DOSSIER AUTODROMO
Autodromo di Marzaglia
Tra scempi ambientali e sviluppo insostenibile


...era già tempo che si sentiva parlare, e non solo, di macchine veloci, di piste, di gare, di test...poi venerdì 4 aprile la conferma che qualcosa si stava realmente muovendo in quella direzione: la presentazione ufficiale del progetto per la costruzione di un autodromo nella zona di Marzaglia...


L' autodromo in questione occuperebbe un area di circa 290000 mq e, stando dal progetto presentato, sarebbe costituito di una pista esterna lunga circa 2400m e larga 12m che racchiuderebbe altre 7 piste più piccole, ognuna attrezzata diversamente per consentire prove di frenata per auto e motoveicoli ed altri tipi di test come sbandamento, controllo di trazione ecc...La pista esterna, nella quale potrebbe girare anche una F1, servirà come test di velocità e per organizzare varie manifestazioni sportive.

Nell' area circoscritta dalla pista maggiore hanno già trovato collocazione un museo dei motori, un albergo, un centro commerciale, locali pubblici e concessionarie d' auto: questo sta ad indicare che l'autodromo non avrà i suoi proventi solo da corsi di guida o dai test realizzati in loco, ma anche da manifestazioni sportive di richiamo

L'ultimo progetto presentato dal comune, non solo è più grande del precedente ma prevede un impatto ambientale maggiore, visto che andrà a distruggere una parte del bosco di Pino Strobo.

A QUALE PREZZO?...

...In caso di realizzazione di questo progetto la zona interessata, per altro enorme, subirebbe uno scempio le cui proporzioni sono al limite dell'immaginabile...

L' area in cui verrebbe collocato l' autodromo è attualmente costituita da campi coltivati a foraggio e grano: inutile dire che queste coltivazioni verrebbero irrimediabilmente distrutte poichè il progetto dell' autodromo contempla l' abbassamento dell' area di circa 5 metri (con lo scopo di ricavarne ghiaia, che in questi tempi ad alta velocità è estremamente preziosa ndB). Nelle aree circostanti si trovano due piccoli boschi che non dovrebbero (?!?) essere abbattuti, almeno stando al progetto attuale; tuttavia le varie specie faunistiche che vi vivono non potrebbero comunque continuare li la loro esistenza causa l' inquinamento sia dell' aria che acustico.
E' inoltre tutto da dimostrare che le escavazioni per la costruzione delle infrastrutture dello "scempiodromo" non vadano ad intaccare le falde acquifere dalle quali attingono sia i pozzi degli abitanti locali che l' intero acquedotto modenese.

DOMANDE IN CERCA DI RISPOSTE


-Vi sono già enormi aree nella zona che hanno subito le ingiurie delle escavatrici, sempre per estrarre ghiaia, e per evitare altre devastazioni non si poteva pensare di procedere in quelle zone?

-Esistono già 4 autodromi di grosse dimensioni e 5 più piccoli senza considerare le varie piste minori solo in Emilia-Romagna, quindi non era proprio possibile adattarne uno alle caratteristiche del progetto?

-Durante la presentazione sia di venerdì 4/4 che pochi giorni dopo in tv è stata espressa la necessità di corsi di guida sicura poichè "...i giovani escono dalla scuola guida e non sanno guidare...": ma allora la patente uno cosa la prende a fare? Perchè si spendono tanti soldi nella scuola guida quando non serve a niente?

-Non sembrano un po' in antitesi corsi di guida sicura e manifestazioni che invece inneggiano ed esaltano la velocità e le prodezze al volante?

AMARE CONCLUSIONI...

...Opponiamoci a questa realtà che ci vuole schiavi del lavoro e di ciò che possediamo! Opponiamoci all'autodromo, all'alta velocità e allo sviluppo che mai tiene conto delle reali esigenze umane, ma solo degli interessi di chi lo perpetra!

L' autodromo non viene costruito per soddifare la voglia di motori e velocità del modenese rimasto orfano della vecchia pista di "viale dell'autodromo"; dietro esso sono celati giochi di potere e guadagni di milioni di euro: dall'escavazioni agli interessi delle case motoristiche e di vari industrialotti locali. Il profondo senso di sdegno riguardo l'autodromo nasce poichè esso è uno dei tanti "simboli" di uno sviluppo che sempre meno va nella direzione di una concezione di coabitazione uomo-natura. "Modena terra di motori" è il manifesto di un pianeta sempre più invivibile e del prevalere degli interessi economici di pochi sulla salute e sulla necessità di vivere in un ambiente non avvelenato o ricoperto di cemento.

LIBERA Ecologica-Mente

Libera è un progetto nato dall' idea e dall' esigenza del collettivo anarchico e libertario " Gli Agitati". Ormai attivo da più di QUATTRO anni sul territorio modenese, Libera si propone come reale alternativa di esperienza sociale e politica estranea a vincoli istituzionali e a logiche partitiche.
Nella nostra esperienza di spazio sociale, con la nascita di un'abitazione collettiva, abbiamo inziato a sentire fortemente l' esigenza di fare rivivere tutte le aree verdi intorno a noi creando un progetto ecologico.
Le questioni ambientali e sociali sono ancora sentite qui a Modena ( terra dei motori ) da chi ha sempre creduto che i rapporti e le relazioni tra gli individui passino attraverso presupposti di solidarietà, di cooperazione, di rapporti più umani e più sinceri mantenendo altresì le diversità che ci caratterizzano fondamentali per la costruzione di una società multiculturale, multicolore, senza sfruttamenti e nel rispetto della ricchezza di ogni individuo. Vogliamo un' altro modo di concepire anche i luoghi in cui viviamo, sperimentando il nostro legame con l' ambiente naturale che ci circonda.
Non costruiamo la ricchezza attraverso il denaro, da sempre padrone ed elemento fondante di una società falsa e materialista, basata su rapporti gerarchici e di potere tra gli individui, causa di milioni di morti e motivo predominante di scempi ambientali come il nuovo autodromo previsto a Marzaglia.

Lungo i millenni, le varie civiltà, grazie alla loro forza politica, militare ed economica, hanno potuto crescere ed imporsi nelle varie regioni in cui sono sorte, contendendosi domini territoriali e traffici commerciali.
I grandi centri urbani bisognosi di approvvigionamento, la funzione parassitaria dei ceti dominanti e privilegiati in essi residenti, hanno richiesto una generale intensificazione della produzione, da quella agricola a quella dei beni di lusso, con conseguente aumento dello sfruttamento umano ed ecologico, e la necessità di espandersi territorialmente alla ricerca di nuove terre e popoli da assoggettare.
L' imporsi di questa forma di dominio sociale e territoriale ha minato in profondo e spesso distrutto le condizioni per una vita tribale autonoma ed integrale rimuovendone lo spazio fisico e con esso la memoria.

PROGETTO ECOLOGICO DI LIBERA

Il progetto ecologico di Libera in realtà è partito un anno fa con la nascita di un orto coltivato biologicamenteche ha prodotto verdure, come insalate, pomodori e cipolle in grandi quantità al punto di dividerle con tante altre persone oltre che per lo spazio sociale. Ora l'orto è di 25 mq per 25 mq. In più stiamo attrezzando un'altra area per orti biologici comunitari e invitiamo chi è interessato a coltivarli a mettersi in contatto con noi.
Stiamo iniziando un progetto di rimboschimento di un' area intorno a Libera con olmi, faggi e carpini neri. In più sono stati piantati 150 alberi.
Inoltre a Libera abbiamo installato 8 pannelli solari, per l'autosufficienza dal punto di vista energetico e stiamo realizzando la fitodepurazione delle acque reflue per una depurazione biologica dell' acqua.

 

LA NOSTRA FLORA

ALBERI PER TIPO ARBUSTI SPEZIE/PIANTE VERDURE
OFFICINALI

22 ciliegi 5 uva spina calendula piselli

2 duroni 1 mirtillo salvia fagiolini
4 susine 1 lampone rosmarino fave
1 noce 2 ribes lavanda radicchi rossi
3 albicocchi 1 mora origano lattuga
2 cachi 3 kiwi timo cicoria
1 nespolo erba cipollina pomodori
5 peschi prezzemolo melanzane

4 meli basilico peperoncino
5 viti menta zucchine
2 peri menta selvatica zucche

1 limone fragole cavolfiore
1 mandarino giapponese broccoli
anguria
meloni
verza
crescione

FITODEPURAZIONE

La fitodepurazione è un sistema che utilizza arbusti, piante e fiori in alternativa ai tradizionali sistemi depurativi. La possibilità e la modalità di funzionamento della depurazione dipendono fondamentalmente dal comportamento dei vegetali utilizzati. Le piante hanno un'elevata capacità d' assorbire e quindi di utilizzare alcuni elementi impedendo loro di arrivare ai corpi idrici superficiali o sotterranei; favoriscono inoltre la vita dei microrganismi del suolo che attaccano e demoliscono una buona parte degli inquinanti organici. Per
esplicare la loro funzione i vegetali necessitano di un ambiente che garantisca la disponibilità di luce, acqua, isolamento termico e degli elementi chimici necessari ad operare le sintesi organiche. Il terreno è pertanto un componente essenziale di questo ambiente in quanto fornisce sostegno e nutrimento alle piante.

PANNELLI SOLARI

Dalla metà di maggio a Libera abbiamo l'acqua autocostruita. Questo grazie al corso per la costruzione di pannelli solari svolto a Libera nei giorni del 15 e 16 maggio. Gli oltre sessanta partecipanti hanno contribuito alla realizzazione di otto pannelli solari per una superficie pari a 8mq, in grado di alimentare un serbatoio di 400l d'acqua, con una temperatura di acqua sanitaria sanitaria costante.
Il corso promosso da Libera è stato realizzato da TATTLE, sezione tecnologie appropriate della cooperativa Alekos.
Con la pratica dell'autocostruzione, l'utilizzatore finale acquista maggiore consapevolezza sull'uso delle risorse e sulle applicazioni delle tecnologie più appropriate disponibili, aumentando la propria autonomia rispetto all'offerta di tecnologia proposta dal mercato.
Un impianto a circolazione forzata è formato da un collettore solare a sé stante, connesso attraverso un circuito
con un serbatoio localizzato nell'edificio. All'interno del circuito solare si trova acqua o un fluido termovettore
antigelo. La pompa di circolazione del circuito solare è attivata da un regolatore differenziale di temperatura
quando la temperatura all'interno del collettore è superiore alla temperatura di riferimento impostata nel
serbatoio di accumulo. Il calore viene quindi trasportato al serbatoio di accumulo e ceduto all'acqua sanitaria
mediante uno scambiatore di calore.
Mentre in estate l'impianto solare copre tutto il fabbisogno di energia per il riscaldamento dell'acqua sanitaria, in
inverno e nei giorni con scarsa insolazione serve per il preriscaldamento dell'acqua. La parte del serbatoio che
contiene l'acqua calda a pronta disposizione, cioè quella da tenere sempre in temperatura, può essere riscaldata da
uno scambiatore di calore legato a una caldaia. Il riscaldamento ausiliario viene comandato da un termostato
quando nel serbatoio la temperatura dell'acqua nella parte a pronta disposizione scende al di sotto della
temperatura nominale desiderata.


INVECE DELL'AUTODROMO.....

250.000 metri quadri sono 25 ettari di buona terra fertile da sacrificare ad un progresso insostenibile.

In venticinque ettari si possono produrre in un anno:

ortaggi per 1250 famiglie di quattro persone ciascuna, che fanno 5000 persone
15 tonnellate di grano che sono 225.000 kili di pane integrale per 5000 persone
150.000 litri di latte da 30 mucche per 1600 persone

Quanti metri cubi di ossigeno se fossero 25 ettari di bosco?

Quante tonnellate di carta se fossero 25 ettari di pioppeto?

Quanto combustibile da biomassa?

Tutto questo è sostenibile e rinnovabile in eterno.

La distruzione dell'ambiente naturale è un crimine contro l'umanità e le future generazioni.

Continuiamo pure ancora a giocare con le automobiline e a fare guerre per il petrolio.

Tutto questo progetto ecologico vuole essere distrutto dai vari speculatori senza scrupoli con la connivenza del comune di Modena per costruire un nuovo autodromo.
Lotteremo indipendentemente dal fatto che Libera venga demolita.
Questo è uno scempio ambientale inimmaginabile e invitiamo la città di Modena a dire NO alla
costruzione del nuovo autodromo per la salvaguardia dell' ambiente e della salute di tutti noi.

AUTODROMO?
NO, GRAZIE!