L'importanza di essere in Piazza questo 7 Aprile.
Questo è il nono anno, che di seguito, dal 2005 ricordiamo l'Eccidio di Piazza Grande del 1920.
Quest'anno però c'è una novità, il Comune di Modena ha deciso di ricordare, per la prima volta, quell'episodio e lo farà il 6 aprile (?) nella sala dell'istituto storico della resistenza con il concerto di canti anarchici riarrangiati da Bonvicini e Benozzo che abbiamo avuto il piacere di sentire nella 3 giorni del Centenario USI al Parco Amendola nel 2012. Dicono dal comune che oltre al concerto, sabato faranno anche un corposo intervento storico, che più avanti organizzeranno un convegno di studi e che alla fine si potrebbe arrivare ad apporre una lapide, non la nostra, ma la loro e non sappiamo come ricorderanno i nostri compagni e compagne uccisi.
Dubito che la loro ricostruzione storica, sarà identica alla realtà, infatti per ora parlano di uno sciopero generale e nazionale del 7 aprile che ha portato all'Eccidio del 1920 e per ora non hanno nominato l'Eccidio del 5 aprile a San Matteo di Decima di San Giovanni in Persiceto dove l'oratore anarchico Sigismondo Campagnoli fu ucciso sul palco e altri 7 tra la folla, eccidio che provocò lo sciopero del 7 aprile a Modena.
Valuto che comunque il riconoscimento di quella data da parte del comune sia importante, forse smetteranno i boicottaggi alle nostre commemorazioni, vi ricordate? Un 7 aprile in periodo pasquale dove ci vietarono l'amplificazione, l'anno scorso dove la piazza era occupata dal mercato dell'artigianato, un altro anno c'era in piazza la campagna elettorale, quest'anno ci sarà l'esposizione di automobili e la giornata ecologica. Vi immaginate il mercato dell'antiquariato in piazza il 25 aprile o il Primo Maggio? Paragone un po' spinto ma almeno speriamo che d'ora in poi non ci sarà più nessun continuo boicottaggio, sarebbe un segnale positivo.
Credo che chiunque, comune o altri gruppi, possano ricordare quella giornata ma credo che spetti a noi continuare a dargli il giusto significato, credo che se le istituzione cercheranno di appropriarsene la cosa più importante resti che in quella data, come succede da otto anni, siano gli sfruttati, i lavoratori, i ribelli a continuare a tenere saldo un legame con quegli anni e a dare significato a tutta la nostra storia.
La camera del lavoro aderente all'USI assieme a quella socialista proclamò lo sciopero del 7 aprile 1920 e l'USI sezione di Modena, la nostra, quella del 2013 è la più titolata a ricordare quell'Eccidio.
Nella risposta che il comune diede all'interrogazione di Balestrazzi (2012) sul poter apporre la nostra lapide, che tutti gli anni portiamo in piazza e ci riportiamo via, la commissione ha espresso perplessità perché “le uniche fonti sembrano essere riferite solo agli anarchici”come a dire se tra i morti c'era qualche socialista o altro allora potrebbe interessarci ma se erano solo anarchici, quelli son fuori dalla storia.
Ricordo anche che nella toponomastica modenese ci sono riferimenti a battaglioni fascisti come quello di Monte Kosica o ci sono lapidi che ricordano colonialisti della guerra di Gondar in Etiopia, ma non c'è nulla sugli anarchici, come invece a Novi dove una lapide ricorda l'educatore Francisco Ferrer o i combattenti antifascisti in Spagna, oppure come a Nonantola dove c'è via Sacco e Vanzetti o via Errico Malatesta.
Gli anarchici e l'USI a Modena sono banditi e lo abbiamo visto nel centenario USI del 2012 dove di tutte le iniziative, congresso, festa al Parco Amendola, incontro internazionale dell'AIT, vari cortei sui giornali non è uscita nemmeno una riga.
IL 7 aprile 1920 è la nostra storia, come abbiamo scritto nel fumetto che abbiamo stampato in 6.500 copie, anche quest'anno e negli anni prossimi facciamo modo che non diventi una storia di regime.
Siete tutti invitati a partecipare al corteo che partirà alle 17 da Piazza Primo Maggio, a fianco della Stazione delle Corriere, ed al Ricordo che si terrà con canti, interventi e brindisi in Piazza Grande dalle 17.30 alle 18.30, poi si tornerà in corteo da dove si è partiti.
Bertoli Franco Colby
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Sgombero Stella Nera
Nella mattina di giovedì 28 febbraio 2013 è stato sgomberato lo spazio sociale anarchico occupato Stella Nera, in via Omero 2 a Modena: un imponente dispiegamento di forze ha posto sotto sequestro gli stabilidell'ex De Tomaso, dopo 5 mesi di occupazione.
L'ennesimo sgombero politico voluto dall'ormai non più grande Partito Democratico, volto a sopprimere qualsiasi esperimento autogestionario edi partecipazione diretta; in un momento di crisi economica e di delegittimazione politica delle istituzione e dell'autorità, luoghi liberati come gli spazi sociali, dove si sperimentano modelli sociali alternativi, rappresentano una minaccia per chi ha sempre vissuto sullo sfruttamento altrui e non ha nessuna intenzione di cambiare questo stato di cose.
Mentre loro sono liberi di rubare, devastare l'ambiente e togliere diritti usando come scusa la crisi che loro stessi hanno creato, chi tenta di sottrarsi al loro potere e costruire una società libera e senza sfruttamento viene criminalizzato e colpito dalla repressione.
Le attenzioni della loro "giustizia" si sono concentrate su di noi, mentre nella stessa zona vivono e prolificano spaccio e sfruttamento della prostituzione, a dimostrazione di come il concetto di legalità venga strumentalizzato dal potere per colpire chi decide di non sottomettersi.
Non c'è nessun altro motivo per sgomberare uno spazio su cui non ci sono altri progetti, che tornerà ad essere vuoto e inutilizzato esattamente come è stato per anni prima di essere occupato, se non la precisa volontà politica di colpire e reprimere qualunque forma di dissenso.
I migliaia di modenesi (e non solo) che hanno attraversato lo Stella Nera, contribuendo a renderlo vivo e dandogli legittimità, sono la testimonianza della necessità di spazi sociali autogestiti in città, necessità che non può essere fermata da uno sgombero e dalla repressione legalitaria.
I tanti progetti nati in questi mesi, dalla cassa di solidarietà alla rete degli spazi sociali, continueranno ad essere portati avanti con lo stesso impegno e la stessa volontà di prima.
Il percorso dello Stella Nera non si arresta, verso un nuovo spazio sociale autogestito!
Stella Nera è un'idea, non quattro mura, per questo le iniziative già in programma si svolgeranno comunque, in luoghi comunicati di volta in volta.
Il 9 marzo attraverseremo il centro di Modena in corteo, con gruppi musicali e interventi.
Sostieni l'autogestone e l'azione diretta!
NELLE STRADE CI VOLETE NELLE STRADE CI TROVERETE!
LE IDEE NON SI SGOMBERANO!
Coll. Stella Nera, prendispazio@canaglie.org
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E TU VOTI ANCORA?
Il prossimo febbraio si ripeterà per l'ennesima volta la farsa delle elezioni. Tra promesse e buoni propositi che verranno disattesi, sentiremo soprattutto appelli al voto, perché il male assoluto, per i politici, è l'astensionismo: quante volte abbiamo sentito dire che, piuttosto che non votare, è meglio andarci e annullare la scheda, o lasciarla bianca? Il motivo è semplice: votare non è solo dare la propria preferenza ad un partito, ma anche legittimare il sistema partitico e la democrazia rappresentativa. Ciò di cui i politici hanno più paura non è la vittoria della parte opposta, ma che l’intero sistema politico venga messo in discussione. Per impedirlo raccontano che il diritto al voto è una conquista sociale, che i comuni cittadini possono partecipare attivamente alla vita politica votando, che in democrazia "la sovranità appartiene al popolo" e ognuno può eleggere i propri rappresentanti. In realtà tutto questo è falso e la prova si trova proprio nel fondamento della nostra repubblica democratica, la Costituzione, che all'articolo 67 dice: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". La stessa Costituzione, quindi, dice che i parlamentari sono liberi di agire come vogliono, perché non hanno nessun obbligo verso i propri elettori e rappresentano l'intera nazione, formula astratta che nella pratica non significa nulla. Le conquiste sociali sono sempre state il risultato di lotte e non di elezioni; chi ci dice che votare è partecipare alla vita politica, cerca di dissuaderci dall'unica vera partecipazione che può portare al cambiamento, quella diretta, in prima persona, organizzandoci dal basso e senza mediazioni attraverso "rappresentanti" politici e istituzionali!
Pensare che la politica istituzionale sia stata pulita in passato significa non conoscere la storia; pensare che possa essere pulita in futuro significa non conoscerne i meccanismi. I partiti (compresi i "movimenti" che rifiutano di definirsi tali, ma che si candidano alle elezioni) sono centri di potere, che inevitabilmente attirano chi è interessato più a quel potere che al bene comune, e questo non si può evitare cambiando persone o partiti al governo, come qualche "rottamatore" o "giovanilista" o "grillino" vorrebbe farci credere. E' tempo di prendere coscienza del problema alla base di tutto questo: il sistema autoritario e gerarchico, che ci fa cedere il potere a un gruppo di privilegiati col diritto di decidere per tutti sulla base di una pretesa "legittimità popolare". Togliamo loro questa legittimità: non votiamoli, riprendiamoci il controllo dei nostri spazi, delle città, dei luoghi di lavoro e studio, delle nostre vite!
LA NOSTRA PROPOSTA
Per fare ciò l'astensionismo non basta: è necessario iniziare da subito ad organizzarci dal basso, in modo orizzontale e paritario, tramite assemblee di autogestione dove nessuno possa avere il potere di imporsi sugli altri e ognuno possa davvero partecipare attivamente alle decisioni che lo riguardano. Chi ci racconta che l'organizzazione gerarchica è la migliore, o addirittura che è l'unica possibile, dice una falsità: la storia è piena di esempi di comunità, città, fabbriche che sono state realmente autogestite, e quando queste esperienze sono finite non è stato per mancanza di efficienza o di ordine, ma per l'intervento di un potere che si è imposto con la forza. Perché su questo si basa il sistema gerarchico, per quanto "democratico" possa essere: sulla forza, sui rapporti autoritari, sull'imposizione (fisica e culturale) di un modello unico, sulla repressione di chi lo rifiuta e vorrebbe sperimentare nuove forme di organizzazione. L'autogestione è, all'opposto, basata sulla condivisione, sull'assunzione di responsabilità di ognuno, sul rispetto delle diverse opinioni, sulla sperimentazione continua slegata da ogni dogma, sul contributo di tutti alle decisioni, sul rifiuto di qualunque autorità, anche quella della maggioranza. Nell'autogestione anarchica le decisioni vengono prese ogni qualvolta sia possibile secondo il metodo del consenso, che prevede in caso di disaccordo la sintesi tra le diverse posizioni, che non significa unanimità ma saper accettare le opinioni altrui ed essere in grado di trovare soluzioni il più possibile condivise.
L’astensionismo che proponiamo non è semplice disinteresse, ma un mezzo per delegittimare il sistema politico, a cui è necessario affiancare altri mezzi per organizzarci al di fuori di ogni autorità, iniziando da dove possiamo avere la possibilità, fin da subito, di autogestirci. Chi o cosa dà autorità al Comune, per esempio, di prendere decisioni per un quartiere? La legittimità popolare? Allora un’assemblea aperta e paritaria degli abitanti di quel quartiere non dovrebbe avere molta più legittimità per decidere, essendo formata dai diretti interessati che vivono ogni giorno quella parte di città? Questo è l’inganno della democrazia: farci credere che la sovranità appartenga a noi, e l’unico metodo per esercitarla sia delegarla a qualcuno, cioè perderla. L’autogestione permette di esercitare davvero quella sovranità che ci viene promessa ma che ogni giorno ci viene tolta: tramite assemblee nei quartieri, nei posti di lavoro, per la gestione dei luoghi pubblici (parchi, piazze, parcheggi…) dobbiamo reclamare il controllo di ciò che i politici pretendono di gestire in nostro nome.
Stella Nera Anarchico e Occupato, Modena
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OCCUPAZIONE DEGLI STABILIEMENTI DELL’EX DE TOMASO
Mercoledì 26 settembre abbiamo occupato lo stabile dell’ex de tomaso in via omero a Modena, tramite una parte mancante di recinzione ,e le porte che abbiamo trovato aperte. Entrando negli edifici abbiamo subito notato che vi erano evidenti segni di intromissioni precedenti a testimonianza anche del livello di abbandono delle strutture. Abbiamo liberato questo spazio, sottraendolo al degrado e all’abbandono, e restituendolo alla collettività per renderlo un luogo di libertà, fuori dalle dinamiche del profitto e della mercificazione della socialità. Questa occupazione è solo il primo passo di un percorso autogestionario volto ad un cambiamento sociale che porti alla costruzione dal basso di una società di liberi ed eguali, e nessuno sgombero potrà fermare questa nostra volontà. Occupazione come pratica di contrasto alla dilagante devastazione ambientale che sta distruggendo il nostro pianeta, a vantaggio delle solite lobby del potere e a scapito della vita di tutti noi. Contro la Modena dei motori proponiamo, in quella che era una fabbrica di automobili, orti collettivi, laboratori di autoproduzione, dal sapone ai pannelli solari, laboratori di musica, di giocoleria, spettacoli teatrali, mostre e tanto altro. Non mancherà sicuramente di ospitare svariati eventi politico/culturali, da presentazioni di libri proiezioni e cineforum, a dibattiti sociali, assemblee, e sempre a disposizione come luogo di incontro per tutte quelle individualità antiautoritarie, che abbiano necessità di un posto dove ritrovarsi.
Dopo il recente terremoto si è reso più evidente il problema della casa, già drammatico a causa della crisi. Questa occupazione evidenzia il paradosso per il quale tante persone si trovano senza casa mentre la città è piena di stabili vuoti, lasciati nel più completo degrado.
Abbiamo intenzione di far vivere questo posto assieme alla città, il più a lungo possibile, cercando di coinvolgere chiunque condivida e voglia praticare attivamente l’autogestione, come forma di lotta quotidiana, e come mezzo di rivolta sociale.
In pochi giorni si sono già innescate molte dinamiche di solidarietà e partecipazione attiva allo spazio, da tutte le realtà politiche e sociali che ci hanno subito appoggiato sia a livello modenese che di altre città, alle già tante individualità che sono passate e hanno portato in molteplici forme il loro appoggio e sostegno all’occupazione.
Nello spazio nessuno trarrà profitto da alcuna iniziativa che andremo ad organizzare ma ogni sottoscrizione che arriverà la utilizzeremo per tutte le spese di autogestione e riqualificazione dello spazio, e per la nascita o il sostegno di ogni percorso di lotta dal basso e auto-organizzato.
Abbiamo appena organizzato e vissuto nel nuovo spazio 3 giornate di gioia e socialità e sabato 29 un corteo festoso e comunicativo nelle strade del centro di Modena nonostante la pioggia ci sia stata compagna.
Veniamo dalla storia delle anarchiche e degli anarchici modenesi, dagli anarcosindacalisti che festeggeranno a Modena i cento anni il 24 novembre.
La nostra storia è stata la resistenza di 8 anni di Libera a Marzaglia contro l'autodromo, sono state le occupazioni della Casa Cantoniera, dell'ex Caseificio di Montale, del Rivoluzio a San Prospero e del Soverte a Carpi, sono tate tutte le lotte per l'emancipazione sociale, per la libertà e leguaglianza.
Inoltre dalla data in cui siamo entrati ci rendiamo disponibili a pagare le utenze di cui gli stabili sono forniti.
Vi invitiamo tutti a partecipare alla vita dello spazio venendo all’assemblea di autogestione che si terrà sabato 6 ottobre dalle ore 17 in via omero angolo via virgilio(MO).
LIBERIAMO SPAZI, AUTOGESTISCI CON NOI!
L’assemblea del collettivo prendi spazio M.Okupa continuerà tutti i martedì dalle 21 alla Libera Officina in via del tirassegno 7(MO).
Spazio Sociale Anarchico Occupato “Ex De Tommaso”
Collettivo libertario/anarchico Prendi Spazio M.Okupa |
Comunicato di Libera sull'Autodromo.
ABBIAMO PERSO
Apprendiamo oggi dai giornali che inaugurerà la prossima settimana l'Autodromo di Modena a Marzaglia con Sitta in testa.
Ce l'hanno fatta, sono riusciti ad asfaltare un bel pezzo della campagna modenese con a fianco l'unico bosco di Modena, eliminando un corridoio ecologico e avendo difronte un Laboratorio Ecologico Didattico.
Abbiamo avuto anche tante vittorie, la difesa della nostra dignità in primis, le tante manifestazioni molto partecipate e il percorso di una spinta dal basso che è stata una palestra dove tanti hanno iniziato ad agire in prima persona fuori dalle logiche dei partiti e dalle istituzioni.
Abbiamo retto per anni una lotta ben al di sopra delle nostre possibilità, contando solo sull'autofinanziamento derivato dal nostro lavoro e sull'autogestione senza inciuci o legami con lobby varie.
Al contrario dei nostri nemici non utilizziamo finanziamenti pubblici, peraltro aboliti da un referendum e reintrodotti illegalmente contro la volontà popolare, loro, i nostri nemici sono i veri illegali.
Illegali in tanti passaggi, come i progetti commissionati per telefono, decisi da due o tre politici e imposti ai consiglieri ed alla città, conflitti di interesse dove l'assessore era lo stesso presidente della ditta che aveva ricevuto la commissione, come tanti codici di tutela ambientale disattesi e tanto altro, ma ora davanti all'apertura dell'opera autodromo diventa anche stupido continuare l'elenco.
Vince chi è più forte, non certo chi ha ragione.
Abbiamo il rammarico verso chi ha appoggiato il progetto di Sitta solo per avere confermata una poltrona, verso quell'ambientalismo asservito, verso quelli che non hanno capito che era la madre di tutte le battaglie e adesso si trovano a difendere altre zone della città (molti l'avevano capito), come piazza Matteotti, il Parco Ferrari, la zona di via Canizzaro e tante altre dallo stesso modo di agire ovvero imporre i progetti decisi da Sitta.
Ci rammarica anche un'inaugurazione che avverrà qualche giorno prima del processo (mercoledì 22 giugno) dove nostri compagni e compagne rischiano una condanna: mazziati, sgomberati e denunciati.
Continueremo invece a brindare con quei fratelli e sorelle con cui abbiamo condiviso tanti momenti di lotta e continueremo ad appoggiare i vari comitati spontanei che in questi anni sono nati a tutela del territorio e dell'ambiente.
Ringraziamo tanti e lasciamo un messaggio, abbiamo perso ed ha perso grande parte della città, ma se per caso riuscissimo a spedire a casa Sitta e la sua cricca siamo disponibili a tornare a Marzaglia, togliere l'asfalto e ripiantare alberi e chissà che in futuro non ci riusciremo.
Spazio Sociale Libera Modena. |
Fermare Sitta.
Fermare la cementificazione.
Fermare la città dei motori.
Nei prossimi dieci anni Sitta vuole a Modena altri 6.00 nuovi appartamenti per ospitare 10.000 nuovi residenti e arrivare così piano piano alla Modena Felix da 250.000 abitanti.
Sitta è come Berlusconi quando dice di non sapere i dati degli appartamenti vuoti in provincia di Modena.
Berlusconi dichiara che pensava veramente che Ruby fosse nipote di Mubarak ma chi ha avuto a che fare con Polizia, Digos e affini sa che è impossibile che chi si avvicina al presidente del governo possa farlo senza essere vivisezionata su tutto il proprio passato.
Il geometra Sitta non può non conoscere i dati provinciali sugli immobili perché senza quei dati gli sarebbe impossibile fare qualsiasi previsione sulla città.
In una intervista, poco tempo fa, il Sitta si lamentava di una economia modenese ferma e del fatto che 30.000 disoccupati erano troppi e come soluzione oggi vuole allargare la città con altri nuovi disoccupati e pensa di assumerli tutti come portieri al museo ferrari?
E' divertente sentire il PD sbandierare a Milano la vittoria di Pisapia e poi sentire le dichiarazioni di quest'ultimo e dei suoi supporter che dicono di aver vinto perchè sono contro la cementificazione, ma sanno che Sitta è del PD o pensano che sia in squadra con Berlusconi?
Ma oltre a fermare Sitta sulla cementificazione, e impedire al PD gli scempi con soldi pubblici di piazza Matteotti e la piscina al parco ferrari c'è il problema di inquinamento sia dell'aria ma anche quello identitario provocato dalla città dei Motori.
Il tentativo di mischiare cultura e motori e dare spessore culturale ad un rombo o ad un pistone che va su e giù lo trovo delirante, il nessun dorma con la città bloccata da auto inquinanti che facevano infrazioni bestiali completamente impuniti, che hanno bloccato e inquinato la città è stato un situazionismo da stabilimento.
Pensare ad una città identificata per una meccanica, per una carrozzeria e per il rombo di un motore lo trovo vomitevole e culturalmente offensivo.
L'autodromo si sta facendo e questa non è una bella cosa, si è rovinato un corridoi ecologico, una zona di falda, un pezzo di campagna per portare bare volanti che tanti lutti e danni all'ambiente hanno fatto.
Se questo è il futuro va fermato.
Bertoli Franco (Colby)
Attivista dello spazio sociale Libera
e segretario provinciale USI-AIT Modena. |
Ma di quale legalità si parla?
La legalità di Pighi è piena di sangue.
La legalità di Pighi e del PD è fatta di ingiustizie e di sfruttamento, di morti sul lavoro e di lavoro nero nei cantieri.
La legalità di Pighi e del PD è figlia delle Stragi di Stato, dei segreti di Stato, dei servizi segreti “Deviati”.
La loro legalità sbandierata è fumo negli occhi, serve a tutelare i ricchi e a sfruttare i poveri, i precari e gli immigrati.
La loro legalità sono i lagher chiamati C.I.E. La loro legalità è fatta di favori e di inciuci, elargendo soldi a chi gli porta voti, è legalità fatta di potentati.
E' legalità fatta di inquinamenti di falda, di inquinamento di aria.
E' legalità fatta di mistificazioni per fermare le auto di chi lavora in inverno e autorizzare inquinamento di eccellenza per la “città dei motori” in primavera.
E' legalità fatta di guerre e di produzioni di armi chiamate ovviamente in altro modo.
E' legalità fatta di sfratti, di gente che dorme per strada, di precarietà, di ricatti e di guerre tra poveri.
E' legalità fatta di manganellate date al popolo che si oppone al TAV.
E' legalità fatta di nucleare di quarta generazione e di un referendum popolare (illegale?) che si era espresso nettamente contro.
E' legalità di finanziamento pubblico ai partiti abolito da un referendum popolare (illegale?) e rientrato con leggine da impero.
Si lamentano che dire “Basta Pighi” come si legge sui muri in questi giorni è squadrismo, invece mandare a manganellare 70 poliziotti nello sgombero di Libera (sgombero illegale) è atto di amore e di dolcezza? Cambiare i codici (illegalmente) di tutela del territorio e delle falde per poter costruire autodromi o interi quartieri invece è atto di intelligenza democratica?
La loro legalità non ci interessa, continueremo dal basso a riappropriarci di ciò che è nostro senza contare su soldi fatti con lo sfruttamento e senza compromessi con le istituzioni.
Questa è la nostra vita, a noi spetta renderla dignitosa e rispettosa dell'ambiente e delle altre persone.
Non abbiamo eletto nessuno a rappresentarci e loro vogliono governare anche a nostro nome, gestendo tutto, anche ciò che è frutto del nostro lavoro.
Non ci siederemo su nessuna poltrona, preferiamo restare in mezzo alla gente a costruire qualcos'altro che non sia basato sul sangue dei Giuliani, dei Cucchi, degli Aldrovandi, dei Pinelli, degli immigrati morti in mare, dei bambini saltati sulle mine antiuomo italiane.
Non hanno mai condannato il colonialismo, il militarismo assassino contro lo stesso popolo italiano, si sono dimenticati i morti del 7 aprile in piazza grande a Modena, si sono dimenticati che il loro PIL è figlio dello sfruttamento del pianeta, dei morti sul lavoro, delle fatiche di chi lavora.
La loro legalità è figlia dei morti sulle strade, dell'esaltazione della velocità, degli sgomberi degli spazi sociali, sono figuri tristi, sono persone morte dentro.
La nostra legalità è quella degli Arditi del Popolo che per primi insorsero contro il fascismo, è quella dei disertori che si rifiutano di uccidere loro simili, è quella dei partigiani che non hanno aspettato di iscriversi nel registro comunale prima di combattere.
La lotta per l'eguaglianza e la libertà continua, dal basso, con gioia e determinazione.
E' ora di occupare 10, 100 spazi e liberarli alla socialità collettiva, è ora di occupare le case lasciate vuote per la speculazione e dare casa a chi deve dormire in condizioni non dignitose.
Bertoli Franco (colby)
Attivista dello Spazio Sociale Libera
e Segretario provinciale dell'USI-AIT Modena. |
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