ELEZIONI?
Circola in rete un messaggio che si direbbe lasci intendere che il movimento notav ha deciso di presentare proprie liste in tutti i comuni della Valle di Susa: lo stesso messaggio invita poi a raccogliere l'esempio per estenderlo a tutte le province, alle regioni e al parlamento europeo. Ognuno è libero di scrivere ciò che crede, ma non guasterebbe uno sforzo per rapportarsi al movimento notav rispettandone le specificità piuttosto che limitarsi ad utilizzare notizie che i grandi media hanno interesse a diffondere.  

Credo sia il caso di fare un minimo di chiarezza, almeno fra di noi, nei confronti delle notizie riportate dalla carta stampata.
Il movimento NO TAV in Val di Susa, in quanto tale, non presenta liste civiche per le prossime elezioni comunali. Come movimento intende mantenere, in ogni caso, la propria autonomia politica rispetto ad eventuali gruppi impegnati direttamente nella gestione della cosa pubblica. E’ tuttavia innegabile che moltissimi NO TAV (forse la stragrande maggioranza ma sicuramente non tutti) appoggia la formazione di queste liste civiche realmente indipendenti che condividono alcuni criteri di natura generale.
Il Movimento NO TAV, in questi anni di lotta e di presa di coscienza, ha funzionato da aggregante, ha svegliato la gente, ha fatto capire alla gente che non si può dare una delega per cinque anni a chi fa regolarmente dei programmi elettorali carta straccia con il beneplacido della Costituzione.
Il movimento NO TAV ha fatto capire alla gente che bisogna impegnarsi in prima persona nell’amministrazione della cosa pubblica che è il primo bene comune e che condiziona tutti gli altri. Ha fatto capire che non bisogna delegare.
Ha fatto capire che l’acqua, l’edificio scolastico, l’aria che respiriamo, i cibi delle mense, il territorio, il denaro pubblico non sono di “destra” o di “sinistra”, sono da gestire bene nell’interesse di tutta la comunità, non per il tornaconto di pochi. Così, si sta provando a progettare la gestione del proprio territorio (mettendo in gioco la propria persona, il proprio tempo, le proprie esperienze) partendo da un “sentire comune”: il NO TAV, che rafforza i legami interpersonali. Senza guardare alle ideologie, ma andando sul concreto delle cose. Provando a gestire i beni comuni come se si dovesse gestire la casa.
Tenendo sempre bene a mente che non ci sono governi amici, non ci sono partiti amici, non ci sono “chiese” amiche. Tenendo bene a mente l’esperienza NO TAV che è di tutti ed è unificante. In altre parole è il vissuto della lotta contro l’alta velocità  che ci ha visto condividere con chi non si conosceva o che si era solo incontrato altre volte per caso, il pane e il companatico, il freddo, il vento, la fatica e la gioia della lotta.
Che non è uno slogan. Che non è una tessera. Che non è un’ideologia.
Per questo, non so se un’esperienza di questo tipo potrà essere riprodotta su larga scala. Credo che in molti casi manchi “il vissuto”.
In realtà una generalizzazione dell’esperienza della valle di Susa può essere in questo momento proposta solo in termini antitetici rispetto all’esistente. Occorre disgregare le forme di controllo della vita pubblica messe in atto dai partiti, e per questo è bene essere favorevoli, in senso generale, a qualsiasi tentativo che, su qualsiasi scala, cercherà di fare emergere delle aggregazioni autonome.
Ci sono dei rischi in una formulazione così generica. Ma non bisogna avere paura né della libertà né della molteplicità di opinioni delle persone. Le manie parrocchiali di tutti i partiti e della sinistra in particolare, vanno abbandonate.
In Valle di Susa nessuna di queste liste civiche avrà il simbolo NO TAV.
Avrà al suo interno persone NO TAV, avrà un programma che dirà NO alla nuova linea ferroviaria Torino Lione perché il TAV non è mediabile, avrà soprattutto persone che si battono e si sono battute contro il TAV.
E che vogliono mettersi in gioco. Vogliono rischiare la faccia, in prima persona.
Non sarà il simbolo a fare la differenza, saranno le persone con il loro vissuto, il loro impegno la loro vita.
Sapranno fare meglio dei sindaci di oggi? Io spero di si.
Sicuramente nessuno di loro sarà condizionato né sarà costretto a rendere conto a questo o a quel partito, a questa o a quella lobby.
Dovrà rendere costantemente conto ed essere condizionato costantemente dai suoi concittadini. Per questo sono esperimenti di liste che “preoccupano”.
Perché sono esperimenti di liste “libere”.  
A tutti un saluto NO TAV. Alberto Perino