta affacciato alla finestra ad aspettare che siano
gli eventi a dirgli se è necessario o no tornare in
piazza.
Questo atteggiamento attendista sta lentamente
disarmando l'opposizione al Mostro, che rischia, nelle sue
frange meno militanti e politicizzate, di cadere in preda
alla rassegnazione.
Il raffreddamento della lotta, provocato
dall'atteggiamento ambiguo del governo Prodi, che non ha
cancellato il progetto né ha chiuso la società Stretto
di Messina, autentica macchina mangia soldi, ha finito per
ridimensionare quel tanto che era stato faticosamente
costruito.
Se è vero che alcune dichiarazioni dei sostenitori del
Ponte hanno il sapore degli annunci propagandistici, è
anche vero che in questa fase storica la lobby dei pontisti
non ha molti ostacoli sul suo cammino, essa è fortemente
rappresentata dai governi Berlusconi e Lombardo ed ha
sostenitori anche nella cosiddetta opposizione politica e
sindacale.
La recente interrogazione parlamentare di un
gruppo di deputati siciliani del PD va in questo senso: essi
infatti, si limitano a chiedere la "modifica"
dell'opera nel senso di scelte "maggiormente
affidabili" e "meno costose".
Il rifinanziamento da parte del Cipe della Società Stretto
di Messina, rilancia l'intera questione.
Andare a
disquisire se l'opera sarà conclusa o rimarrà a
metà, se sarà fattibile oppure incontrerà ostacoli
tecnici insormontabili, in questa fase è deleterio.
Una
cosa è certa: la lobby del Ponte e delle grandi opere è
pronta a partire e partirà; più ostacoli incontrerà
sul suo cammino, più i tempi si dilateranno, più i
cantieri dureranno e le spese lieviteranno.
L'obiettivo
primario di fare aprire la borsa dei conti pubblici sarà
raggiunto, a prescindere dalla conclusione dell'avventura.
Ma con conseguenze certe: il disastro ambientale nell'area
dello Stretto; lo scempio urbanistico; il foraggiamento
finanziario delle cosche delle due sponde; la
militarizzazione dell'area; l'inquinamento di ogni
ambito sociale, politico e culturale, attraverso pressioni,
infiltrazioni, compravendite, per saldare un consenso che
fino ad oggi non appare scontato.
Tutto questo impone la ripresa di un dibattito nel movimento
e fra tutti i settori che hanno lottato contro il Ponte, e
l'indizione di forti mobilitazioni, caratterizzate dallo
sforzo di esportare i motivi dell'opposizione al Mostro
anche oltre l'area dello Stretto, più di quanto non lo
si sia fatto fino ad ora, ed in maniera più determinata.
La costruzione, o comunque l'inizio dei lavori del Ponte,
saranno (sono già) sfruttati e venduti come occasione per
rilanciare l'economia, rimettere in circolo denaro
pubblico, creare posti di lavoro.
Se non si è in grado di
rispondere a queste argomentazioni false e strumentali; se
non si è tra la gente a confutare la propaganda pontista,
fortissima e attrezzatissima, noi perderemo ancora prima di
avere combattuto.
Questa battaglia è oggi più urgente che mai; essa può
rappresentare la base di una vertenzialità meridionalista
contro il potere centrale e contro il capitale, nelle sue
varie sfaccettature (politico, economico, mafioso,
religioso), per l'affermazione di idee, proposte,
obiettivi basati sull'autodeterminazione e su un ritrovato
protagonismo sociale e popolare incamminato sulla via
dell'autogoverno.
La FAS propone l'apertura di un dibattito che confluisca
in una prima assemblea regionale di confronto e di azione,
da tenere a Messina (o in altra località si decidesse),
entro e non oltre il mese di marzo.
Federazione Anarchica Siciliana
Enna, 1-2-2009