Lo Spazio Sociale Libera ha ribadito nella sua ultima assemblea che resisterà sino alla fine.
Dopo la richiesta del Comune ai contadini di liberare i terreni attorno a Libera, dopo l'iscrizione in Consiglio Comunale per lunedì 23 luglio dell'ultima approvazione dell'autodromo, dopo la visita di Neri della Vintage ai nostri vicini abbiamo deciso l'Allerta Rossonera.
Dal primo agosto inviteremo tutte le associazioni a noi vicine a partecipare ad azioni Non Violente di Sabotaggio e di Disturbo per Boicottare eventuali lavori che Comune e Vintage potrebbero iniziare. La ditta di costruzione Neri Franco costruisce per l'Accademia Militare, il Comune di Modena e per Montezemolo, ha infatti costruito la Pista del Mugello e l'ampliamento della Pista della Ferrari di Maranello. Appena verremo a conoscenza della data della discussione in Consiglio Comunale dell'Ultima approvazione dell'Autodromo Convocheremo un presidio sotto al comune ed un Corteo coinvolgendo anche realtà nazionali.

22/ottobre 2006
Antifascismo Anarchico

Come anarchici e anarchiche siamo antifascisti perchè:
-perchè siamo contro ogni dittatura e ogni forma di autoritarismo
-perchè combattiamo l'idea di patria famiglia dio e razza
-perchè siamo antimilitaristi e contro l'esaltazione della forza
-perchè rifiutiamo qualsiasi logica di sopraffazione.
Gli anarchici hanno sempre combattuto tutti i fascismi e gli autoritarismi.In italia già al sorgere del fascismo nel 1920 aderirono agli "Arditi del Popolo", attentarono con Lucetti, Schirru, Sbardelotto e Zamboni alla vita del duce e nell'ultima parte della resistenza lottarono con proprie brigate partigiane.
Inoltre siamo contro qualsiasi tipo di revisionismo, sia di chi nega l'esistenza dei Lager e delle Camere a Gas, sia di chi come Togliatti concesse l'amnistia ai fascisti o come il Diessino Violante che ha cercato di riabilitare con esternazioni confuse chi partecipò alla Repubblica di Salò.
Il fascismo è la variante armata ed aggressiva dell'autoritarismo.
Le filosofie autoritarie o gli individui che cercano scorciatoie spesso sviluppano fascismi.
Il sonno della ragione, la non partecipazione, la delega, il silenzio ne permettono il ritorno.
Bisogna uscire subito da questi momenti di apatia, autogestire da noi la nostra vita.
L'autogestione è l'antidoto migliore contro i fascismi.
Spazio Sociale Libera.
LIBERI TUTTI!!!
Mercoledì 19 luglio2006 il tribunale di Milano ha pronunciato la sentenza a carico dei 29 antifascisti arrestati a Milano che tentarono di impedire il corteo della Fiamma tricolore. Gli antifascisti sono stati accusati di diversi reati tra cui quelli più significativi di devastazione e saccheggio, che prevede dagli 8 ai 15 anni di reclusione, e concorso morale in devastazione e saccheggio. La sentenza, dopo 4 mesi di carcere preventivo è stata di diciotto condanne a quattro anni da scontare ai domiciliari, nove assoluzioni e due patteggiamenti. Tra questi, ricordiamo in particolare che otto di loro sono compagni a noi molto vicini, che conosciamo e con cui condividiamo molte idee. Tra loro, 3 sono assolti e 5 dovranno scontare quattro anni agli arresti; domiciliari; queste gravi e pesanti condizioni, dovranno subire nonostante le uniche "prove" a loro carico siano alcune fotografie che testimoniano la semplice partecipazione al corteo.
Questa è di fatto una sentenza politica, legata a leggi repressive del Codice Rocco, ancora presenti nell'attuale codice penale; nello specifico il reato di devastazione e saccheggio, è stato ripreso con i fatti del G8 di Genova, quest'anno contro alcuni antifascisti torinesi e in altri procedimenti penali in corso. Ricordiamo che è la stessa accusa che venne formulata per i responsabili del disastro del Vajont: 3.500 morti e tre paesi cancellati dalla faccia della terra.
Ancora oggi vediamo come la lotta antifascista venga repressa con leggi inequivocabilmente fasciste.
Durante il processo,uno degli avvocati difensori ricordava al Gup milanese Giorgio Barbuto, che questo reato " è un delitto all'ordine pubblico equiparabile al reato di associazione mafiosa ed era originariamente punito con la pena di morte".
Con questa sentenza politica e nello specifico l'accusa di concorso morale, si delinea di fatto quello che sarà in futuro il quadro repressivo dello Stato nei confronti del conflitto sociale. Concorso morale non è un reato che valuta la responsabilità individuale in merito a determinati fatti, come quelli accaduti l11 marzo scorso a Milano, è un reato che attribuisce la responsabilità degli scontri, a chi ha semplicemente partecipato al corteo. La sola testimonianza della presenza dei compagni al corteo, è stata sufficiente per accusarli di tutto ciò che è successo quel giorno in C.so Buenos Aires.
L'intero processo quindi è stato costruito, in modo evidente, sulle elucubrazioni del PM Basilone.
Crediamo sia un tentativo politico e giudiziario che ha lo scopo di attaccare l'intero movimento e di dividerlo in categorie di "buoni" e "cattivi". Lo Stato da sempre detiene il monopolio della violenza, e a chi tenta di opporsi a queste condizioni, mostra il suo vero volto: repressione e galera.
Quest'ultimo processo si pone in continuità con le montature politiche e giudiziarie del passato, come per il caso Sacco e Vanzetti, Giuseppe Pinelli e Valpreda, il caso Sole, Baleno e Silvano Pellissero, il caso Marini, il G8 di Genova, solo per citarne alcuni.
Per noi comunque non è finita qui anche se si è concluso questo primo grado del processo, infatti molti compagni ora sono agli arresti domiciliari con pesanti restrizioni;
continuerà la nostra lotta per la loro liberazione e per quella di tutti gli altri prigionieri.
LE NOSTRE LOTTE NON SI FERMERANNO DI CERTO CON LA CARCERAZIONE!!

10/03/06
Campagna Astensionista 2006

Non votiamo perché non deleghiamo nessuno e partecipiamo in prima persona.
Non votiamo perché non siamo complici di nessun Potere, nessuno Stato e nessun Governo. Alla libertà non ci si arriva conquistando il Potere, ma solo con l'organizzazione dal basso e l'Autogestione. Venerdì 7 aprile ore 18.30 comizio astensionista con Andrea Papi di Forlì collaboratore di Senza Governo, A Rivista Anarchica, Libertaria e altre varie pubblicazioni. Sabato 8 aprile alle ore 21.30 a Libera dibattito su Democrazia delegata o Autogestione con Andrea Papi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

20/03/06
Non saremo noi i provocatori.

Il presidio in ricordo dell’eccidio del 7 aprile 1920 in piazza Grande si terrà comunque.

Venerdì mattina alle 11.30 abbiamo richiesto piazza Grande dalle 18 alle 20 per venerdì 7 aprile, la risposta è stata negativa, ovvero la piazza era stata richiesta e autorizzata all’Ulivo per tutta la giornata.

In tutte le altre campagne elettorali il tempo massimo consentito per l’utilizzo delle piazze per eventuali comizi non superava le 2 ore, ma sembra che quest’anno, la prefettura non abbia dato nessun tipo di indicazione. In alternativa a Piazza Grande abbiamo subito prenotato Piazza Matteotti per un nostro comizio, sempre dalle 18 alle 20, sempre il 7 aprile, ma questo non risolve il fatto che come l’anno scorso il 7 aprile noi anarchici ricorderemo l’eccidio avvenuto nel 1920 contro il proletariato modenese.

Noi anche quest’anno saremo presenti dalle 18 alle 18.30 in Piazza Grande.

L’ulivo o chi altro avrà autorizzato l’utilizzo della piazza ne tenga conto.

Utilizzare Piazza Grande solo per accaparrarsi potere, far sfilare automobiline o peggio ancora dimenticare o occultare la storia di questa città lo troviamo inaccettabile.

Spazio Sociale Libertario/Anarchico Libera

 

Manuale Pratico Contro lo Sgombero dello spazio sociale libertario/anarchico LIBERAancora per anni, ancora dov’è “Continua la lotta contro l’Autodromo”


numero 1, Agosto 2005


Questo manuale è uno strumento di contatto con tutte le persone che hanno deciso di “lottare al nostro fianco”.
Entro giugno 2006 il Comune di Modena si è impegnato a dare, alla ditta Vintage, i terreni dove ora c’è Libera. Sicuramente prima della consegna vorrà scavare e tenere per se gli introiti della vendita della ghiaia posta sotto i terreni interessati. Con questi dati lo sgombero dovrebbe avvenire tra agosto e dicembre 2005. Nelle nostre assemblee sta prevalendo la decisione di opporre una difesa Non violenta dello spazio sociale, difesa per determinata a riuscire a tenere Libera il più a lungo possibile. Il rischio nell’attuare la nostra resistenza è sicuramente il reato di resistenza a pubblico ufficiale. In caso la polizia dovesse riuscire ad entrare e radere al suolo gli stabili di Libera abbiamo deciso di tentare di rioccupare i terreni e continuare a fare attività con tende o strutture d’emergenza. Per questo invitiamo chiunque a venire, in quei giorni, con la propria tenda e attrezzature da campeggio. Essendo Libera in campagna e poco “visibile” molte delle iniziative di protesta avverrano a Modena città. La nostra biblioteca Unidea sita in via S.Agata 10, vicina a Piazza Matteotti, sarà il punto di riferimento per tutte le azioni che stiamo progettando.
Abbiamo anche già prenotato per i mesi di settembre e ottobre uno spazio per fare dei banchetti lungo la via Emilia Centro. C’è la proposta di allestire un accampamento di tende in Piazza Grande, di fare cortei spontanei e intensi volantinaggi.
Se ti vuoi unire alla nostra lotta puoi partecipare alle
assemblee del martedì sera che si tengono a Libera dopo le 21.30, venire il sabato pomeriggio dalle 17 alle 20 presso la biblioteca Unidea, seguire gli sviluppi tramite il sito www.libera-unidea.org, lasciare il numero di cellulare per ricevere gli sms per le situazioni d’emergenza o per
ricevere le nostre iniziative, oppure lasciare l’indirizzo di posta elettronica.
Servirà anche la disponibilità ad ospitare le persone che da fuori Modena accorreranno ad aiutarci.

 

 

 

 

 

 

 

 

IN MERITO AGLI STRISCIONI SULLA SEDE DEI DS


L'azione che ha portato all'affissione di due striscioni sulla sede della federazione DS in via Acqui a Modena non è stata compiuta da Libera. Pur condividendo i contenuti dei due striscioni ci sembra importante portare un po' di chiarezza nella questione.
Questa precisazione nasce prima di tutto dall'esigenza di riconoscere identità politica alla sigla che ha firmato gli striscioni, il C.A.M., e smascherare l'ennesima strumentalizzazione compiuta dai DS e dalla stampa locale.
Resto del Carlino e Nuova Gazzetta di Modena di oggi, giovedi' 17 novembre, ci additano infatti come responsabili del gesto definito "intimidatorio ed offensivo", sforzandosi ancora di descriverci isolati in questa lotta.
Visto il loro atteggiamento invitiamo chiunque voglia avere informazioni su Libera e sulla lotta contro l'autodromo a visitare direttamente il nostro sito internet (www.libera-unidea.org).
Approfittiamo per ringraziare il C.A.M. per la solidarietà espressa nei nostri confronti.
Spazio Sociale Libertario Anarchico Libera


COMUNICATO C.A.M. 17 NOVEMBRE
“I CPT LI COSTRUITE I CENTRI SOCIALI LI SGOMBERATE” ”GIU’ LE MANI DAL LIBERA DS: VERGOGNA”


Con questi striscioni attaccati davanti alla sede DS martedì 15 il collettivo autogestito modenese ha voluto manifestare la propria opinione e critica sul problema dello sgombero del centro sociale libera e sulla devastazione ambientale di Marzaglia.
Ci teniamo a ribadire che siamo un collettivo appartenente all’area della sinistra antagonista e non apparteniamo a Libera.
Con la dimostrazione di martedì abbiamo anche voluto dare voce ad un dissenso sulle politiche ds, sui temi sociali e ambientali condiviso anche da una buona parte della sinistra di base modenese (anche ds).
“Intimidatoria e offensiva” è stata la campagna mediatica orchestrata dai ds. RIteniamo anche di essere stati, come dicono “loro”, il sale della democrazia. Peccato che i ds siano così insipidi da non aver accettato una contestazione legittima e legale. Ma come ben si sa i ds in fatto di legalità hanno delle idee un po’ confuse.
C.A.M.

 

 

 

 

 

 

 

Una Risata Vi Seppellirà.
Il RE è nudo e i sudditi sono pronti a coprirne le vergogne.

Nonostante faccia comodo vedere la nostra battaglia come un attacco personale ad un assessore, fino a due anni fa nessuno di noi conosceva il signor Sitta e nessuno di noi ne avrebbe mai parlato. E' curioso come la nostra determinazione venga apostrofata come autoritarismo quando invece chi ha pensato di fare progetti che impattano la vita di altri è stato proprio il di cui sopra.
E' inutile riempirsi la bocca di parole come Partecipazione o Democrazia quando non si ha il coraggio di parlare con le persone danneggiate dai propri progetti. Abbiamo appreso dai giornali che avevano deciso di fare l'Autodromo e in modo ancora più segreto che era ubicato sopra il nostro Spazio Sociale. Inoltre abbiamo appreso che tale progetto è stato commissionato in via informale, non rispettando l'iter ufficiale e democratico che tanto declamano. Abbiamo letto sulla Gazzetta della fantasiosa ipotesi di spostare Libera nella sede del Gattile, da noi subito rifiutata. Abbiamo imparato dalla Gazzetta ( 9 settembre 2005) che Sitta (che ora smentisce) ha dichiarato all'Agenzia DIRE (8 settembre 2005) che Libera sarà demolita nei prossimi mesi. Oltre tutto , ancora una volta, non è stato l'Assessore al patrimonio che ci ha comunicato ufficialmente per iscritto le intenzioni dell'amministrazione ma ne siamo venuti a conoscenza attraverso le dichiarazioni di un altro Assessore -Sitta, sempre Lui- in un'intervista. O queste sono minacce figlie di una logica mafiosa e intimidatoria, oppure siamo di fronte a personaggi senza alcuna dignità umana e politica.
Non facciano ora le vittime cercando eminenze grigie (o brizzolate) che spingono ora in una direzione ora nell'altra, l'anarchia non prevede che ci siano burattini. Prendetevi le vostre responsabilità in quanto uomini e in quanto politici. Noi le nostre le abbiamo già prese e se siamo ancora qui a ribattere colpo su colpo, è perché abbiamo un mondo meraviglioso dentro.
Non siamo Noi a voler imporre le nostre idee a qualcuno, solitamente è la classe dirigente che impone le sue scelte, e lo fa con tutta la forza di cui dispone. Non si sforzino a pensarci alla maggioranza, come diceva De Andrè "al vostro posto non ci so stare".
Con questo comunicato lanciamo due messaggi chiari: a nessuno è permesso fare e imporre progetti che sconvolgono la vita di altri, e secondo, che il Consiglio Comunale e La Giunta non dovrebbe essere una Dittatura che impone tutto a tutti, poiché un quinto della gente di questa città non li ha votati e molti li hanno votati in una logica del "meno peggio".
La vera violenza è quella del Potere che vuole demolire le esperienze autogestite, NON di chi le rimanda al mittente. Chi non si è sollevatp contro le minacce di Sitta di sgomberarci, e lo fa solo dopo la nostra reazione, ha un concetto di violenza-nonviolenza succube del potere.
Il vittimismo di Sitta, la solidarietà dei politici e l'allineamento dei giornali confermano che lo sgombero sarà imminente.

Qualcosa in questa città è cambiato, conviene a tutti accorgersene.
Con gioia, con allegria,
giovani e meno giovani dello Spazio sociale anarchico Libera.

MILITARE FA MALE


Fare il militare fa male.

4 novembre festa degli assassini.

Che festa è il 4 novembre? E' la festa di 650.000 morti,947.000 feriti e mutilati, di 600.000 prigionieri e dispersi. E' la festa della logica militarista, della logica di morte, di repressione, di distruzione. Come antimilitaristi e internazionalisti saboteremo sempre tutte le guerre che si prepareranno, ci opporr4emo a qualsiasi tipo esercito, sia di leva sia professionale. Siamo per il piacere di vivere ma egualmente non siamo disposti a combattere per la patria né a morire per il potere.

 

 

 

 

PINELLI ASSASSINATO


Sabato 16 dicembre a 31 anni dall'assassinio del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli siamo ancora qui ad affermare che Pinelli (e con lui l'anarchismo e le forme di ribellismo sociale) è stato la vittima prescelta dalla strategia stragista dello Stato italiano per fermare le lotte di emancipazione che incalzavano nella fine degli anni '60. Il commissario Calabresi (uno degli assassini) è stato anche lui sacrificato dal suo stesso apparato. E' la logica degli Stati. Giuseppe è stato scaraventato dal quarto piano della questura di Milano, era uno degli anarchici più attivi. La sentenza del tribunale ha concluso che Giuseppe è morto per "malore attivo, ma noi e la maggioranza della gente non ha mai creduto a chi pretende di governare tutti: Pinelli è stato assassinato. LIBERA non dimentica.

 

BASTA MAC DONALD'S


Ancora una volta... basta McDonald's

Considerare il McDonald's un insulto all'umanità, oltre che alla natura ci viene spontaneo non solo per ragioni eclatanti come i pascoli di allevamento intensivo creati in America Latina a danno delle foreste, dove l'utilizzo delle famigerate farine animali è solo l'inizio di un procedimento che non ha più nulla di genuino. Ci sentiamo insultati anche per ragioni meno evidenti, ma più vicine al nostro vissuto, come lo sfruttamento del lavoro. McDonald's, oltre che produrre "cibi" nocivi per la salute, propone un assoluto appiattimento del rapporto uomo-cibo: il pasto non è più un momento di convivialità in cui rilassarsi e gustare il sapore di cibi genuini, ma una sempre più breve pausa nel ciclo produttivo. La multinazionale del pasto veloce propone uno stile di vita americaneggiante, fatto di pasti al telefono, successi manageriali e squallidi sorrisi di variopinte cameriere. L'anarchismo da sempre condanna e combatte multinazionali totalitarie che spingono verso una standardizzazione della vita in ogni suo aspetto, a favore del proprio guadagno ed in contrasto con ciò che ogni libero individuo ha da esprimere, ed è per questo che anche quì a Libera è nato forte il desiderio di prendere le distanze da ciò che si cela dietro quel grottesco pagliaccio: ancora una volta...basta McDonald's!!


L'UOMO FINISCE
DOVE COMINCIA IL SOLDATO


Lo stato non esiste. Lo stato è un'entità astratta, è un'insieme di poteri che cercano di imprigionare l'individuo e di renderlo schiavo a tutto vantaggio di quei pochi che da questo traggono profitto. Questa entità si è creata un corpo, una forma tangibile che gli permette di attuare la propria tirannia; e a questo corpo ha anche dato un nome: l'ha chiamato ESERCITO.

 

 

 

ASTENSIONISMO

L'astensionismo è un'arma rivoluzionaria contro il governo ed il parlamento. Le elezioni sono sempre di più una farsa, centro centrodestra centrosinistra: noi che c'entriamo. Al di la delle fasulle promesse dei vari candidati o schieramenti, è lo strumento della delega che non ci trova concordi. Nel nostro modo di intendere una società libera non c'è posto per il governo buono, non c'è posto per nessun governo. Astieniti dal seggio, lotta nel sociale. Per una società autogestita, senza inni, confini, eserciti, preti, padroni e governanti. La sceda + la patente dell'imbecille. Raccogliamo le nostre schede e le bruciamo per tenere accesa la fiaccola della libertà.


 

 

PRIMO MAGGIO


Il primo maggio è un giorno di festa e di lotta. Gli anarchici impiccati a Chicago, la lotta di milioni di sfruttati, ci permettono oggi di non lavorare per il capitale e per l'autorità. Abbiamo un giorno in più per noi, un giorno in più per preparare un mondo libero. Il primo maggio è nato anarchico.


CHE SUCCEDE?

Fra un po arriverà la primavera.
Siamo riusciti a passare l'inverno.Sapete tutti che a LIBERA manca l'acqua, tranne quella delle taniche.......eh?
Abbiamo lavorato duro, da autogestiti, senza padroni e senza obblighi; stiamo ancora passando ore e ore a cercare di rendere i locali e l'esterno più accoglienti e più funzionali.
Quando pioveva ci "saltava" il parcheggio, non avevamo posti al coperto per l'inverno:
Abbiamo costruito muri di sostegno e tanto altro.
Nel primo mese di LIBERA oltre 140 individualità hanno contribuito alle varie ristrutturazioni.
All'inizio non avevamo una lira, quindi una trentina di noi hanno iniziato a sottoscrivere e potevamo così contare su oltre 2 MLN di lire.
Abbiamo già speso oltre 12 MLN di viti, fili, colore ecc ecc.
Abbiamo anche iniziato a raccogliere soldi per iniziative di solidarietà con gli zapatisti, per gli anarchici arrestati a firenze, per il Comitato Liberazione Animale di bergamo, per la biblioteca UNIDEA.
Venerdì 9 marzo e sabato 10 inauguriamo la stalla.
Stanchi e FELICI.

 

 

 

ALEEEEEEEEEE' !!!


Dopo 10 mesi di taniche finalmente l'acqua corrente sgorga a Libera. Ci eravamo lasciati definendoci stanchi ma contenti; bene adesso siamo più stanchi e più contenti perchè il pozzo (costato ben 9 milioni di lire!!!) ci permette di guardare all'estate con molta più euforia in quanto andare sempre a riempire le taniche non ci passava più. Le spese del pozzo sono state divise tra Libera, sottoscrizioni al bar e compagni interni allo spazio che hanno prestato soldi e ai quali verranno ridati (speriamo!). Con il pozzo è partito anche un progetto di orto biologico dove sono state piantate oltre a verdure in foglia (insalata radicchi ecc. ecc.) anche ortaggi (zucchine pomodori e peperoni) e frutta (fragole e angurie). Per quello che riguarda il collettivo dopo un periodo di appannamento, con l'arrivo della bella stagione, sembra che la partecipazione sia in aumento e questo non puo che far prevedere un'estate ricca !!
saluti anarchici

(e Ricorda finchè i lavori non sono finiti, non abbiamo ancora inaugurato)

 


ASTENSIONISMO
 

Aumentano gli ASTENUTI, più 841.500. Ora gli astenuti alle elezioni politiche sono il 18,8% arrivando ad 9.306.000 unità. Aggiungendo il 6,2% di schede bianche e nulle (3.108.000 unità) arriviamo ad un totale di 12.414.000 persone che non hanno espresso il loro consenso ai vari politicanti di turno, ovvero il 25,07%. I voti validi sono stati 37.086.000 pari al 74,93%. E' su quest'ultimo dato e non sul totale degli aventi diritto che i partiti calcolano le loro percentuali, quindi se Forza Italia dichiara al proporzionale della Camera un 29,4% sul totale dei votanti ha il 23,9%, i D.S. dal 16,6% passerebbero al 13,5% ecc. ecc. Saremmo sciocchi a pensare che gli astenuti siano tutti anarchici o rivoluzionari e che questo non voto sia una forma di protesta, però pensiamo che per chiunque vinca le elezioni e sia in procinto di Governare trovarsi nel corpo sociale 12.414.000 individui che non si sono espressi e che non seguiranno le direttive di nessun partito possa essere un problema. Resta a noi libertari il compito di propagandare tra gli individui stanchi di delegare a dei politici di professione il verbo dell'autogestione della solidarietà e del mutuo appoggio, "Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo ogni momento che passa cresce, sta crescendo proprio adesso mentre sto parlando con te" Buenaventura Durruti.

Testo della mostra esposta a Libera dopo le elezioni del 13 maggio 2001

 
LIBERALIZZIAMO TUTTO
 

Samba Reggae
In brasile quando si balla si fa l'amore. Tutto identico tranne la penetrazione. I brasiliani non sono stati devastati dal cattolicesimo e quando ballano muovono il bacino, il culo i genitali. Hanno ereditato molto dagli schiavi neri che gli europei con la benedizione dei vari Papi hanno deportato la. Noi abbiamo il fondo schiena e la parte dei genitali bloccati. In brasile ballano ovunque e per farlo non devi assomigliare alle immagini di nessun rotocalco di moda. La donna più "brutta" e "fatta male" balla anche se è l'unica che lo fa in mezzo a centinaia di persone ferme, è enormemente sensuale perché sta facendo l'amore, con se stessa, col suo corpo, vibra sotto la pelle, che importa che c'è sopra? Per gli uomini vale la stessa cosa. Il ballo ti fa divertire e ti vuota la testa, te la libera e te la prepara al viaggio, all'altrove. I ritmi della foresta, dei legni sui tronchi sono ipnotici, si va verso la Trance, si prepara la mente. Chi siamo noi? Che senso ha la vita? Dobbiamo soffrire perché avremo una ricompensa alla nostra morte? No!?! Su questo da buon Ateo ho le idee chiare. GODERE. Nella vita bisogna godere, non certo un godimento che dopo un secondo è finito, un godimento che è massificato o che diventa una finta esibizione di un qualcosa che poi in fondo non si è neanche provato. Le sostanze aprono la percezione e proprio perché ci portano in altri luoghi possiamo vedere meglio la vita di merda che facciamo. Imparare ad entrare ed uscire senza rimanerci fa parte del gioco. La magia della vita non è data da un Dio, è semplicemente nella nostra capacità di "sentire". Se esiste un Dio siamo noi, ognuno di noi. Quando parlo di sostanze, intendiamoci, parlo di quelle che aprono, non di quelle che annientano; e poi ognuno sa per se perché il rapporto è sempre individuale. Se uno è alienato e deve sballare per forza, se uno quello che cerca è dipendere allora ok, non sta andando da nessuna parte. Io parlo di godimento, di conoscenza. Non so in questa vita quale è l'obiettivo ma più o meno per me ho trovato le strade per arrivarci. LE STRADE. Per prima cosa bisogna conoscere e lavorare su se stessi; se noi non sappiamo chi siamo e finchè non siamo liberi falsiamo tutto quello che ci arriva e che incontriamo. Senza noi stessi siamo sfottuti. Seconda strada, i viaggi in altri luoghi, a contatto con altre culture, altre concezioni del tempo dello spazio, un rapporto diverso con l'"uso" delle persone. Godimento e conoscenza di pari passo. La terza strada sono i viaggi con le sostanze, ci sarebbe una marea di roba da….. raccontare. La mia quarta strada è la sessualità, estremamente collegata al ballo, allo scambio, al fascino, alla conquista, all'abbandono, raggiungere l'orgasmo sono forse gli unici istanti dove si ha la più completa fiducia in qualcuno che non sei tu. La mia quinta strada è la lotta sociale, un continuo confronto e messa in discussione con l'esistente. Contare sulle scelte che riguardano della tua vita è straordinario, evitare che qualcuno pensi a te come strumento da soma e rovinargli la festa è necessario. Un'altra strada è la musica, la colonna sonora della vita. Sto cercando altre strade. FIGURARSI. Pensate che bello fare l'amore in viaggio, con tante sostanze in corpo dopo aver sfottuto la CIA e il KGB, dopo aver ballato per ore con in sottofondo una musica da sballo. Stavolta Dio rimane fuori dalla porta, il suo viaggio è troppo paranoico, il mio è solo all'inizio. Liberalizziamo ciò che porta al godimento ed alla conoscenza.
colbo

Testo della mostra esposta a Libera durante la 2 giorni sulla liberalizzazione dell'8/9 giugno2001

 

TRAPPOLA A GENOVA


La trappola a Genova c'era!!
I carabinieri e la polizia erano pronti a colpire!
Di questo nessun dubbio!
Infatti molta gente è stata fermata prima della manifestazione, picchiata e malmenata senza poterci arrivare!
Ed anche senza anarchici del Black Bloc avrebbero trovato, lo stesso, un buon motivo per picchiare e uccidere persone che vogliono ribellarsi all'arroganza di uno strapotere che rende alcuni, pochi, privilegiati, opulenti ricchi sfruttatori del lavoro, del tempo della vita di tantissimi altri!
Ogni giorno tocca sopportare una vita a metà, con il sapore amaro in bocca, perchè senti che non puoi fare tanto per cambiarla, se non ribellarsi con ogni mezzo "civile" a questo sistema di merda!
robby

DALLA HOME PAGE


IMPORTANTE


1)La biblioteca UNIDEA è stata spostata a LIBERA e sarà consultabile dal 27 ottobre.
2)Durante le serate a LIBERA dove abbiamo il bar estivo è stata allestita una esposizione di arte varia.
3)Per il 4 novembre presunta "festa" delle forze armate meglio dire tragedia "di avere qualsiasi forza armata", abbiamo intenzione nella giornata di sabato 3 di regalare alla città di modena un monumento al disertore. Fatevi sentire.
Facciamo nostra interamente la posizione della redazione di Stellanera sui fatti di Genova e relativa a quanto successo al pentagono e alle torri gemelle.

GENOVA

A Genova durante il G8 il governo italiano per mano dei suoi organi repressivi e di mala informazione ha deliberatamente preparato un piano di criminalizzazione e di brutale repressione del movimento nato contro la globalizzazione dei mercati e delle multinazionali. Ha continuamente provocato i manifestanti prevedendo addirittura il possibile assassinio. La redazione di Stellanera si sente solidale con tutti i manifestanti arrestati, inquisiti e brutalizzati; si sente partecipe alle molteplici iniziative che cercano di far nascere un movimento di individui liberi contro il crimine degli affaristi, delle banche, degli Stati, degli eserciti e contro il tentativo di recupero di questo movimento da parte dei partiti.


PENTAGONO

Colpire i civili è sempre ignobile. Quello che è avvenuto alle due torri gemelle di New York è una cosa orribile, ci sentiamo costernati per ognuna delle vittime innocenti cadute per mano di un piano terroristico. Condanniamo il terrorismo senza appello; per questo condanniamo il governo e l'esercito degli Stati Uniti d'America che pratica il terrorismo più o meno esplicitamente da sempre. Non accettiamo la logica della vendetta, che qualcuno deve pagare per quei morti; troppi conti nella storia sono rimasti aperti e chi parla di civiltà ha ancora troppi crimini da pagare. Bisogna togliere le armi ai terroristi e non finanziarli per interessi propri come ha fatto la C.I.A. prima con Noriega, poi con Saddam, adesso con Laden ecc ecc. Bisogna togliere le armi agli eserciti, agli Stati, smilitarizzare subito. Stellanera ribadisce il proprio antimilitarismo e antistatalismo per questo lottiamo contro il terrorismo ed il terrorismo degli Stati e degli eserciti.

A SILVIA

Ci giunge oggi la notizia che silvia, compagna anarchica di Bergamo è agli arresti domiciliari. Ancora, per l'ennesima volta, una compagna giovane e molto attiva viene fatta oggetto di una montatura poliziesca. A Silvia tutta la nostra solidarietà.

CONTRO LA GUERRA

Tra un capo integralista Talebano e un capo di una potenza coloniale imperialista come Bush preferiamo niente. Entrambi fanno i loro giochi sui civili disprezzando la vita umana. Ma che vogliono questi, petrolio?, gasdotti?, civilizzare?, coranizzare? Entrambi terrorizzano. Troveranno sempre motivi per fare la guerra, ma non troveranno nessuno di noi nè a legittimarla, nè ad impugnare le loro armi.

BOLAS SUICIDE


Vorremo spendere due parole su queste due giornate, al di là del loro essere riuscite o meno, crediamo che debbano almeno ricordare ad ognuno di noi, che se sono state organizzate, se abbiamo voluto incontrarci e parlare del fascismo, se pure ora leggiamo queste righe, è perché ne abbiamo sentito il bisogno.
Forse poteva continuare a prevalere un'idea ormai ingenua e infantile, quella che ci porta a credere che dalle nostre parti certi schieramenti politici possano rappresentare solo un fenomeno carnevalesco, di chi ama indossare costumi moderni degli anni 20.
Invece no, oggi forza nuova ha una sede anche a Modena, oggi è libera di dare sfoggio delle loro bandiere nel pieno centro della città, sotto il benestare delle forze dell'ordine felici nel vedere propri simili e nella totale indifferenza di partiti politici. Un clima che a Modena si sente già nelle strade, episodi di violenza non denunciati, provocazioni gratuite e sempre più evidenti, sostenute dall'onda di intolleranza che alberga anche in chi si sente sicuramente lontano dal fascismo e dalle sue evoluzioni.
Resta la nostra preoccupazione per la capacità che sta assumendo oggi la destra nell'insinuarsi, tra maglioncini e occhiali griffati, in mezzo ai giovanissimi. Non sappiamo se possa essere considerata solo come una moda, certo è che essere di destra piace, essere discriminati non piace a nessuno.
Lontani da ogni autoritarismo, lontani da ogni sopraffazione, dall'ostentare la forza, dagli atteggiamenti di superiorità e presunzione……….
……….vicini a chi subisce, a chi ha subito, al rispetto, alla libertà.
BOLAS SUICIDE

-FESTA PRIMO MAGGIO
-CORTEO CONTRO CPT
-CON GLI ANARCHICI ARGENTINI
-FESTA STELLANERA
-3 GG ANARCHICI

Come sta andando a Libera e nel giro di compagni e di gente che la circondano? Oseremo dire bene, molto bene. In programma ci sono tante iniziative e si fa viva anche una maturità che permette di realizzare iniziative di alto livello, sia comunicativo che "politico". Di gente ne passa tanta, i bagni sono quasi finiti e i lavori più grossi sono un lontano ricordo. Libera è un laboratorio in continuo movimento e aperto al confronto. Molte delle iniziative che Libera organizza in realtà vengono proposte da individui che vedono in Libera il luogo giusto per realizzarle. Stiamo partecipando al Coordinamento Anarchico dell'Emilia Romagna. Abbiamo anche preso contatto con vari gruppi anarchici in giro per la terra e dopo varie riflessioni e vicissitudini ce la sentiamo di proporre per settembre una tre giorni anarchica. La situazione di repressione che vive Silvia di Bergamo è ancora molto pesante, noi continuiamo a raccogliere soldi da inviargli. Il primo maggio speriamo di rivedere tanti compagni con cui condividere sia il pranzo che l'azione. Tra poco ci sara una contestazione alle frecce tricolori e un goa trance. Saluti anarchiciCome sta andando a Libera e nel giro di compagni e di gente che la circondano? Oseremo dire bene, molto bene. In programma ci sono tante iniziative e si fa viva anche una maturità che permette di realizzare iniziative di alto livello, sia comunicativo che "politico". Di gente ne passa tanta, i bagni sono quasi finiti e i lavori più grossi sono un lontano ricordo. Libera è un laboratorio in continuo movimento e aperto al confronto. Molte delle iniziative che Libera organizza in realtà vengono proposte da individui che vedono in Libera il luogo giusto per realizzarle. Stiamo partecipando al Coordinamento Anarchico dell'Emilia Romagna. Abbiamo anche preso contatto con vari gruppi anarchici in giro per la terra e dopo varie riflessioni e vicissitudini ce la sentiamo di proporre per settembre una tre giorni anarchica. La situazione di repressione che vive Silvia di Bergamo è ancora molto pesante, noi continuiamo a raccogliere soldi da inviargli. Il primo maggio speriamo di rivedere tanti compagni con cui condividere sia il pranzo che l'azione. Tra poco ci sara una contestazione alle frecce tricolori e un goa trance. Saluti anarchici
Opporsi a tutte le guerre.
Gli anarchici contro la guerra.


Ci opporremo alla guerra costruendo uno sciopero generale, un corteo nazionale, cortei cittadini, presidi davanti alle basi militari, alle banche che finanziano l’industria bellica; con centinaia di altre manifestazioni diffuse sul territorio, praticando l’antimilitarismo.
Da sempre ci siamo rifiutati di fare il servizio militare, abbiamo contestato tutte le manifestazioni militariste e patriottiche, ci siamo rifiutati di finanziare le guerre o di lavorare per fabbriche che producono armi
Sappiamo però che per fare la guerra non bastano solo soldati, aerei, navi e carri armati, serve anche un poderoso apparato propagandistico in grado di creare un clima favorevole ad una scelta interventista.
Il militarismo e quindi la guerra è la conseguenza del profitto capitalista e della essenza degli Stati.
Noam Chomsky linguista e anarchico statunitense ha speso migliaia di parole per spiegare che il governo e l’esercito degli stati uniti sono dei terroristi. Nel 1986 gli USA sono stati condannati dalla Corte internazionale per "uso illegale della forza" (terrorismo internazionale) ed hanno posto il veto al Consiglio di sicurezza. Per anni hanno pagato e addestrato i Contras che uccidevano i civili e i contadini nicaraguesi scatenando anche una feroce guerra economica che ha provocato molte più vittime della tragedia di New York dell’11 settembre.
Il Nicaragua si rivolse all’ONU non per invadere i territori dei terroristi USA ma solo per chiedere la fine degli eccidi e cospicui risarcimenti.
Saddam Hussein è figlio militare del governo degli USA.
Bin Laden è figlio militare del governo degli USA.
Il governo degli Stati Uniti è stato il maggior responsabile della sconfitta di un progetto indipendentista laico del "socialismo arabo" aprendo così la strada al fondamentalismo islamico; il massacro ad opera dei cristiano-libanesi con la copertura di Sharon nel 1982 nei campi profughi di Sabra e Chatila di oltre 2.000 palestinesi inermi spinse molti verso l’integralismo.
Il colonialismo, l’imperialismo, l’accaparrarsi del petrolio e delle altre fonti di energia hanno provocato un’aristocrazia araba legata all’occidente e hanno spinto la maggior parte delle popolazioni all’odio verso l’occidente e ad abbracciare l’integralismo religioso.
Abbiamo cercato forme di collaborazione e di scambio culturale tra i popoli evitando la diffusione del pensiero religioso, di quello nazionalista e patriottico, i governi e gli stati occidentali hanno però scelto la strada inversa: militarizzare le frontiere, costruire i CPT e far arrivare ai popoli arabi e del "terzo mondo" un segnale chiaro: ci servono solo le vostre braccia.
Quando si scatena una guerra quelli che più ne pagano le conseguenze sono i civili. Quando una guerra finisce di solito chi comandava prima comanda anche dopo o se cambia nominalmente è sempre funzionale alle gerarchie militari ed economiche. Le leggi del dominio sono ferree e vedono al primo posto l’uso sconsiderato del "braccio armato", la soluzione della questione militare sta nel superamento di tutta la società del dominio.
Il nostro internazionalismo e la nostra opposizione intransigente ad ogni forma bellica e ad ogni distruzione di vite umane non potrà mai coniugarsi con il sostegno a regimi o dittatori, coloro che manifesteranno contro la guerra con i ritratti di Saddam o con le bandiere nazionaliste sono nostri nemici come coloro che bombardano, affamano e distruggono.
Non ci interessa democratizzare le forze armate, gli eserciti mercenari o le macchine militari popolari: vogliamo abolire gli eserciti.
Solo con la distruzione delle società autoritarie basate sul dominio e sullo sfruttamento possiamo immaginare di porre fine alle centinaia di guerre che ci circondano. Dobbiamo però essere chiari, le istanze per un cambiamento radicale della società deve venire dal basso, dal ventre della società; Dobbiamo diffidare di chi vive di delega o partecipa alla spartizione elettorale; o ai Social Forum sempre più infiltrati dai partiti.
Alcuni possibili ambiti di intervento
Lasciandoci alle spalle l'inutile discussione sulla falsa alternativa fra esercito di leva ed esercito professionale (anche perché la leva obbligatoria rimane in vigore essendo prevista in casi di emergenza in cui il reclutamento di volontari non sia sufficiente a coprire le necessità dello strumento militare)
in una prospettiva antimilitarista e visto il carattere di transizione degli anni a venire, sarà; importante sviluppare iniziative:
-per l’abolizione di ogni esercito e forza armata dello stato
-per la soppressione dell’industria bellica
-per l’abolizione di tutte le esibizioni militariste da parte delle istituzioni
-contro l'aumento della spesa militare a fronte dei tagli alla spesa sociale;
-contro la propaganda del Servizio militare volontario come una normale ed allettante forma di lavoro: imparare ad ammazzare non è un lavoro qualsiasi e non lo sono nemmeno sostituire o reprimere lavoratori in sciopero
l'aumento delle quote riservate agli ex-militari nella pubblica amministrazione e la corsia preferenziale nel settore privato;
-contro l'istituzione del Servizio civile volontario come ulteriore forma di precarizzazione del lavoro e contro il sistema di agevolazioni e crediti.
-infine, occorre diffondere una coscienza antimilitarista che porti a sviluppare lotte collettive e forme di obiezione di coscienza nei lavoratori che saranno costretti a prestare servizio per strutture militari, così come è già stato fatto in alcuni casi per quanto riguarda le produzioni belliche.
La guerra fa parte ormai, come evento spettacolare, della nostra quotidianità. Dobbiamo combattere quella "abitudine" che è rimozione continua. Vediamo la guerra quotidianamente, che nelle immagini è lontana, ma nell’"abitudine" è accanto a noi. Un "abitudine" che contribuisce al mantenimento delle strutture che si basano sulla violenza e di quella pace che rende possibile ogni guerra.
Il coordinamento anarchico emiliano romagnolo promuove una serie di iniziative per combattere la guerra imminente e il militarismo in ogni sua forma.
Al coodinamento anarchico emiliano romagnolo partecipano gruppi e individualità di:
Parma, Reggio Emilia, Correggio, Novellara, Scandiano, Carpi, Modena, Bologna, Medicina, Imola, Mordano, Castelbolognese, Ravenna, Bagnacavallo, Rimini, Cattolica.
L'antimilitarismo nuovo.


L'antimilitarismo nuovo.
I sistemi di controllo e di repressione si "evolvono" continuamente, la stessa costruzione della guerra segue linee tecnologicamente più avanzate e campagne di consenso "moderne": ottimi spot, grafiche eccellenti, linguaggio spregiudicatamente giovane e tosto. Senza l'uso della forza attraverso esercito o polizia è impossibile far rispettare o imporre leggi, leggi economiche, religiose o di relazione sociale. L'autorità ha necessità dell'esercito. Esistono mercenari o piccole bande che fanno dell'uso della forza, dell'esaltazione della violenza e del machismo la loro motivazione; anche questi gruppi che non rispondono a esigenze precise a gruppi di potere specifici, vanno combattuti decisamente. Gli assassini in divisa invece, quasi sempre offrono le loro braccia a gruppi ideologicamente reazionari e potenti; i mercenari nelle divise degli Stati si prostituiscono ai potentati religiosi, ai fascisti, ai clan autoritari rossi, gialli o neri. Il nuovo percorso dell'antimilitarismo (che spero esca dalla riunione del 27 ottobre con forza e vigore) consiste, secondo me, nel combattere l'autorità e la militarizzazione delle coscienze e della società cercando di delegittimare l'ideologia della forza. Ogni volta che una guerra si è scatenata noi ci siamo ridotti al silenzio, quando c'è la guerra noi abbiamo perso. Esiste morfologicamente la consapevolezza che appena partono i bombardamenti la nostra aziobne è impotente. E allora? Allora quotidianamente, in tutti i livelli ideologici di propaganda che il militarismo attuerà in tutti i settori della società noi dobbiamo esserci. Piccoli interventi ma decisi nella loro consapevolezza perché la guerra va delegittimata prima che si scateni. Semplicemente tutto qui. Né un uomo, né un soldo, né una canzone, ne un saluto, né tutto il resto per la guerra. Delegittimare anche attraverso una critica radicale al linguaggio ideologie guerresche che si alimentano di concetti come straniero, diverso, nazione, patria, confini ecc. Ricominciare a produrre adesivi, manifesti, cassette con canti antimilitaristi, giocare sulla comunicazione e propaganda antimilitarista. Presidi e campeggi davanti ai luoghi dove le guerre si preparano. Creare a livello mondiale una rete di solidarietà antimilitarista. Ho deciso che qui mi fermo,,,colby
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2 ANNI di LIBERA


Dopo un lungo percorso di attività politica nella città di Modena, il collettivo anarchico degli "AGITATI" ha sentito l'esigenza di proporre un progetto di SPAZIO SOCIALE dove mantenere vivo il dibattito politico ricreando una socialità libera dai vincoli istituzionali e dai condizionamenti dei partiti.

Nasce così nell'estate 2000 lo spazio sociale libertario anarchico "LIBERA".
Le individualità che partecipano al progetto riconoscono come valori fondamentali la SOLIDARIETA', l'ASSEMBLEARISMO e l'AUTOGESTIONE ,espressioni di pratica di vita fondati su concetti libertari anarchici.
Il collettivo ha visto avvicinarsi un gran numero di persone che hanno trovato in questo spazio gli stimoli e le idee per crescere all'interno del confronto collettivo esprimendo le propri potenzialità creative politiche ed umane.


L'11 giugno 2000 abbiamo iniziato i lavori di pulizia esterna del fabbricato, il 20 abbiamo fatto l'allacciamento della luce e l'8 luglio abbiamo inaugurato l'apertura dello spazio.

I lavori, molteplici ed alcuni estremamente faticosi, sono stati realizzati con un forte spirito di COLLABORAZIONE, con la volontà e la passione di viversi finalmente la pratica dell'autogestione.
Durante i primi mesi più di cento individualità si sono impegnate nei lavori di ristrutturazione confermando il rapporto politico ed umano preesistente.


Da subito Libera ha cercato di far conoscere il proprio progetto cercando di allacciare ed irrobustire la rete di contatti con le realtà del movimento antagonista ponendosi in una dimensione di confronto e scambio con individui e situazioni legate all'area libertaria ed anarchica.
I primi rapporti significativi sono nati con la comune salentina Urupia, con il collettivo anarchico animalista "Freccia Nera" e il comitato di liberazione animale di Bergamo.

Libera si sente vicina al progetto politico e sociale della comune acquistando e diffondendo i loro prodotti biologici, tenendo all'interno dello spazio materiale informativo.

Con i compagni/e bergamaschi/e sono state organizzate alcune iniziative di sottoscrizione ad altri compagni/e denunciati ed arrestati durante manifestazioni di protesta. Oltre al grande affetto, con loro si è creato un profondo rapporto di solidarietà e di scambio politico.


Dalle riflessioni interne all'assemblea di Libera è nato il desiderio di sperimentare una SITUAZIONE ABITATIVA COLLETTIVA.
A fine marzo 2001 i locali dei piani superiori inutilizzati dallo Spazio vengono adibiti a questo progetto che vede come presupposti l'autogestione, la creazione di un modello alternativo a quello famigliare, la difesa e la tutela del posto.
Come obiettivo si pone quello di facilitare l'attività politica e sociale dello spazio.
Ovviamente siamo molto contenti di aver sottratto uno stabile che sarebbe finito nelle mani di speculatori edilizi.


La Biblioteca anarchica "UNIDEA", con sede in via Masone, dopo un percorso politico in città è stata trasferita all'interno di Libera.
Il collettivo degli "Agitati" che seguiva la Biblioteca, essendo molto coinvolto nelle attività di Libera, ha valutato di trasferire gli archivi e il materiale della distribuzione all'interno dello spazio sociale per poterlo seguire con più attenzione e per poter usufruire di un ambiente più ampio.
Oltre all'acquisto di libri e l'autoproduzione di materiale, tra cui magliette, la Biblioteca si è dotata di un computer con installazione ad Internet. Libera ha anche un sito: WWW.LIBERA-UNIDEA.ORG con e-mail a cui scriverci: LIBERA.MO@LIBERO.IT

Nell'estate 2001 è nato un giornale di diffusione di materiale libertario.
La redazione, composta da alcune individualità dello Spazio, ha sentito il desiderio di creare questo giornale con la voglia di cercare altre forme di comunicazione nelle quali ci si potesse esprimere liberamente, la carta stampata è sicuramente uno dei mezzi più rappresentativi e divertenti che si possano utilizzare.
Per noi "STELLA NERA" è parte attiva di un progetto politico in quanto è un giornale autoprodotto che dà la possibilità di fare circolare le nostre idee e quelle di chiunque voglia far conoscere le proprie, ovviamente con la possibilità di discuterle.
Stiamo allargando questo tipo di progetto e abbiamo voglia di collaborare con più persone possibili!

QUESTE SONO TRA LE INIZIATIVE PIU' RAPPRESENTATIVE DI DUE ANNI DI ATTIVITA' A LIBERA E SONO QUELLE IN CUI MAGGIORMENTE CI RICONOSCIAMO.


INIZIATIVE ANTIMILITARISTE


Per noi anarchici e libertari la parola guerra e quello che rappresenta scatena un forte senso di repulsione portandoci alla lotta contro gli eserciti, il militarismo e quindi contro l'autoritarismo in ogni sua forma.
Questo ci ha portato ad organizzare qui a Modena iniziative antimilitariste tra cui una campagna tuttora in atto a favore della diserzione, per noi unica alternativa alla chiamata alle armi.

ANTIFASCISMO

Il collettivo di Libera si sente unito nel condannare i massacri e la logica autoritaria del fascismo.
Le iniziative antifasciste tenute a Libera sono nate dall'esigenza di mantenere vivo questo tipo di sensibilità; per ribadire il nostro rifiuto a tutte le ideologie politiche che fanno della coercizione, della violenza e della discriminazione i loro metodi.


ASSIEME A TUTTE LE RAZZE
CONTRO LA RAZZA PADRONA


SOTTOSCRIZIONI

Riguardo questo aspetto Libera è impegnata nel diffondere i progetti di altre situazioni e realtà a livello nazionale e internazionale dell'area anarchica e libertaria. Organizzando serate specifiche in cui circola materiale informativo, mostre e con dibattiti ci si è confrontati direttamente con individualità di alcune realtà, decidendo collettivamente di sottoscrivere il ricavato della serata a questi progetti, mantenendo vivi i contatti utilizzando come strumento la solidarietà.


A Libera vivono iniziative di aspetto culturale come CONFERENZE, DIBATTITI, TEATRO E PROIEZIONI VIDEO come altro momento di confronto e conoscenza

A gennaio del 2002 è nato il coordinamento anarchico emiliano romagnolo di cui il collettivo di Libera è anch'esso promotore. La finalità del coordinamento è quella di creare una rete di contatti tra individualità e gruppi anarchici con lo scopo di facilitare e arricchire l'attività politica dei compagni e delle compagne. Da questa collaborazione sono nate iniziative per la campagna contro i CPT tra cui il primo Maggio a Modena con presidio davanti alla struttura pranzo a Libera e corteo in centro, iniziative di controinformazione antifascista (presidi, cortei volantinaggi).

Libera ama divertirsi e organizzare serate dove il ballo e la festa siano il tramite per incontrarsi e scambiarsi la gioia di vivere.
Abbiamo sempre allontanato e frenato atteggiamenti prepotenti e violenti all'interno delle serate perché nel nostro modo di intendere la vita, quindi anche il divertimento, fondamentale deve essere il rispetto dell'altro.
Il collettivo vuole proporre una forma di socializzazione libera dai condizionamenti dei pregiudizi sociali, dalle tessere dei partiti, del
rapporto gestore-consumatore.

CONTRO I CPT
Sabato 23 novembre abbiamo organizzato una giornata contro
i CPT. Alle 15 è partita da piazza
S. Agostino la prima Critical Mass modenese che ha raggiunto il
CPT di via La Marmora e steso
uno striscione di solidarietà ai migranti, tornati i cilisti in piazza S, Agostino è partito il colorito
corteo che ha attraversato il
centro città. Tre i brevi comizi,
uno difronte piazza Matteotti, uno davanti all'accademia militare (ovviamente antimilitarista e
dove è stata proposta la cacciata
dei militari) e l'ultima difronte
a piazza mazzini. Molti gli slogans
e i contenuti. No ai Cpt,
no al razziamo.
CORTEO LA SPEZIA

Testo del manifesto
che indice il corteo
Antimilitarista di
La Spezia del 25
gennaio
.
(per adesioni disertalaguerra@libero.it)
(per contributi utilizzare il conto: Assemblea Antimilitarista e
Antiautoritaria intestato a Enzo Benassi n° 35992668)

MANIFESTAZIONE
-contro tutti gli eserciti
-contro tutte le guerre
La Spezia, sabato 25
gennaio 2003, partenza ore 15.00, ritrovo in piazza Brin.
Cos'è un terrorismo se non
una guerra in piccolo
Cos'è una guerra se non un terrorismo in grande
La guerra degli Stati e il terrorismo uccidono uomini, donne e bambini, le armi utilizzate in ogni angolo del mondo vengono prodotte anche vicino a casa tua. Abbiamo bisogno di scuole, ospedali, case e aria pulita
e non di fabbriche di morte; riconvertiamole in luoghi di vita. Gli Stati e il Capitale ci vogliono complici della logica del profitto e del dominio a tutti i costi. L'opposizione
alla guerra non può sottrarsi ad una critica radicale ad
ogni autorità e gerarchia sociale, politica, economica
e religiosa.
Anche tu puoi obiettare, disertare, boicottare la
guerra e il militarismo nel
tuo quartiere, nella tua
scuola, nel tuo luogo di
lavoro.
Dobbiamo essere sabbia e
non olio nel motore del militarismo.
Siamo tutti disertori.

Assemblea Antimilitarista e Antiautoritaria, modena 27/10/02
(per firmare le adesioni al corteo www.disertalaguerra.
da.ru)

IL CENTRO DI MODENA IN MANO AI MILITARI

Domenica 9 marzo '03 giureranno fedeltà i cadetti del corso "VOLONTA'" all'interno dell'accademia militare di Modena. In prossimità dello scoppio di una guerra, a cui l'Italia ha iniziato a dare un contributo effettivo, la presenza e il sostegno alla degenerazione militarista da parte di Ciampi ci sembra un'ulteriore provocazione.
Volevamo pacificamente dimostrare che una parte della città è contraria a tutte le guerre e anche alla presenza dell'accademia militare, ma il questore della provincia di Modena ci fa sapere che vieta il nostro presidio. Riteniamo questo divieto un fatto gravissimo che non ci impedirà certo di dimostrare il nostro dissenso.
Decideremo collettivamente quali saranno le nostre azioni, sia quelle di domenica 9 marzo che quelle future; azioni creative, determinate e pacifiche.
Il divieto del questore è pretestuoso e falso perché la manifestazione dell'accademia si svolge all'interno del palazzo cittadino (che deve rimanere alla città), e invece piazza Roma serve solo per il parcheggio degli invitati. In piazza Roma non vi è nessun'altra manifestazione oltre la nostra.
Le libertà conquistate dalla lotta partigiana lentamente svaniscono. Non lasceremo la città in mano ai guerrafondai, invitiamo chiunque da qualsiasi parte a liberare la città, a riprendersi le strade e le piazze, ad "assaltare il cielo".
Ci vediamo domenica.
Spazio sociale libertario/anarchico LIBERA